{"id":1791,"date":"2014-02-24T15:44:33","date_gmt":"2014-02-24T14:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1791"},"modified":"2014-02-24T15:44:33","modified_gmt":"2014-02-24T14:44:33","slug":"inverno-demografico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/inverno-demografico\/","title":{"rendered":"inverno demografico"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;inverno demografico, la vera causa della crisi\u00a0di Maurizio Milano<\/p>\n<div><img title=\"Paese per vecchi\" alt=\"Paese per vecchi\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img-_innerArt-_vecchi.jpg?t=mob\" \/><\/div>\n<p><strong>Una caratteristica che accomuna l\u2019evoluzione dei\u00a0 Paesi avanzati<\/strong>\u00a0negli ultimi decenni riguarda il fatto che tutti, senza eccezioni, hanno supportato la propria crescita indebitandosi sempre pi\u00f9, non solo per finanziare gli investimenti ma anche \u2013 in Italia \u201csoprattutto\u201d \u2013 per coprire la spesa corrente, cio\u00e8 per alimentare artificialmente i consumi. Un modo per vivere al di sopra dei propri mezzi, rinviando alle generazioni future il problema: un escamotage che ha sempre funzionato, per lo meno finch\u00e9 l\u2019evoluzione demografica supportava una crescita economica sostenuta, come per tutto il periodo 1945-1964, detto del baby boom.<\/p>\n<p><strong>Poi, per\u00f2, \u00e8 arrivata la stasi demografica e dagli anni \u201880<\/strong>\u00a0un forte calo delle nascite fino a scendere al di sotto del \u201ctasso di sostituzione\u201d: in assenza di flussi migratori occorre una media di 2,1 figli per donna per mantenere la popolazione stabile nel lungo termine. In Italia il tasso di fertilit\u00e0 \u00e8 pari a soli 1,4 figli per donna, un record negativo. A complicare il quadro si \u00e8 aggiunto un costante innalzamento della speranza di vita, sbilanciando la struttura demografica sempre pi\u00f9 verso l\u2019et\u00e0 avanzata, trasformando la naturale \u201cpiramide demografica\u201d in una sorta di \u201cfungo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni i pi\u00f9 anziani della generazione dei baby boomers<\/strong>\u00a0hanno poi iniziato ad andare in pensione, con sempre maggiori esigenze di assistenza sanitaria: i crescenti costi pensionistici e sanitari vengono a gravare su una base produttiva in contrazione, richiedendo prelievi fiscali sempre pi\u00f9 esosi, nonostante il calo quali-quantitativo delle prestazioni fornite. Il risultato finale \u00e8 quello di minare la competitivit\u00e0 del sistema industriale, mettendo in dubbio la tenuta del sistema di Welfare State e del sistema pensionistico, cos\u00ec come li conosciamo.<\/p>\n<p><strong>Altro che \u201cbomba-demografica\u201d, quindi: sono oramai 30 anni che i Paesi sviluppati<\/strong>\u00a0hanno smesso di fare figli, facendo inceppare il meccanismo di ricambio generazionale. L&#8217;Italia si trova a condividere col Giappone il triste primato di Paese pi\u00f9 vecchio al mondo. L\u2019et\u00e0 mediana in Italia e Giappone \u00e8 sui 44-45 anni, contro i 37 degli Usa ed i 25-30 dei Paesi emergenti. In Italia, per ogni 100 persone in et\u00e0 lavorativa, ci sono 31 over-65enni, contro i 20 degli Usa ed i 9-10 degli emergenti.<\/p>\n<p><strong>Anche se la crisi non aiuta certamente a metter su famiglia<\/strong>, la\u00a0 denatalit\u00e0 \u00e8 iniziata \u201cprima\u201d della crisi economica, non ne \u00e8 quindi una &#8220;conseguenza&#8221;; anzi, probabilmente ne \u00e8 una delle cause remote e strutturali, come pi\u00f9 volte sottolineato nelle lucide analisi di Gotti Tedeschi.<\/p>\n<p><strong>Siamo arrivati al redde rationem<\/strong>: la &#8220;crescita a debito&#8221; degli ultimi decenni \u00e8 un modello non pi\u00f9 perseguibile. Se fino ad oggi abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, anticipando al presente il consumo di redditi futuri, da questo momento non solo non potremo pi\u00f9 fare affidamento sui redditi futuri ma dovremo anche iniziare a saldare i debiti accumulati in passato.<\/p>\n<p><strong>Sulla base delle premesse di cui sopra<\/strong>, possiamo azzardare una diagnosi: non ci troviamo di fronte ad un preteso \u201cfallimento dell\u2019economia di mercato\u201d, che infatti continua a produrre risultati complessivamente positivi nei cosiddetti Paesi emergenti. E la soluzione, conseguentemente, non \u00e8 rappresentata dalle solite trite politiche Keynesiane, con connesso ulteriore allargamento del perimetro dello Stato: queste, semmai, sono alcune delle cause profonde della crisi in corso.<\/p>\n<p><strong>Sul banco degli imputati deve invece sedere il \u201cparadigma della crescita a debito\u201d<\/strong>\u00a0in pendenza di \u201cinverno demografico\u201d:\u00a0 l\u2019involuzione demografica che colpisce i Paesi sviluppati non fa che accelerare e portare al punto di rottura un processo di crescita di per s\u00e9 squilibrato ed insostenibile. Il rischio che corrono i Paesi occidentali \u00e8 quindi quello di avvitarsi in un lento declino, una decrescita deflazionistica-recessiva simile a quella giapponese degli ultimi 20 anni: una vera e propria \u201ccrisi generazionale\u201d, particolarmente insidiosa per i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro in questi tempi cos\u00ec difficili. Una grande contrazione, che scarica nel tempo il necessario sgonfiamento che sempre segue alle crescite a debito ed alle bolle finanziarie.<\/p>\n<p><strong>Le radici ultime della crisi in atto<\/strong>, come ricordato nella\u00a0<em>Caritas in Veritate<\/em>, appaiono quindi di tipo culturale, \u201cantropologico\u201d, prima che economico-finanziario.<\/p>\n<p><strong>La dissoluzione della famiglia ed il declino demografico<\/strong>, la perdita della virt\u00f9 del risparmio, l\u2019indebito allargamento dello Stato e della spesa pubblica, l\u2019oppressione fiscale sembrano essere le cause profonde della crisi in atto, e tutte tradiscono una profonda sfiducia nella libert\u00e0, nella responsabilit\u00e0, nel futuro.<\/p>\n<p><strong>Ogni soluzione vera e duratura dovrebbe quindi fare leva<\/strong>\u00a0sulla valorizzazione della famiglia e della natalit\u00e0, del risparmio e del sacrificio, puntando alla crescita reale e non gonfiata dalla leva finanziaria, su orizzonti lunghi, con un contestuale alleggerimento della macchina pubblica e del peso fiscale: stampare moneta ed innalzare la pressione fiscale &#8211; le &#8220;terapie&#8221; messe in atto da Banche Centrali e Governi nell&#8217;ultimo lustro &#8211; non paiono andare in questa direzione. Non \u00e8 sufficiente una gestione \u201ctattica\u201d della crisi, che rischia solo di \u201ccomprare tempo\u201d, \u00e8 arrivato il momento di pensare in modo \u201cstrategico\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;inverno demografico, la vera causa della crisi\u00a0di Maurizio Milano Una caratteristica che accomuna l\u2019evoluzione dei\u00a0 Paesi avanzati\u00a0negli ultimi decenni riguarda il fatto che tutti, senza eccezioni, hanno supportato la propria crescita indebitandosi sempre pi\u00f9, non solo per finanziare gli investimenti ma anche \u2013 in Italia \u201csoprattutto\u201d \u2013 per coprire la spesa corrente, cio\u00e8 per alimentare &#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/inverno-demografico\/\">Leggi ancora<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":1708,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1791"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1791"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1792,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1791\/revisions\/1792"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}