Ricordando Alessandro
“..la politica non è e non
può essere una specie di “religione civile” a cui tutto sacrificare. Non è
un fine, ma un mezzo. Per cui una sconfitta a un’elezione politica non è il
crollo di un ideale. L’ideale rimane, vive e a partire da questo bisogna
costruire. Quello che noi vogliamo fare è costruire una comunità umana
fondata sulla roccia dei valori cristiani. Una comunità che sappia mettersi
in politica a Destra e battersi per il bene comune. Siamo ancora agli inizi
di questo cammino. Molti pensano che l’unica cosa importante sia battere gli
avversari alle elezioni e conquistare posizioni. Non sono certo io a negare
l’importanza di una vittoria elettorale. Ci mancherebbe. Ma la vittoria alle
elezioni è solo l’indicatore di un lavoro svolto. Non è il fine del nostro
batterci, è solo uno strumento che misura il nostro lavoro. Di argomenti per
convincere ne abbiamo a iosa, ma non avete avuto il tempo, né
l’organizzazione per seminare e crescere al punto giusto. Quasi tutto (tempi
e modalità) è stato pilotato da altri. Tutto è arrivato troppo in fretta
quando i frutti erano ancora acerbi. Le sconfitte bruciano, è vero. Ma non
potete pensare di essere DEFINITI da una sconfitta elettorale e fare la fine
del povero Pantani. Voi VALETE indipendentemente dalla sconfitta, siete
molto di più di quanto dicano i pochi voti che avete raggranellato. O forse
pensate che una scheda in un’urna valga più della vostra amicizia, della
vostra passione ideale, della vostra dignità di giovani uomini? Ora comincia
il lavoro vero. Il vostro scopo è tesserare SCONOSCIUTI e poi farli votare,
ringraziarli e mandarli a casa? NO. Senza sminuire l’importanza di iscrivere
persone al vostro gruppo (i numeri non sono tutto, ma in certi momenti come
hai visto contano!) ORA dovete crescere nell’amicizia tra voi, lavorare in
Università portando ESEMPI E IDEE CONVINCENTI. Legittimarvi con le
iniziative sul campo. Più vi legittimate nei fatti (e non solo alle
elezioni) più attraete gente nuova con voi e più costruite il futuro di un
movimento giovanile universitario. Le iniziative che prenderete non devono
essere solo strumentali al “farsi vedere”, ma devono essere finalizzate al
diffondere le cose giuste di cui vi state via via - liberamente -
convincendo. Questo lavoro vi farà crescere come uomini e come numeri e le
prossime elezioni - a Dio piacendo - saranno ben diverse. “Chi semina nel
pianto raccoglierà cantando”. Non mollate ora. E’ qui il punto di svolta.
“Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le
sue idee non valgono nulla o non vale niente lui”. Un abbraccio (a tutti).”
Alessandro Degli Occhi