{"id":1385,"date":"2013-07-30T01:23:24","date_gmt":"2013-07-29T23:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1385"},"modified":"2013-07-30T01:23:24","modified_gmt":"2013-07-29T23:23:24","slug":"editoriale-per-una-politica-vera-commento-al-manifesto-politico-di-gianni-alemanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/editoriale-per-una-politica-vera-commento-al-manifesto-politico-di-gianni-alemanno\/","title":{"rendered":"Editoriale: Per una Politica Vera &#8211; Commento al Manifesto Politico di Gianni Alemanno"},"content":{"rendered":"<p>Si stanno dipanando in questi ultimi mesi alcuni nodi che hanno paralizzato l&#8217;Italia da circa un anno a questa parte. Da un lato, infatti, si sta chiarendo la posizione politica del governo Letta, di ispirazione laicista, ove prevalgono posizioni \u00a0ondivaghe sui temi fondamentali etici ed economici e una tendenza ad assecondare linee legislative caratterizzate da relativismo, dall\u2019altro si sta istaurando un regime totalitario di sapore giacobino, attraverso riforme roboanti che fanno da specchietto per le allodole dei cittadini (Legge sull&#8217;Omofobia, che deve comunque essere contrastata in tutte le sede possibili parlamentari e culturali ), che riescono a par passare sotto silenzio la Riforma Costituzionale di ben pi\u00f9 grave portata, con la modifica surrettizia, proprio durante il periodo estivo, dell&#8217;art. 138 della costituzione di cui si parla nel nostro articolo &#8220;Riforma costituzionale: un attacco alla democrazia&#8221;.<\/p>\n<p>A tutt\u2019altro livello si sta invece risvegliando la Politica, quella vera, quella che nasce dal Popolo, ed ha iniziato a fare i primi passi proprio dopo la sbornia berlusconiana che ha lasciato un sacco vuoto alle proprie spalle. E cos\u00ec nasce Mosaico Italiano, un Pensiero che diventa Azione sul Territorio, un Desiderio che si concretizza in attivit\u00e0 iniziali metapolitiche che via via assumono i connotati di una Res-Ponsabilit\u00e0 per la rinnovata gestione della Res-Publica.<\/p>\n<p>Mosaico, i suoi componenti, si stanno organizzando per rispondere alle istanze pi\u00f9 urgenti del Popolo dislocato sul Territorio del Nord Italia, e molti amici stanno confluendo nelle diverse iniziative che sono state proposte in questi mesi: il <i>focus<\/i> sulla vicenda dei Mar\u00f2, che pare siano stati dimenticati dal nostro Governo, troppo occupato, come predetto, a gettare fumo negli occhi degli italiani con la fanfara sulla legge contro l&#8217;Omofobia; l&#8217;attenzione alle riforme costituzionali, che stanno transitando nel silenzio totale dei <i>mass media<\/i>, e che porteranno ad un nuovo importante passo verso il totalitarismo relativista in cui sta cadendo la nostra Nazione; la proposta di una serie di incontri di formazione e consolidamento della tensione culturale attorno ai principi non negoziabili (primo incontro tenuto sulla &#8220;Bellezza&#8221;, dal prof. Zecchi docente di Estetica all&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano), e altre proposte ed eventi che hanno caratterizzato questi primi mesi di attivit\u00e0 della nuova aggregazione politico culturale.<\/p>\n<p>Nel filone di una &#8220;rinascenza&#8221;, con presupposti metodologici differenti, stiamo assistendo ad un nuovo tentativo di riproporre il recupero di una identit\u00e0 di &#8220;centrodestra&#8221;.<\/p>\n<p>Il 26 luglio Gianni Alemanno cos\u00ec si esprime dal suo Blog con il lancio di un Manifesto politico : &#8220;<i>L\u2019area politica maggiormente colpita da questi fenomeni \u00e8 quella del centrodestra, intendendo con questo termine la rappresentazione di tutti coloro (anche di chi oggi si attarda a definirsi ambiguamente di \u201ccentro\u201d) che non si ritrovano nei valori e negli schemi ideologici del \u201cpensiero unico\u201d progressista. Infatti l\u2019astensionismo colpisce soprattutto questa area, i cui percorsi di trasformazione \u2013 anche a causa del pesante attacco giudiziario a Silvio Berlusconi \u2013 sono molto pi\u00f9 travagliati ed incerti di quelli del centrosinistra<\/i>.&#8221;<\/p>\n<p>Il dubbio che sorge relativamente a questa impostazione culturale \u00e8 che non si rinnova un vestito mettendo una pezza nuova su stoffa vecchia e sgualcita, perch\u00e8 la stoffa vecchia si strappa inevitabilmente, lasciando il buco pi\u00f9 grande di prima. Occorre andare oltre, rinnovando prima di tutto il proprio modo di pensare e di vivere la Politica come servizio. L&#8217;aggregazione non pu\u00f2 pi\u00f9 essere intorno a generiche indicazioni di &#8220;schieramento&#8221; (<i>destra e sinistra<\/i> non hanno pi\u00f9 una connotazione utile, come profeticamente e polemicamente intuiva Gaber sin dagli anni &#8217;70).<\/p>\n<p>Sul tema della selezione della classe dirigente e dei candidati alle elezioni o agli incarichi direttivi, necessita un forte cambio di passo, caratterizzato anche da uno stile diverso incentrato come indica Papa Francesco su una tendenza alla sobriet\u00e0 e alla povert\u00e0 (anche per i politici).<\/p>\n<p>Un altro rischio che non dobbiamo pi\u00f9 correre \u00e8 quello di indugiare sul fatto che Berlusconi abbia fatto degli anni &#8217;90 in Italia un periodo miracolistico. Prosegue infatti Gianni Alemanno nel suo Blog: &#8220;<i>il miracolo fatto da Silvio Berlusconi nel 1994 non \u00e8 facilmente ripetibile da altri e comunque, per l\u2019assenza di un partito di destra popolare radicato nel territorio, non potrebbe contare sulla presenza capillare che in quel periodo fu offerta al centrodestra da Alleanza Nazionale<\/i>.&#8221;<br \/>\nDi nuovo l&#8217;ex Sindaco di Roma insiste sul fatto che &#8220;<i>ci sia un altro progetto da perseguire: quello di una aggregazione dalla base, dalla comunit\u00e0 e dal territorio, che dia vita ad una nuova componente del centrodestra, diversa e potenzialmente complementare rispetto a quella che potr\u00e0 essere rappresentata da un ritorno di Forza Italia. E\u2019 evidente, peraltro, che la scelta di Silvio Berlusconi provoca inevitabilmente la nascita di un nuovo centrodestra fondato su pi\u00f9 partiti, in grado di offrire una pi\u00f9 articolata proposta di programma politico, di rappresentanza sociale e di forme organizzative.<\/i>&#8221;<\/p>\n<p>Sulla scorta di queste affermazioni, commentiamo che il rischio della ripetizione all&#8217;infinito del &#8220;Partito costruito a tavolino&#8221; \u00e8 troppo grave da correre in un momento in cui le istanze sociali si radicalizzano nel disagio di un Popolo che non ha ormai pi\u00f9 il superfluo da sperperare. Inoltre occorre superare il centralismo romano e la grave frattura determinatasi fra politica e gente comune (motore generatore dell&#8217;astensionismo).<\/p>\n<p>Concordiamo sull&#8217;analisi metapolitica di Alemanno quando scrive &#8220;<i>la debolezza, anche organizzativa, dell\u2019attuale centrodestra deriva dalla prevalente matrice individualista della sua proposta politico-culturale, dove le aggregazioni sociali e territoriali non trovano un&#8217;adeguata rappresentanza e possibilit\u00e0 di espressione.\u00a0 Per questo, oggi serve un \u201cpolo comunitario\u201d in cui i valori e i programmi siano realmente incarnati da chi li rappresenta e possano incidere concretamente nella vita quotidiana delle persone, delle famiglie e del popolo italiano<\/i>.&#8221;. Sempre che, aggiungiamo noi, questo &#8220;polo comunitario&#8221; sia finalmente e coraggiosamente svincolato dai vecchi schemi di partito e di schieramento.<\/p>\n<p>Il criterio della &#8220;lista civica&#8221;, che non proponga colori preordinati, ma parta dalle concrete esigenze di riforma sociale, economica e, prima di tutto, educativa di un Popolo, \u00e8 il futuro della rinascita italiana.<\/p>\n<p>Pur in quello che consideriamo un errore di prospettiva, nel pensare di ri-aggregare un Partito di centrodestra con connotati identitari precostituiti, approviamo almeno negli intenti quelle che Alemanno definisce &#8220;<i>le caratteristiche principali della nuova proposta politica<\/i>&#8220;, e chiediamo allo storico esponente del percorso culturale della Destra post &#8217;68 di impegnarsi a concretizzare quelle che sono, sempre per ora nei suoi intenti ideali ma non sintetizzati in proposte e iniziative territoriali:<\/p>\n<p>&#8220;<i>Abbiamo bisogno di\u00a0<b>un movimento politico che incarni in modo autentico ed\u00a0 esemplare i valori della democrazia e della partecipazione<\/b>, sottoponendo ogni decisione su incarichi e programmi a trasparenti processi di democrazia interna, attraverso congressi, primarie e referendum anche \u201conline\u201d. Democrazia e autorit\u00e0, merito e partecipazione, possono e debbono convivere: nessun progetto di riforme istituzionali \u00e8 credibile se non viene prima praticato all\u2019interno dei movimenti politici che se ne fanno portatori.\u00a0<b>Un movimento organizzato che sia presente in ogni contesto territoriale e sociale e che sappia orientare ed educare il proprio elettorato e la propria base<\/b>, a cominciare dai giovani, senza limitarsi ad inseguire le correnti di opinione e le spinte populiste del momento. Devono emergere\u00a0<b>persone che testimonino nella loro vita quotidiana il rapporto con la gente e l\u2019appartenenza alla comunit\u00e0<\/b>. (&#8230;) I programmi devono essere quelli che discendono da una\u00a0<b>cultura comunitaria,<\/b>\u00a0 che dia una lettura profonda e moderna di valori fondanti come quelli della famiglia, della patria, del radicamento nel territorio e della partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese. Solo una cultura comunitaria consente l\u2019applicazione corretta del principio di sussidiariet\u00e0, non come esasperato federalismo che mina l\u2019unit\u00e0 nazionale, ma come protagonismo reale delle famiglie, delle associazioni e delle imprese<\/i>.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mettiamo in guardia il promotore di questa nuova area movimentista dal proporre questa nuova strada come <i>&lt;&lt; \u201cterza via\u201d tra statalismo e liberismo che permette di ridimensionare l\u2019intervento della mano pubblica nella vita economica e sociale, senza cadere nel\u201claisser faire\u201d\u00a0liberista e nel darwinismo sociale.&gt;&gt;<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi non siamo una &#8220;Terza via&#8221;. Coloro che credono che la societ\u00e0 debba essere a misura d&#8217;uomo e secondo un piano spirituale che tenga conto prioritariamente del rispetto ad ogni livello dei &#8220;principi&#8221; ( non dei &#8220;valori&#8221;, come li definisce Alemanno) non negoziabili, non sono una Terza Via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono LA Via. <i>Tertium non datur<\/i>. Il confronto relativista tra strutture partitiche \u00e8 parte di un passato che ha scoperto le ossa scarne da tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il riconoscimento di un Pensiero Forte come criterio di espressione comincia a serpeggiare nel nostro Paese. Voci insigni e semplici cittadini hanno oggi il coraggio di opporsi alla dittatura relativista che, come predetto, proprio in questi giorni pretende di imporre il bavaglio a chi riconosce nel diritto naturale la famiglia fondata sul matrimonio tra maschio e femmina, prevedendo il carcere per tutti coloro che si opponessero a qualsiasi livello (che diventa <i>ipso iure<\/i> illegittimo), all&#8217;ammissione del diritto di una unione omosessuale di adottare ed educare un bambino.<\/p>\n<p>Il santo Padre Francesco il 27.7.13 a Rio de Janeiro in occasione della GMG 2013 ha incontrato i politici al Teatro Municipale ed ha chiesto, per la rinascita della Politica: \u00abprimo, l\u2019originalit\u00e0 di una tradizione culturale; secondo, la responsabilit\u00e0 solidale per costruire il futuro; e terzo, il dialogo costruttivo, per affrontare il presente\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuna vis polemica quindi nella sottolineatura dei rischi che corre la prospettiva proposta da Gianni Alemanno di rinascita di un movimento identitario di centro-destra.<br \/>\nSolo l&#8217;attenzione, ormai irreversibile, alla Realt\u00e0 che si impone su ogni deriva ideologica, che lasciamo volentieri alla memoria del passato.<\/p>\n<p>Queste sono, con altre, le considerazioni, che abbiamo fatto presente direttamente a Gianni Alemanno in un incontro a Lecco nella serata del 26 luglio 2013, cui era presente anche un altro promotore di Mosaico Italiano, e queste sono le premesso per ripartire.<\/p>\n<p>Benedetto Tusa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si stanno dipanando in questi ultimi mesi alcuni nodi che hanno paralizzato l&#8217;Italia da circa un anno a questa parte. 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