{"id":1215,"date":"2013-06-20T09:13:16","date_gmt":"2013-06-20T07:13:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1215"},"modified":"2013-06-20T09:13:16","modified_gmt":"2013-06-20T07:13:16","slug":"le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani\/","title":{"rendered":"le due sconfitte dei cattolici italiani"},"content":{"rendered":"<p>Le due sconfitte dei cattolici italiani<\/p>\n<div>di Luigi Negri*20-06-2013<\/p>\n<div><img title=\"Cardinali\" alt=\"Cardinali\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img-_innerArt-_cardinali_0.jpg?t=\" \/><\/p>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani-6715.htm#\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani-6715.htm#', 'Share on facebook']);\" title=\"Condividi su facebook\">Share on facebook<\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani-6715.htm#\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani-6715.htm#', 'Share on twitter']);\" title=\"Condividi su twitter\">Share on twitter<\/a><\/p>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p><a><img title=\"Stampa\" alt=\"Stampa\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-print.gif\" \/><\/a><a><img title=\"Invia ad un amico\" alt=\"Invia ad un amico\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-inviaAdUnAmico.gif\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoliPdf-le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani-6715.pdf\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent','download','http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoliPdf-le-due-sconfitte-dei-cattolici-italiani-6715.pdf']);\" target=\"_blank\"><img title=\"Scarica il PDF\" alt=\"Scarica il PDF\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-pdf.gif\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/notizie-294.rss\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/notizie-294.rss', '']);\" target=\"_blank\"><img title=\"RSS\" alt=\"RSS\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-rss-small.png\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una sensazione che avverto fortissima in questo periodo, che peraltro coincide con i miei primi cento giorni nella diocesi di Ferrara-Comacchio.<\/p>\n<p><strong>Da una parte c\u2019\u00e8 una incredibile attesa di una vera autorevolezza cristiana<\/strong>; attesa anche dai laici, perch\u00e9 non sono pochi coloro che, nello sconcerto attuale di una societ\u00e0 evidentemente cos\u00ec empia, sentono il bisogno di una prossimit\u00e0, il bisogno di essere accolti nelle istanze profonde della vita. E\u2019 quella sensibilit\u00e0 che monsignor Giussani chiamava \u201cil cammino al vero\u201d, \u201cla ricerca del volto umano\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esigenza di questo cammino al vero \u00e8 fortissima<\/strong>. E il rinnovarsi di una esigenza di verit\u00e0 e di bellezza, di bene e di giustizia supera quotidianamente, anche se in modo molto debole, questo grigiore del consumismo, del relativismo etico, dell\u2019opinionalismo, di questo massmediaticamente corretto che inquina la vita della nostra societ\u00e0, dalle famiglie fino alle realt\u00e0 sociali pi\u00f9 impegnate o pi\u00f9 impegnative.<br \/>\nC\u2019\u00e8 quindi una grande disponibilit\u00e0 del mondo, dell\u2019uomo verso Cristo, verso la Chiesa.<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019altra parte per\u00f2 quello che mi colpisce dolorosamente, quasi fisicamente,<\/strong>\u00a0\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di essere all\u2019altezza di questa domanda: non della Chiesa come istituzione ma della cristianit\u00e0 intesa come esperienza viva di Chiesa nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Mi trovo spesso a pensare ai 37 anni\u00a0contrassegnati dal grande Magistero<\/strong>, della grande testimonianza di Giovanni Paolo II, da questo straordinario riposizionamento della Chiesa di fronte al cuore dell\u2019uomo, che ha riaperto il dialogo tra Cristo e il cuore dell\u2019uomo. A questi 37 anni di un Magistero straordinario e di una capacit\u00e0 di dialogo con gli uomini ben prima e ben oltre visioni ideologiche e religiose; e agli anni non meno intensi e suggestivi, appassionati, di Benedetto XVI, nel suo infaticabile riproporre il cristianesimo come evento di compimento della ragione, dell\u2019umanit\u00e0; con quell\u2019implacabile, dolcissimo insegnamento sul recupero della ragione, intesa in senso largo, compiuto, come apertura al mistero e non come affermazione delle propria capacit\u00e0 di organizzare scientificamente le conoscenze.<\/p>\n<p><strong>Ebbene, dopo tutto questo \u00e8 come se la cristianit\u00e0 italiana sia quasi inebetita.<\/strong>\u00a0Inebetita.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec ora si profilano due sconfitte lancinanti per questa cristianit\u00e0<\/strong>, a cui non avrei mai pensato di dover assistere, e che riempiono la mia vita di vergogna, perch\u00e9 \u00e8 per affermare la verit\u00e0 della Chiesa e della sua missione contro queste tentazioni, che ho dedicato la mia vita di cristiano, di prete, adesso di vescovo, di ricercatore.<\/p>\n<p><strong>La prima sconfitta \u00e8 incredibile ma si \u00e8 ormai compiuta.<\/strong>\u00a0Dopo che con Giovanni Paolo II, in perfetta linea con la tradizione magisteriale della Chiesa, si era affermata la fede come condizione di una autentica conoscenza della realt\u00e0, della storia e della societ\u00e0; dopo che si era compreso che la fede diventa cultura, per cui &#8211; come ha detto tantissime volte \u2013 \u201cse la fede non diviene cultura non \u00e8 stata realmente accolta, pienamente vissuta, umanamente ripensata\u201d; dopo tutto questo\u00a0sta ridiventando maggioranza quel dualismo fede e cultura per cui la cultura rappresenta una realt\u00e0 autonoma dalla fede. Cos\u00ec che con la cultura nella migliore delle ipotesi si pu\u00f2 accennare a qualche momento di \u201cdialogo\u201d o di \u201ccortile\u201d, espressioni che una adeguata razionalit\u00e0 e una adeguata consapevolezza di fede fanno fatica a definire nella loro obiettivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Allora la fede si aggiunge alla cultura, ne rappresenta una introduzione di carattere spirituale,<\/strong>ne corregge o ne correggerebbe le conseguenze negative sul piano etico, aspetto questo assolutamente evidente quando si parla del rapporto fede-economia o fede-politica.<\/p>\n<p><strong>Che fine ha fatto la grande e spettacolare enciclica\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em><\/strong>, che invece affermava la pertinenza della fede nei confronti delle stesse strutture, delle stesse dinamiche economiche? Ogni tanto la si vede citare, ma giusto il titolo. Anche i cosiddetti economisti cristiani\u00a0hanno ripiegato su questa posizione, sono tornati velocemente a quella eticit\u00e0 dell\u2019economia, che nell\u2019apparente semplicit\u00e0 dice tutto perch\u00e9 non dice niente. L\u2019economista cristiano e poi il politico cristiano in questa visione dovrebbero cos\u00ec temperare i rigori del capitalismo selvaggio.<\/p>\n<p><strong>La fede invece forma la realt\u00e0<\/strong>; \u201cla fede abilita noi credenti a interpretare, meglio di qualsiasi altro, le istanze pi\u00f9 profonde\u00a0 dell\u2019essere umano e ad indicarne con serena e tranquilla sicurezza le vie e i mezzi di un pieno appagamento\u201d, diceva Giovanni Paolo II l\u20198 dicembre 1978 a docenti e studenti dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica, tra cui c\u2019ero anch\u2019io, e lo posso dire con un orgoglio che non si \u00e8 mai andato stemperando. E ho percepito la straordinaria novit\u00e0 di quell\u2019incontro, troppo velocemente archiviato anche nell\u2019ambito dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica cui pure era stato riferito in maniera privilegiata e preferenziale.<\/p>\n<p><strong>Non meno penosa dell\u2019insorgere del dualismo fede-cultura, \u00e8 l\u2019altra grande sconfitta<\/strong>: l\u2019insignificanza della presenza cattolica nell\u2019agone sociale e politico. Oggi il voto dei cattolici \u00e8 assolutamente insignificante nel panorama della vita italiana, come ebbe a dire giustamente il mio amico Alfredo Mantovano in un suo lucido intervento qualche mese fa.<\/p>\n<p><strong>Chi sono i cattolici che militano nella variet\u00e0 di espressioni socio-politiche che esistono?<\/strong>\u00a0Gente che personalmente la domenica mattina andr\u00e0 a messa, ci si augura; che \u00e8 a posto dal punto di vista di una certa devozione alla vita morale, a meno che non si tratti di vita matrimoniale perch\u00e9 l\u00ec allora si aprono centinaia e centinaia di eccezioni, pi\u00f9 o meno clamorose o pi\u00f9 o meno nascoste ma assolutamente maggioritarie anche tra i cattolici in politica. Gente che personalmente e individualmente pu\u00f2 avere anche una certa pratica di piet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ma ci\u00f2 che caratterizza l\u2019intervento di chi appartiene alla fede,<\/strong>\u00a0la forma dell\u2019intervento \u00e8 la Dottrina Sociale della Chiesa. E il cuore della Dottrina Sociale della Chiesa sono i princ\u00ecpi non negoziabili. Questi dettano le analisi di carattere socio-politico, e questi indicano anche le linee di un\u2019azione che almeno dal punto di vista della cultura dovrebbero avere una certa unit\u00e0. Dovrebbe esserci una certa unit\u00e0 dei cattolici in politica che poi pu\u00f2 preludere a differenze dettate da valutazioni particolari e speriamo non soltanto da interessi particolari.<\/p>\n<p><strong>Le ultime elezioni invece sono state la sagra dell\u2019individualismo e dell\u2019opinionalismo.<\/strong>\u00a0I cattolici hanno votato per tutti e a vantaggio di tutti, senza chiedersi se questo loro voto avrebbe poi significato eleggere delle presenze che avrebbero tutelato non gli interessi della Chiesa, ma gli interessi della ragione e della fede, cio\u00e8 dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tutto era avviato, la Provvidenza aveva avviato tutto perch\u00e9 ci fosse<\/strong>\u00a0un risorgere della presenza cristiana, come presenza di popolo, come presenza culturale, sociale, politica. Che ne \u00e8 ora della grande sfida della nuova evangelizzazione che abbiamo raccolto dal primo insegnamento di Giovanni Paolo II?<\/p>\n<p><strong>Tornano i dualismi che si collegano ad alcuni nomi nefasti per la cristianit\u00e0 italiana,<\/strong>\u00a0passati o presenti, che il pudore e la carit\u00e0 di patria mi impedisce di citare.<\/p>\n<p><strong>Forse i magisteri paralleli stanno compiendo l\u2019ultima e non meno grave delle loro vittorie<\/strong>. Ma la vittoria dell\u2019individualismo culturale e della frammentazione della presenza politica dei cattolici, senza la custodia e la promozione dei princ\u00ecpi non negoziabili, non \u00e8 soltanto la sconfitta dei cristiani, come diceva Marcello Pera nella prefazione al mio volumetto \u201cPer un umanesimo del Terzo Millennio\u201d: \u201cQui se si perde, si perde tutti; se si vince si vince tutti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per adesso, salvo che la Provvidenza riscompigli le carte,<\/strong>\u00a0possiamo veramente dire che stiamo perdendo tutti.<\/p>\n<p><em><strong>* Arcivescovo di Ferrara e Comacchio<\/strong><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le due sconfitte dei cattolici italiani di Luigi Negri*20-06-2013 Share on facebookShare on twitter &nbsp; C\u2019\u00e8 una sensazione che avverto fortissima in questo periodo, che peraltro coincide con i miei primi cento giorni nella diocesi di Ferrara-Comacchio. 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