{"id":1622,"date":"2013-12-23T13:28:32","date_gmt":"2013-12-23T12:28:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1622"},"modified":"2013-12-23T13:28:32","modified_gmt":"2013-12-23T12:28:32","slug":"racconti-del-terzo-millennio-crociere-eugenio-pasquinucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/racconti-del-terzo-millennio-crociere-eugenio-pasquinucci\/","title":{"rendered":"Racconti del terzo millennio &#8211; Crociere &#8211; Eugenio Pasquinucci"},"content":{"rendered":"<p>CROCIERE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Guardava il mare Cristina, una sconfinata distesa di blu di Prussia, ma il pensiero continuava a riavvolgersi sulla stessa idea. \u00a0Dopo cinque anni di convivenza con Piero, due settimane fa gli aveva rivolto la domanda che da mesi era l\u00ec, pronta per essere pronunciata, ma non aveva avuto il coraggio di fare. Poi improvvisamente una sera , a cena, forse per effetto di un buon bicchiere di rosso, era uscita da sola , scivolata via :\u201dvoglio un figlio da te \u201c. Non ci fu risposta, se non un mezzo sorriso stirato, un guardare da un\u2019altra parte,\u00a0 una pausa con raschiamento di voce. Fu tutto molto eloquente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quando la sua amica pi\u00f9 cara, Liliana, le chiese di andare con lei in crociera, un\u2019offerta da last minute, non seppe dire di no e si fece trascinare in questa vacanza.<\/p>\n<p>Ora era l\u00ec, appoggiata sulla balaustra\u00a0 di un ponte della nave e cattivi pensieri agitavano la sua mente. Ma non aveva il coraggio, si sentiva cos\u00ec vuota che non avrebbe neanche avuto la forza per farlo.<\/p>\n<p>Quella sera continuava a rivivere nella sua immaginazione, ma non era pentita di quanto aveva fatto, solo delusa, molto delusa del comportamento dell\u2019uomo a cui aveva affidato il suo destino.<\/p>\n<p>La sua vita aveva perso ogni significato, perch\u00e9 andare avanti ?<\/p>\n<p>Intanto Merhawit \u00a0era seduta sul barcone, bloccata ai due lati dai fianchi di altre due donne, l\u2019odore acre dell\u2019urina che saliva dal fondo serviva a non assopirla completamente, lo spirito di sopravvivenza le imponeva di non pensare, di tenere gli occhi chiusi,\u00a0 occorreva risparmiare energie fino all\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Ma quale ultimo? Gi\u00e0 era sembrato un grande traguardo attraversare il deserto, chi l\u2019avrebbe mai detto che ce l\u2019avrebbe fatta, poi era riuscita a sopravvivere per un lungo mese in un campo in Libia, venduta e comprata da mercanti d\u2019uomini locali, ed infine era su un barcone alla deriva e non si vedeva nulla se non mare.<\/p>\n<p>Tutto perch\u00e9 suo fratello le aveva scritto da un emirato arabo supplicandola di non raggiungerlo.<\/p>\n<p>\u201cSiamo schiavi quaggi\u00f9, dormiamo \u00a0e viviamo in mezzo al deserto \u00a0stipati in un container ,\u00a0 noi eritrei con alcuni nepalesi ed una ventina di pakistani. Ci trattano come bestie , non abbiamo alcuna tutela, siamo carne da macello.<\/p>\n<p>Oggi qui ci fanno costruire \u00a0grattacieli sempre pi\u00f9 alti, enormi stadi , opere architettoniche immense, che sorgono \u00a0grazie al lavoro di tanti poveracci come me. Niente di diverso da come sono state edificate le piramidi egizie, i palazzi dei maharaja; \u00a0sono passati i secoli ma poco \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>Ricordati che i grandi mercanti di schiavi sono sempre stati arabi che compravano dai capi trib\u00f9 africani i loro prigionieri. I bianchi acquistavano poi\u00a0 \u201cil prodotto finito\u201d.<\/p>\n<p>Ti supplico, non raggiungermi, ci sono anche predoni tagliagole\u00a0 nel deserto del \u00a0Sinai.\u201d<\/p>\n<p>Ma Merhawit \u00a0non poteva restare nel suo paese e \u00a0suo padre , un ex funzionario statale, le aveva lasciato una piccola somma. Cominci\u00f2 a pensare all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Un giorno il nonno le aveva raccontato di quando arrivarono gli Italiani in Eritrea, nel secolo scorso, e di come abolirono subito la schiavit\u00f9, cosa che nessuno \u00a0aveva mai fatto prima.<\/p>\n<p>Merhawit aveva studiato storia e geografia su alcuni vecchi testi usati scritti in italiano, comprati al mercato.<\/p>\n<p>Sognava la Torre di Pisa, quella un po\u2019 storta, e le rovine di Roma, che non aveva capito se era una citt\u00e0 morta o meno. Come facevano ad esserci \u00a0le rovine se poi ci viveva il Papa?<\/p>\n<p>Ed ora era l\u00ec , in mezzo al mare, sballottata dalle onde, quando improvvisamente sent\u00ec un refolo d\u2019aria \u00a0e l\u2019attenuarsi del picchiare del sole.<\/p>\n<p>Apr\u00ec con fatica gli occhi e vide un\u2019immensa casa nell\u2019acqua, con tanti balconi e tanta gente che la guardava. Pens\u00f2 di sognare ma la voce di alcuni uomini la dest\u00f2 , vide alcuni fagotti venire lanciati su un\u2019altra barca pi\u00f9 grande e pi\u00f9 bella, erano i bambini\u00a0 imbarcati con lei, soccorsi per primi.<\/p>\n<p>Poi qualcuno c on un braccio vigoroso la sorresse e la port\u00f2 prima sulla barca pi\u00f9 bella, poi su quella grande nave.<\/p>\n<p>Le ossessioni di Cristina vennero improvvisamente interrotte dal gracchiare dell\u2019altoparlante, non cap\u00ec nulla di quanto venne detto, ma quando mai si capisce?<\/p>\n<p>Tanti crocieristi si erano affollati accanto a lei, tutti guardavano pi\u00f9 in basso, verso quel barcone affiancato da una lancia della guardia costiera italiana.<\/p>\n<p>Alcune donne scure, avvolte in coperte dorate, salirono la scaletta, sorrette dai marinai della Costa Pacifica.<\/p>\n<p>Una di esse guard\u00f2 Cristina con degli occhi grandi, fissi, che volevano sorridere, ma erano troppo stanchi.<\/p>\n<p>Cristina non dimentic\u00f2 pi\u00f9 quel\u00a0 sorriso, che divent\u00f2 suo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eugenio Pasquinucci<\/p>\n<p>P.s. un grazie a Leila e Asmaret per le testimonianze ed i consigli.<\/p>\n<p>Merhawit, nella realt\u00e0, non ce l\u2019ha fatta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CROCIERE &nbsp; Guardava il mare Cristina, una sconfinata distesa di blu di Prussia, ma il pensiero continuava a riavvolgersi sulla stessa idea. \u00a0Dopo cinque anni di convivenza con Piero, due settimane fa gli aveva rivolto la domanda che da mesi era l\u00ec, pronta per essere pronunciata, ma non aveva avuto il coraggio di fare. 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