{"id":1625,"date":"2013-12-23T13:41:02","date_gmt":"2013-12-23T12:41:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1625"},"modified":"2013-12-23T13:41:02","modified_gmt":"2013-12-23T12:41:02","slug":"centrafrica-il-dolore-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/centrafrica-il-dolore-continua\/","title":{"rendered":"Centrafrica &#8211; il dolore continua"},"content":{"rendered":"<p>Bouar,\u00a0 3 novembre 2013<\/p>\n<p>Carissime Madre e Sorelle, il Signore vi dia Pace!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo dono lo si sta invocando da ogni parte della terra e anche qui in Centrafrica.<\/p>\n<p>Penso che siate al corrente di ci\u00f2 che stiamo vivendo in questi giorni a Bouar. Continuate a innalzare con noi una preghiera piena di fiducia al Signore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vi condivido in breve cosa stiamo vivendo con la nostra gente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da alcuni giorni sentivamo voci di un possibile arrivo di nuovi ribelli nella citt\u00e0 di Bouar. Il loro scopo \u00e8 quello di cacciare dal Paese i ribelli stranieri che hanno preso il potere nel mese di marzo (\u00e8 veramente una lotta continua&#8230;al potere!!!!!).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Queste voci sono diventate realt\u00e0 il giorno 26 ottobre. \u00a0Al mattino la missione \u00e8 stata invasa da una fiumana di gente, donne, bambini, uomini\u2026con qualche bagaglio in mano e sulla testa&#8230;Era un correre, ovunque, ma la direzione che dava sicurezza era la chiesa, le strutture delle case parrocchiali, i conventi e il centro di accoglienza per i missionari. Le porte si aprivano per tutti questi rifugiati. In un attimo il volto della missione \u00e8 cambiato&#8230;pi\u00f9 di 4.000 persone erano arrivate!!!! Non si vedeva pi\u00f9 un pezzetto di spazio. Gli spari con armi pesanti hanno incominciato a farsi sentire e sono durati un bel momento. Erano nella zona del campo militare, non molto lontano da noi. La preghiera era la sola arma che dava forza a tutti&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche noi abbiamo aperto le porte del monastero a questi rifugiati, mentre la nostra foresteria \u00a0\u00e8 stata adibita a infermeria : piccolo \u201cdispensario da campo\u201d per le urgenze. Il medico e gli infermieri dell\u2019ospedale sono venuti da noi per poter lavorare, perch\u00e9 l\u2019ospedale non era pi\u00f9 sicuro. Noi ci siamo messe quindi all\u2019opera cercando di preparare tutto il necessario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono incominciati ad arrivare i feriti, soprattutto bambini che si trovavano nella zona pericolosa. Grida e pianti non cessavano. Le infermiere facevano il possibile per confortare i bambini&#8230; In una stanzetta della nostra infermeria abbiamo accolto una bimba di nome Divina, di 6 anni circa, molto ferita. Hanno cercato di metterle la flebo perch\u00e9 aveva sete, non gridava ma parlava con una vocina che strappava le lacrime&#8230;Il suo caso era grave. L\u2019hanno portata in ospedale per cercare di operarla, ma lei&#8230;se n\u2019\u00e8 andata in cielo. A un\u2019altra bambina piccola hanno dovuto amputare un braccio e cos\u00ec altri casi drammatici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa situazione di \u201c morte\u201d, ci sono stati anche degli \u201cinni alla vita\u201d. Infatti, la sera di domenica 27 ottobre una donna bussa al nostro cancello perch\u00e9 ormai sanno che l\u2019infermeria \u00e8 da noi. E\u2019 una donna che deve partorire. La portiamo all\u2019infermeria \u201c da campo\u201d cio\u00e8 sotto il nostro chiostro all\u2019aperto. Sono le sette di sera e &#8230;poco dopo dal refettorio sentiamo un vagito: \u201c E\u2019 nata!!!!\u201d Allora corriamo tutte a vedere la piccola neonata. E\u2019 venuta al mondo\u00a0 in una circostanza poco favorevole&#8230;.ma lei \u00e8 viva e noi le facciamo festa! Probabilmente \u00e8 la prima bimba che nasce sotto il chiostro di un monastero!!!! Naturalmente abbiamo detto alla mamma di chiamarla \u201cChiara\u201d e lei era felice (la bambina \u00e8 quella che vedete nella foto, due minuti dopo la nascita&#8230;..).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019arrivo di militari che fanno parte della forza di pace dell\u2019Africa Centrale per la protezione dei civili ha rassicurato un po\u2019 tutti. Si sono installati proprio davanti al nostro monastero (cos\u00ec proteggono anche noi&#8230;).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da alcuni giorni non si sentono pi\u00f9 gli spari e \u201c sembra\u201d che la vita sia diventata normale. La gente \u00e8 pi\u00f9 serena, ma non vuole lasciare la missione&#8230;hanno paura : corrono voci che non rassicurano. Eppure pi\u00f9 si prolunga la loro permanenza, pi\u00f9 c\u2019\u00e8 pericolo di malattie perch\u00e9 con un tale affollamento \u00e8 difficilissimo custodire l\u2019igiene. Sono giunti anche alcuni medici senza frontiere per aiutare a curare la gente.<\/p>\n<p>Ogni sera il curato, aiutato dalla gente della parrocchia, raduna tutti i bambini nella Cattedrale per fare un po\u2019 di animazione e poterli distendere, cercando di far loro vivere il pi\u00f9 serenamente possibile questo momento difficile. Dal nostro monastero \u00e8 bello sentire i bimbi cantare, gridare, e divertirsi &#8230;..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa situazione di sofferenza \u00e8 stato bello constatare che il punto di riferimento, il luogo che dava sicurezza alla gente, anche ai nostri fratelli musulmani, era\u00a0 la parrocchia. In effetti, proprio il primo giorno durante il fuggi-fuggi generale &#8230; la prima a bussare alla porta della nostra cappella per cercare rifugio \u00e8 stata una famiglia musulmana che conosciamo bene. Erano in quindici persone con bimbi piccoli. Non sapevano pi\u00f9 come ringraziarci per aver loro aperto\u00a0 la nostra casa. Sono rimasti per tre giorni accampati nel nostro parlatorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carissime vi ho condiviso un po\u2019 di ci\u00f2 che stiamo vivendo a Bouar in questi giorni. Non sappiamo che cosa ci aspetta nei prossimi, ma la certezza\u00a0 della presenza del Signore in mezzo a noi ci fa guardare avanti con fiducia perch\u00e9 Lui non abbandona i suoi poveri e quelli che confidano in Lui. Ancora di pi\u00f9 in questa circostanza comprendiamo quanto sia indispensabile la preghiera e l\u2019abbandono nelle mani buone del Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tutte il nostro grazie per il dono della vostra preghiera incessante, con affetto e gratitudine<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">Sr Maria Letizia e Sorelle<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bouar,\u00a0 3 novembre 2013 Carissime Madre e Sorelle, il Signore vi dia Pace! &nbsp; Questo dono lo si sta invocando da ogni parte della terra e anche qui in Centrafrica. Penso che siate al corrente di ci\u00f2 che stiamo vivendo in questi giorni a Bouar. 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