{"id":1484,"date":"2013-09-29T14:35:15","date_gmt":"2013-09-29T12:35:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1484"},"modified":"2013-09-29T14:35:15","modified_gmt":"2013-09-29T12:35:15","slug":"madagascar-lafrica-gentile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/madagascar-lafrica-gentile\/","title":{"rendered":"MADAGASCAR, L\u2019AFRICA GENTILE"},"content":{"rendered":"<p>Fu Marco Polo nel 1290 a parlare per primo del \u201cMandegascar\u201d, il posto pi\u00f9 bello del mondo, pieno di \u201cliofanti\u201d, raccogliendo testimonianze di mercanti arabi, incontrati nei suoi viaggi descritti nel Milione.<\/p>\n<p>In Madagascar non ci sono mai stati \u201cliofanti\u201d (elefanti) , semplicemente \u00e8 una terra priva di animali predatori e di serpenti velenosi, dove puoi camminare la notte senza incontrare insidie, le cui coste per\u00f2 furono scelte come rifugio dai pirati nel lontano settecento e dalle balene per sempre.<\/p>\n<p>Nella quarta isola pi\u00f9 grande del mondo, ogni cosa \u00e8 complice della sua diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Solo qui vivono i lemuri, dal latino \u201clemures\u201d, spiriti della notte della mitologia romana, chiamati cos\u00ec da Linneo per gli occhietti ed i versi spettrali di cui aveva udito narrare. Gli animali simbolo del Madagascar, genere a s\u00e9 : n\u00e9 scimmie n\u00e9 roditori.<\/p>\n<p>E se i lemures latini rappresentavano le anime degli antenati\u00a0 che proteggevano la casa, tutto nella cultura malgascia si rif\u00e0 alla devozione per i propri defunti. Nella vita di ogni giorno, tutto \u00e8 sottoposto al giudizio degli antenati e, se capita qualcosa di negativo,\u00a0 \u00e8\u00a0 sicuramente dovuto al fatto che ci si \u00e8 comportati\u00a0 male.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 famoso rito della tradizione locale \u00e8 il Famadihana, la cerimonia della dissepoltura del parente morto.<\/p>\n<p>Dopo circa sette anni , il defunto, ormai antenato, viene disseppellito, gli viene cambiato il drappo di seta che avvolge i suoi resti ormai mummificati e viene portato in giro per il villaggio. I parenti e gli amici gli mostrano i cambiamenti avvenuti, gli fanno festa con canti e musica, offrono carne di zeb\u00f9 a tutti e poi lo seppelliscono in una tomba definitiva e pi\u00f9 nobile. Nei canyon dell\u2019Isalo, regione caratteristica simile all\u2019Arizona, la salma viene posta in piccole grotte sulla montagna, situate pi\u00f9 in alto. L\u2019antenato diventa spirito benigno ed in grado di dare buoni consigli.<\/p>\n<p>Questo rito \u00e8 sopravvissuto al disastroso periodo comunista che ha colpito l\u2019isola per un ventennio, \u00e8 tollerato dalla Chiesa cattolica, che lo considera un\u2019usanza tradizionale senza connotazioni religiose, ma \u00e8 mal sopportato dai Protestanti. Oggi \u00e8 ridimensionato dalla crisi per i costi alti del banchetto, del drappo di seta e delle bande musicali.<\/p>\n<p>Noi, gruppo di turisti italiani, non abbiamo assistito a questa cerimonia, ma ci \u00e8 capitato di visitare un villaggio sugli altopiani; abbiamo chiesto il permesso ad un terzetto di anziani sul ciglio della strada e siamo entrati in un agglomerato di piccole capanne di fango e paglia. Sul piazzale principale, accanto ad una grossa gabbia, che esibiva un paio di maiali e dove razzolavano galline , oche e tacchini, le donne tagliavano e disponevano ad essiccare tuberi di manioca.<\/p>\n<p>Dovevamo essere i primi bianchi in visita, perch\u00e9 la diffidenza all\u2019inizio e la timidezza poi, li trattenevano dall\u2019avvicinarci. Quando la curiosit\u00e0 ha avuto il sopravvento, ha ceduto il posto alla spontaneit\u00e0 ed ai sorrisi dei bambini e\u00a0 si \u00e8 stabilito un rapporto fatto di cenni, di risate, di fotografie in posa. L\u2019atmosfera che abbiamo vissuto \u00e8 stata di vera empatia pur non avendo utilizzato,quasi del tutto, parole. Solo alla fine, attratte dai capelli biondi di mia figlia, le donne le chiedevano se voleva stabilirsi l\u00ec. \u201cGuarda che per\u00f2 ti toccher\u00e0 mangiare manioca a vita\u201d ironizzava un\u2019anziana in uno stentato francese. Il villaggio era simile ad altri della parte pi\u00f9 arida degli altopiani, verso nord, uguale nella descrizione a quelle fatte da Conrad nei suoi racconti di fine ottocento; solo qualche imprevedibile padella di parabolica faceva capolino ogni tanto. C\u2019erano gli alberi da frutta, i ciuffi dei banani, i palmizi, il profumo delle spezie. In questi luoghi la gente non muore di fame, pu\u00f2 accadere in citt\u00e0, ma l\u2019alimentazione \u00e8 comunque povera e ripetitiva. Domina il riso, prodotto in migliaia di risaie a terrazza, retaggio della presenza indonesiana nelle origini della popolazione malgascia.<\/p>\n<p>Le risaie contendono spazio tanto alle verdi colline di conifere del sud, quanto ai margini delle foreste tropicali e pluviali. Tutto viene coltivato con metodi ancestrali, l\u2019aratro trascinato dagli zeb\u00f9, le mondine chine sull\u2019acqua con ciuffi di piantine nelle mani;\u00a0 in una cornice di scenari sconfinati, l\u2019aria tersa e leggera,\u00a0 la bellezza dei colori del cielo, degli specchi d\u2019acqua\u00a0 illuminati dal sole e delle varie gradazioni di verde dei campi, rimarranno sempre nel cuore.<\/p>\n<p>Anche le poche attivit\u00e0 imprenditoriali hanno sistemi di lavorazione senza et\u00e0 : l\u2019alluminio riciclato viene fuso in bracieri di pietra lunghi e stretti\u00a0 e convogliato in stampi di fango per formare pentole, i mattoni sono cotti ai margini della strada in alte fornaci costruite col fango, la seta grezza prodotta \u00e8 raccolta dai bachi selvatici sparsi sul territori. Dai corni di zeb\u00f9 si ricavano pettini, posate e quant\u2019altro di utile per la casa.<\/p>\n<p>Se qui, nella zona pi\u00f9 secca, abbiamo incontrato villaggi fatti di capanne, altrove abbiamo trovato case di mattoni con tetti spioventi; per quanto belle con balconi e ringhiere decorate, all\u2019interno i locali appaiono bui. Le pareti\u00a0 sono affumicate dal fuoco del riscaldamento che non trova sfogo per l\u2019assenza di camini e\u00a0\u00a0 finestre e i locali sono molto spogli e disadorni.<\/p>\n<p>Ovunque vai i bambini ti rincorrono sorridenti, c\u2019\u00e8 vera gioia nei loro sguardi, eppure il loro futuro \u00e8 l\u00ec davanti,\u00a0 \u00e8 il presente dei loro genitori, fatto di stenti, povert\u00e0, giorni sempre uguali.\u00a0 Un caso a s\u00e9 \u00e8 quello della vecchia citt\u00e0 di Fianar\u00a0 visitata un sabato pomeriggio: i canti in Chiesa di preparazione alla Messa, le donne sorridenti sedute sul ciglio\u00a0 della strada, che saliva fino al luogo dove un tempo c\u2019era il palazzo reale e dove ora \u00e8 rimasto uno splendido albero secolare di ficus e soprattutto i bimbi ridenti e festosi\u00a0 rievocavano echi di antica memoria leopardiana.<\/p>\n<p>La situazione in Madagascar rimane comunque drammatica: come nel continente africano, la popolazione continua a crescere,\u00a0 il fabbisogno alimentare disponibile non aumenta, si allarga la deforestazione toccando addirittura\u00a0 il 567%\u00a0 in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>Questo splendido Paese\u00a0 rischia tra venticinque anni di fare la fine dell\u2019isola di Pasqua.<\/p>\n<p>Per la gente malgascia questo non \u00e8 un problema di oggi.\u00a0 Il senso della vita \u00e8 nel volto di quel bambino che ho visto su una spiaggia accorrere festante incontro al padre pescatore di ritorno la sera con la sua piroga. La madre guardava ansiosa il volto del marito chino sulla barca, al bambino non interessava l\u2019esito della pesca, ma potere abbracciare il suo pap\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eugenio Pasquinucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu Marco Polo nel 1290 a parlare per primo del \u201cMandegascar\u201d, il posto pi\u00f9 bello del mondo, pieno di \u201cliofanti\u201d, raccogliendo testimonianze di mercanti arabi, incontrati nei suoi viaggi descritti nel Milione. 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