{"id":1150,"date":"2013-05-28T13:40:16","date_gmt":"2013-05-28T11:40:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1150"},"modified":"2013-05-28T13:43:07","modified_gmt":"2013-05-28T11:43:07","slug":"vetus-ordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/vetus-ordo\/","title":{"rendered":"LA MESSA ANTICA  NON SI TOCCA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/soloqui\/18390\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.ilfoglio.it\/soloqui\/18390', '']);\" tabindex=\"-1\"  target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" data-ft=\"{&quot;type&quot;:10,&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\"><img alt=\"\" src=\"https:\/\/fbstatic-a.akamaihd.net\/rsrc.php\/v2\/y4\/r\/-PAXP-deijE.gif\" \/><\/a><\/p>\n<div>\n<div data-ft=\"{&quot;type&quot;:11,&quot;tn&quot;:&quot;C&quot;}\">\n<h3>Francesco e il latino<\/h3>\n<h1>La messa antica non si tocca, il Papa gesuita spiazza ancora tutti<\/h1>\n<h2>I vescovi pugliesi chiedono il ritiro del motu proprio di Ratzinger. Bergoglio dice no, servono cose nuove e antiche<\/h2>\n<div id=\"boxBnrSemantic\"><a href=\"http:\/\/adv.ilsole24ore.it\/RealMedia\/ads\/click_lx.ads\/www.ilfoglio.it\/08\/ros\/121474088\/VideoBox_180x150\/default\/empty.gif\/585346696146476a652f5941426d5377\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/adv.ilsole24ore.it\/RealMedia\/ads\/click_lx.ads\/www.ilfoglio.it\/08\/ros\/121474088\/VideoBox_180x150\/default\/empty.gif\/585346696146476a652f5941426d5377', '']);\" target=\"_top\"><img loading=\"lazy\" alt=\"\" src=\"http:\/\/adv.ilsole24ore.it\/RealMedia\/ads\/Creatives\/default\/empty.gif\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/media\/uploads\/2011\/papa(37).jpg\" width=\"261\" height=\"146\" align=\"left\" hspace=\"4\" vspace=\"4\" \/>Chi pensava che con l\u2019arrivo al Soglio di Pietro del gesuita sudamericano Jorge Mario Bergoglio la messa in latino<\/strong>\u00a0nella sua forma extra-ordinaria fosse archiviata per sempre, aveva fatto male i conti. Il motu proprio ratzingeriano del 2007, il Summorum Pontificum, non si tocca, e il messale del 1962 di Giovanni XXIII (che poi \u00e8 l\u2019ultima versione di quello tridentino del Papa santo Pio V) \u00e8 salvo. Quel rito con il celebrante rivolto verso Dio e non verso il popolo, con le balaustre a separare i banchi per i fedeli dal presbiterio, non \u00e8 un\u2019anticaglia, detrito da spedire in qualche museo a impolverarsi. E\u2019 stato proprio il Pontefice regnante a dirlo, ricevendo qualche giorno fa nel Palazzo apostolico la delegazione dei vescovi pugliesi giunti a Roma in visita ad limina apostolorum, come fa tutto l\u2019episcopato mondiale ogni cinque anni.<\/p>\n<p><strong>Come ha scritto sul suo blog il vaticanista Sandro Magister, i vescovi pugliesi sono stati i pi\u00f9 loquaci, con clero e giornalisti.<\/strong>\u00a0La scorsa settimana, il capo della diocesi di Molfetta, Luigi Martella, ha raccontato come Francesco sia pronto a firmare entro l\u2019anno l\u2019enciclica sulla fede che Benedetto XVI starebbe portando a termine nella tranquillit\u00e0 del monastero Mater Ecclesiae, aggiungendo addirittura che Bergoglio ha gi\u00e0 pensato alla sua seconda lettera pastorale, dedicata alla povert\u00e0 e intitolata \u201cBeati pauperes\u201d. Dichiarazioni che hanno costretto la Santa Sede a smentire, rettificare e chiarire, con padre Federico Lombardi che invitava a pensare \u201ca un\u2019enciclica per volta\u201d. Poi \u00e8 toccato al vescovo di Conversano e Monopoli, Domenico Padovano, che al clero della sua diocesi ha raccontato come la priorit\u00e0 dei vescovi della regione del Tavoliere sia stata quella di spiegare al Papa che la messa in rito antico sta creando grandi divisioni all\u2019interno della chiesa. Messaggio sottinteso: il Summorum Pontificum va cancellato, o quanto meno fortemente limitato. Ma Francesco ha detto no.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 sempre monsignor Padovano a dirlo,<\/strong>\u00a0spiegando che Francesco ha risposto loro di vigilare sugli estremismi di certi gruppi tradizionalisti, ma suggerendo altres\u00ec di far tesoro della tradizione e di creare i presupposti perch\u00e9 questa possa convivere con l\u2019innovazione. A tal proposito, come scrive Magister, Bergoglio avrebbe pure raccontato le pressioni subite dopo l\u2019elezione per avvicendare il Maestro delle cerimonie liturgiche, quel Guido Marini dipinto al Papa come un tradizionalista che andava rimandato a Genova, la citt\u00e0 che nel 2007 lasci\u00f2 a malincuore obbedendo alla volont\u00e0 di Benedetto XVI che lo volle a Roma. Anche in questo caso, per\u00f2, Francesco ha opposto il suo rifiuto a ogni cambiamento nell\u2019ufficio delle cerimonie. E lo ha fatto \u201cper fare tesoro della sua preparazione tradizionale\u201d, consentendo al mite e poco protagonista Marini di \u201cavvantaggiarsi della mia formazione pi\u00f9 emancipata\u201d.<\/p>\n<p><strong>La differenza culturale c\u2019\u00e8 tutta,<\/strong>\u00a0il gesuita che per tradizione ignaziana \u201cnec rubricat nec cantat\u201d si trova improvvisamente catapultato in una realt\u00e0 in cui negli ultimi otto anni erano stati pazientemente e lentamente recuperati elementi liturgici abbandonati negli ultimi trenta-quarant\u2019anni, giustificando cos\u00ec chi vedeva nel Concilio una rottura anche in campo liturgico. Il filo conduttore delle cerimonie benedettiane era riassumibile nella sintesi tra solennit\u00e0 e compostezza: il ritorno sull\u2019altare dei sette alti candelabri e della croce centrale e gli avvisi a non applaudire ne sono un esempio. E poi il latino, lingua della chiesa, che veniva usato per le celebrazioni non pi\u00f9 solo a Roma ma in ogni angolo del pianeta, Africa compresa. Non pochi, guardando il volto serio di Marini quella sera di marzo mentre Bergoglio appariva per la prima volta alla Loggia delle Benedizioni con la semplice talare bianca, senza mozzetta n\u00e9 stola, avevano previsto un avvicendamento imminente. Invece Francesco sa che Roma non \u00e8 Buenos Aires, che fare il Papa richiede anche di mantenere un apparato simbolico ancorato nella storia e nella tradizione millenaria della chiesa cattolica.<br \/>\n<strong><br \/>\nLa continuit\u00e0 che non piace a tutti<\/strong><br \/>\nUn recupero, quello avvenuto negli anni di Benedetto XVI, che a molti non \u00e8 piaciuto, anche dentro le Mura leonine. Monsignor Sergio Pagano, prefetto dell\u2019Archivio segreto vaticano, diceva lo scorso 7 maggio a margine della presentazione della costituzione d\u2019indizione del Concilio \u201cHumanae\u00a0 salutis\u201d che \u201cquando oggi vedo in certi altari delle basiliche quei sette candelabri bronzei che sovrastano la croce mi viene da pensare che ancora poco \u00e8 stato capito della costituzione sulla liturgia Sacrosanctum Concilium\u201d. Ecco perch\u00e9 qualcuno, come il vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, monsignor Felice Di Molfetta \u2013 che da sempre considera la messa in forma extra-ordinaria incompatibile con il messale di Paolo VI, espressione ordinaria della lex orandi della chiesa cattolica di rito latino \u2013 qualche giorno fa ha fatto sapere ai fedeli della sua diocesi di essersi vivamente rallegrato con Francesco \u201cper lo stile celebrativo che ha assunto, ispirato alla nobile semplicit\u00e0 sancita dal Concilio\u201d.<\/p>\n<p>\u00a9 &#8211; FOGLIO QUOTIDIANO<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/redazione\/240\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.ilfoglio.it\/redazione\/240', 'di Matteo Matzuzzi']);\" >di Matteo Matzuzzi<\/a>\u00a0\u00a0 \u2013 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/twitter.com\/@matteomatzuzzi\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/twitter.com\/@matteomatzuzzi', '@matteomatzuzzi']);\" >@matteomatzuzzi<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco e il latino La messa antica non si tocca, il Papa gesuita spiazza ancora tutti I vescovi pugliesi chiedono il ritiro del motu proprio di Ratzinger. 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