{"id":1671,"date":"2014-01-21T13:58:53","date_gmt":"2014-01-21T12:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1671"},"modified":"2014-01-21T13:58:53","modified_gmt":"2014-01-21T12:58:53","slug":"per-chi-critica-il-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/per-chi-critica-il-papa\/","title":{"rendered":"per chi critica il Papa"},"content":{"rendered":"<p>Critiche al Papa? In certi ambienti sono troppo facili\u00a0di Giovanni Cavalcoli O.P.<\/p>\n<div><img title=\"Papa Francesco\" alt=\"Papa Francesco\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img-_innerArt-_papa%20francesco_6.jpg?t=mob\" \/><\/div>\n<p>I Papi hanno sempre avuto dei nemici sia dall\u2019interno della Chiesa che dal di fuori. Abbiamo avuto i Papi martiri dei primi secoli, vittime degli imperatori romani. Abbiamo avuto i Papi contestati dagli scismatici orientali a partire dal sec.\u00a0XI. Abbiamo avuto l\u2019opposizione sub\u00ecta dagli imperatori tedeschi in occasionedella lotta per le investiture nei secc.\u00a0XII-XIII. I catari del sec.\u00a0XIII respingevano il papato. Abbiamo avuto lo scisma d\u2019Occidente nel sec.\u00a0XIV. Abbiamo avuto le teorie conciliariste contro il primato del Papa nel sec.\u00a0XV. Abbiamo avuto nel sec.\u00a0XVI la dura polemica di Lutero ed altri eretici contro l\u2019istituzione stessa del papato. Nel sec.\u00a0XVII il gallicanesimo e i giansenisti francesi restringevano indebitamente l\u2019ambito di autorit\u00e0 del Sommo Pontefice. Con Napoleone il papato ha sub\u00ecto gravi umiliazioni. Il papato dell\u2019Ottocento \u00e8 stato duramente attaccato da varie forze anticristiane: massoni, anarchici, marxisti, positivisti, protestanti, teosofi e comunque ribelli, come un certo patriottismo liberale e mazziniano italiano.<\/p>\n<p><strong>I modernisti dei tempi di S.Pio X non erano in linea di principio contrari al papato<\/strong>, ma lo intendevano in modo errato, non come magistero infallibile di una verit\u00e0 salvifica immutabile per mandato di Cristo, ma come interpretazione, istituzionalizzazione ed espressione umana e quindi fallibile e mutevole, del libero movimento religioso spirituale popolare suscitato da Cristo simboleggiato dal Vangelo.<\/p>\n<p><strong>Con l\u2019avvento del Concilio Vaticano II il papato ha assunto un nuovo ruolo<\/strong>. L\u2019accento non \u00e8 pi\u00f9 venuto sul compito del Pontefice di vigilare sulla purezza ed integrit\u00e0 della dottrina cattolica combattendo errori ed eresie, ma di annunciare il Vangelo all\u2019umanit\u00e0 di oggi, rivolgendosi non solo e non tanto ai cattolici, ma a tutti gli uomini di buona volont\u00e0, quali che siano le loro convinzioni religiose, morali o dottrinali, certo respingendo gli errori pi\u00f9 gravi, come per esempio l\u2019ateismo, lo scientismo, il laicismo, il totalitarismo, la dittature, la superbia antropocentrica, il lassismo morale, le grandi ingiustizie sociali, il ricorso alla violenza, il gusto della guerra.<\/p>\n<p><strong>Con questo nuovo stile il papato si \u00e8 procurato nuovi nemici,<\/strong>\u00a0diversi da quelli del passato. Fino a Pio XII erano praticamente rimasti i citati nemici ottocenteschi, con l\u2019aggiunta di un non del tutto estinto modernismo che tent\u00f2 di risorgere con la\u00a0<em>t\u00e9ologie nouvelle<\/em>, che fu confutata nella famosa enciclica\u00a0<em>Humani Generis<\/em>\u00a0del 1950.<\/p>\n<p><strong>Adesso, mentre da una parte il papato, soprattutto col Beato Giovanni XXIII,<\/strong>\u00a0iniziava un certo dialogo con i dissidenti orientali, col mondo protestante ed ebraico e con gli stessi non-credenti \u2013 famosa \u00e8 rimasta la visita a Papa Giovanni di Agiubei, il genero di Krusci\u00f2v -, per cui si mitigava l\u2019ostilit\u00e0 del mondo laicista, massonico, liberale e comunista; il mondo islamico per un certo tempo si \u00e8 tenuto in disparte.<\/p>\n<p><strong>Cominciava a sorgere un\u2019ostilit\u00e0 dall\u2019interno stesso della Chiesa,<\/strong>\u00a0soprattutto sotto la guida di Mons. Marcel Lef\u00e8bvre, per il fatto che le nuove dottrine del Concilio, in particolare il concetto della Messa, di Rivelazione, dello stesso papato (la collegialit\u00e0 episcopale), di Chiesa, di ecumenismo, di libert\u00e0 religiosa e di dialogo interreligioso e con i non-credenti, apparivano a questa corrente false, moderniste e in contrasto con la Sacra Tradizione.<\/p>\n<p><strong>Per converso, i modernisti, che non erano mai del tutto scomparsi,<\/strong>\u00a0ma si erano mascherati sotto una finta ortodossia, come per esempio i rahneriani o gli scillebexiani, e con astutissima manovra aggirando la buona fede di Giovanni XXIII, erano riusciti a mettere qualcuno dei loro tra i periti del Concilio. Oltre a ci\u00f2, valendosi di un\u2019abile propaganda e con un forsennato attivismo degno di miglior causa, riuscirono a convincere larghi strati dell\u2019opinione pubblica &#8211; non esclusi certi ambienti dell\u2019episcopato &#8211; di essere stati loro i protagonisti del Concilio e quindi presentandosi sfacciatamente come indiscutibili ed indiscussi interpreti del Concilio, nonostante tutte le rettificazioni che vennero nei decenni seguenti da parte dei Pontefici, in modo speciale per mezzo delle condanne, confutazioni e chiarificazioni operate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, soprattutto sotto la guida del card. Ratzinger, poi Papa Benedetto XVI. I lefevriani quindi non fecero che convincersi maggiormente della loro interpretazione del Concilio mantenendo la loro opposizione basata sull\u2019equivoco.<\/p>\n<p><strong>A partire da Paolo VI cominci\u00f2 come una tempesta l\u2019opposizione dei modernisti,<\/strong>\u00a0furbescamente celati sotto l\u2019eufemismo di \u201cprogressisti\u201d, onde godere di un innocuo lascia-passare: il Concilio non aveva promosso il progresso o il rinnovamento o la modernizzazione della vita cristiana? Scoppi\u00f2 cos\u00ec la famosa \u201ccontestazione\u201d del 1968. In quell\u2019anno stesso Paolo VI dovette subire un\u2019opposizione generalizzata, persino tra i vescovi, alla sua enciclica\u00a0<em>Humanae vitae.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cominciarono a girare impunemente le eresie tra i teologi,<\/strong>\u00a0sotto colore di libert\u00e0 e progresso, vescovi latitanti, indisciplina nella liturgia, defezioni di preti e religiosi a migliaia, chiusura di case religiose e conventi, seminari e chiese vuoti, calo delle vocazioni e della frequenza ai sacramenti, diffusione del comunismo, della superstizione e delle s\u00e8tte nel mondo, crisi della famiglia, caos nelle scuole, diffusione della corruzione nei costumi sessuali e nella condotta politica, aumento della sperequazione tra ricchi e poveri.<\/p>\n<p><strong>I Papi da Paolo VI fino a Benedetto XVI<\/strong>\u00a0hanno dovuto subire un\u2019opposizione aperta e crescente da parte dei modernisti: Paolo VI era giunto a parlare di \u201cautodemolizione della Chiesa da parte di se stessa\u201d, e di un \u201cmagistero parallelo\u201d, Giovanni Paolo II in pi\u00f9 occasioni parl\u00f2 dei mali della Chiesa, Papa Benedetto parl\u00f2 senza mezzi termini di una crisi generalizzata della fede. Incessante \u00e8 stata la polemica proveniente dai lefevriani incorreggibilmente ostinati nel ritenere che i Papi del postconcilio, in quanto eredi del Concilio, insegnassero dottrine false e contrarie alla Tradizione.<\/p>\n<p><strong>Mentre i modernisti fingono di essere in comunione col Papa<\/strong>\u00a0e si considerano le punte avanzate della Chiesa ma in realt\u00e0, in forza del loro soggettivismo ne relativizzano gli insegnamenti, i lefevriani, coscienti dell\u2019immutabilit\u00e0 della dottrina della fede e sensibili al carisma dell\u2019infallibilit\u00e0 pontificia, per avere buon gioco nel rimproverare il Papa di falsit\u00e0 dottrinale e rottura con la tradizione, restringono indebitamente le condizioni dell\u2019infallibilit\u00e0 a quelle elencate dal Concilio Vaticano I, valide solo per le definizioni dogmatiche solenni (\u201cex cathedra\u201d), che in realt\u00e0 sono pochissime in tutta la storia del Magistero pontificio. Dimenticano o trascurano quindi che il Papa \u00e8 infallibile, ossia dice il vero definitivo ed immutabile anche quando insegna come maestro della fede o annunciatore del Vangelo in qualunque circostanza, semplice o solenne, ordinaria o straordinaria, anche se non dichiara di voler definire come avviene nei casi previsti dal Vaticano I.<\/p>\n<p><strong>Quanto all\u2019attuale Pontefice, sembra che i modernisti e molti tradizionali nemici della Chiesa,<\/strong>\u00a0non credenti o credenti di altre religioni, evitino di attaccarlo e che anzi lo gradiscano e che riscuota successo tra di loro, per certe sue posizioni che essi interpretano a loro favorevoli. Non c\u2019\u00e8 dubbio che se il Papa ha una forte comunicativa e una ricca umanit\u00e0, essi per\u00f2 tentano slealmente di strumentalizzarlo, cosa che non sono riusciti a fare con i Papi precedenti, i quali o avevano un tono pi\u00f9 polemico contro i non-credenti o usavano un linguaggio che meno si prestava all\u2019equivoco. Questo Papa invece sembra pi\u00f9 esposto a questa terribile insidia, anche se il buon cattolico non ha nulla da temere, perch\u00e9 il Vicario di Cristo resta comunque infallibile alle condizioni dette, anche se a volte \u00a0il Papa usa qualche espressione che ha bisogno di essere interpretata.<\/p>\n<p><strong>Ma non c\u2019\u00e8 bisogno di forzare il senso delle sue parole,<\/strong>\u00a0perch\u00e9 non \u00e8 da pensare che il Papa ci inganni o si inganni in materia di fede o di morale. Coloro che i lefevriani chiamano con disprezzo i \u201cnormalisti\u201d non sono i modernisti o i mezzi modernisti, ma semplicemente i buoni cattolici i quali vedono che il Papa procede normalmente secondo la norma della fede.<\/p>\n<p><strong>Sono convinto che Papa Bergoglio vuole avviare un dialogo anche con i modernisti,<\/strong>\u00a0cosa che ai Papi precedenti non \u00e8 riuscita o non \u00e8 venuta in mente. Qui sta la vera \u201crivoluzione\u201d di Papa Francesco, rivoluzione che, se gli riuscir\u00e0, i modernisti torneranno o giungeranno alla retta fede e la loro istanza di modernit\u00e0 trover\u00e0 quella giusta soddisfazione che \u00e8 promossa dalla retta interpretazione del Concilio.<\/p>\n<p><strong>A differenza di Papa Benedetto sembra invece che Papa Bergoglio<\/strong>\u00a0abbia perso i contatti con i lefevriani. Forse si \u00e8 sbilanciato troppo verso i modernisti. Qui occorrer\u00e0 che ritrovi il dialogo con i lefevriani. Certo la dolorosa vicenda dei Francescani dell\u2019Immacolata non favorisce questo obbiettivo ineludibile, per cui ritengo che il Papa quanto prima debba moderare le scandalose intemperanze di padre Volpi (commissario dei Francescani dell&#8217;Immacolata,\u00a0<em>ndr<\/em>), che evidentemente gli ha preso la mano, probabilmente sobillato dai rahneriani, certamente furiosi per la forte critica a Rahner che venne dal convegno teologico internazionale organizzato contro Rahner dai Francescani a Firenze nel 2007, convegno dove io stesso presentai una relazione. Gli atti furono poi pubblicati da\u00a0<em>Cantagalli<\/em>\u00a0di Siena.<\/p>\n<p><strong>I Francescani debbono correggersi in alcune cose,<\/strong>\u00a0in particolare bisogna che essi accettino serenamente tutte le dottrine del Concilio Vaticano II, ma la condotta dittatoriale e crudele di padre Volpi, soprattutto nei confronti del Fondatore, il degnissimo Padre Manelli, offende gravemente la carit\u00e0 e la giustizia e deve assolutamente quanto prima cessare.<\/p>\n<p><strong>L\u2019impresa di Papa Bergoglio di recuperare il buono che c\u2019\u00e8 nei modernisti<\/strong>\u00a0\u00e8 indubbiamente rischiosa e riflette la spericolatezza propria della tradizione ignaziana, ricorda l\u2019atteggiamento di Cristo verso i pubblicani e i peccatori, un atteggiamento che suscita sorpresa e disapprovazione presso i farisei, oggi forse rappresentati dai lefevriani. Ma non mi nascondo che a volte mi viene il dubbio che il Papa sia poco prudente, in questa operazione nei confronti dei modernisti, perch\u00e9 non appare sempre chiaro se egli riesce ad avvicinarli alla Chiesa o sono loro che credono di avere il Papa dalla loro, per cui si sentono autorizzati a continuare nei loro errori e nei loro vizi.<\/p>\n<p><strong>Il Papa sta redarguendo sia i cattolici preconciliari che i modernisti,<\/strong>\u00a0senza misconoscere lati buoni negli uni e negli altri, per condurli alla sua linea che intende insistere sulla evangelizzazione in sintonia col Concilio. La recente Esortazione Apostolica\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u00a0\u00e8 una summa di tutto il suo programma di pontificato. Non dobbiamo tanto cercarvi della dottrina \u2013 \u00e8 una semplice \u201cesortazione\u201d! &#8211; ma una miniera di spunti e di stimoli per la nuova evangelizzazione. In ci\u00f2 sta il suo pregio ma anche il suo limite, per cui alcuni aspetti, puramente pastorali, potranno anche essere criticabili, appunto non toccando la dottrina evangelica, dove il Papa non pu\u00f2 sbagliare.<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 troppo facili in certi ambienti nel giudicare male il Papa.<\/strong>\u00a0Se per esempio egli afferma che non si sente di giudicare della buona o cattiva fede di un gay, ecco la stampa laicista esultare credendo che il Papa abbia cambiato la legge morale giudicando lecita l\u2019omosessualit\u00e0. Se il Papa afferma che occorre sempre seguire la propria coscienza e il proprio punto di vista, ecco i liberali di turno esultare perch\u00e9 finalmente la Chiesa riconoscerebbe che non esiste una verit\u00e0 morale oggettiva ed universale, non esiste un bene morale unico per tutti, ma ciascuno \u00e8 libero di essere legge a se stesso.<\/p>\n<p><strong>Se il Papa disapprova la rigidezza dottrinale e il fondamentalismo,<\/strong>\u00a0ecco i lefevriani insorgere nell\u2019accusarlo di essere contro la tradizione e di negare l\u2019oggettivit\u00e0 e l\u2019immutabilit\u00e0 della verit\u00e0 e cos\u00ec via. Se egli dice che il proselitismo \u00e8 una sciocchezza, ecco le accuse roventi di disprezzare la volont\u00e0 di condurre a Cristo i non-credenti.<\/p>\n<p><strong>Esiste un campo del pensiero e della condotta umana<\/strong>\u00a0nel quale anche un Papa pu\u00f2 sbagliare o non agire bene. E\u2019 bene conoscere questo campo, perch\u00e9 non ci \u00e8 proibito in linea di principio criticarlo o disapprovare, col dovuto rispetto e per fondati motivi, quanto fa o pensa. Si tratta delle sue opinioni politiche, filosofiche, teologiche o esegetiche, delle sue preferenze o dei suoi gusti personali, della sua condotta morale, degli atti del suo governo, delle scelte della sua pastorale, delle sue decisioni, leggi, disposizioni giuridiche o liturgiche, dell\u2019assunzione o del congedo di personale della Curia Romana o delle rappresentanze pontificie nel mondo, e cose del genere.<\/p>\n<p><strong>Invece per quanto riguarda la sua missione di Successore di Pietro<\/strong>\u00a0e Maestro della fede, senza giungere a parlare delle definizioni dogmatiche, il Pontefice \u00e8 sempre infallibile e va sempre obbedito e non ci \u00e8 lecito accusarlo di errore o di eresia, come fa chi oggi lo accusa di modernismo, indifferentismo o soggettivismo o relativismo. Qui si tratta solo di capire fedelmente il suo insegnamento o eventualmente di interpretare, se occorre, in un senso benevolo, se si vuole essere sul sentiero della verit\u00e0, del bene e della salvezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Critiche al Papa? In certi ambienti sono troppo facili\u00a0di Giovanni Cavalcoli O.P. I Papi hanno sempre avuto dei nemici sia dall\u2019interno della Chiesa che dal di fuori. Abbiamo avuto i Papi martiri dei primi secoli, vittime degli imperatori romani. Abbiamo avuto i Papi contestati dagli scismatici orientali a partire dal sec.\u00a0XI. 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