{"id":1854,"date":"2014-03-11T12:49:40","date_gmt":"2014-03-11T11:49:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=1854"},"modified":"2014-03-11T12:49:40","modified_gmt":"2014-03-11T11:49:40","slug":"tasse-lavoro-sanita-pensioni-tra-svizzera-ed-italia-ce-un-abisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/tasse-lavoro-sanita-pensioni-tra-svizzera-ed-italia-ce-un-abisso\/","title":{"rendered":"tasse, lavoro, sanit\u00e0, pensioni : tra svizzera ed italia c&#8217;\u00e8 un abisso"},"content":{"rendered":"<div>\n<h1><a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/tasse-lavoro-sanita-pensioni-tra-svizzera-e-italia-ce-labisso\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lindipendenza.com\/tasse-lavoro-sanita-pensioni-tra-svizzera-e-italia-ce-labisso\/', 'Tasse, lavoro, sanit\u00e0, pensioni: tra Svizzera e Italia c\u2019\u00e8 l\u2019abisso']);\" title=\"Tasse, lavoro, sanit\u00e0, pensioni: tra Svizzera e Italia c\u2019\u00e8 l\u2019abisso\"  rel=\"bookmark\">Tasse, lavoro, sanit\u00e0, pensioni: tra Svizzera e Italia c\u2019\u00e8 l\u2019abisso<\/a><\/h1>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-1340270585114-0\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/3135225\/lindipendenza.com_articoli_ATF_468x60_0__container__\"><iframe id=\"google_ads_iframe_\/3135225\/lindipendenza.com_articoli_ATF_468x60_0\" name=\"google_ads_iframe_\/3135225\/lindipendenza.com_articoli_ATF_468x60_0\" height=\"60\" width=\"468\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/bandiera-svizzera-italia-.png\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/bandiera-svizzera-italia-.png', '']);\" rel=\"fancybox\"><img loading=\"lazy\" title=\"bandiera-svizzera-italia-\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/bandiera-svizzera-italia-.png\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a>di GUGLIELMO PIOMBINI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Se \u00e8 vero, come sostiene la vulgata prevalente, che la crisi attuale \u00e8 stata provocata dalla finanza senza regole<\/strong>\u00a0e dagli eccessi del capitalismo, allora i paesi europei economicamente pi\u00f9 liberi dovrebbero trovarsi nelle condizioni peggiori. Possiamo verificare questa tesi confrontando la situazione economica di due paesi confinanti abitati da popolazioni parzialmente simili, l\u2019Italia ela Svizzera. Quest\u2019ultima, grazie alla sua forma confederale, ha sempre avuto un settore pubblico pi\u00f9 leggero di quello dell\u2019Italia, ma negli ultimi anni le differenze tra i due paesi si sono enormemente allargate.<\/p>\n<p><strong>Nella\u00a0<a href=\"http:\/\/www.heritage.org\/index\/ranking\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.heritage.org\/index\/ranking', 'classifica mondiale della libert\u00e0 economica 2014']);\" >classifica mondiale della libert\u00e0 economica 2014<\/a>, curata annualmente dall\u2019Heritage Foundation<\/strong>\u00a0e dal Wall Street Journal, il sistema economico svizzero risulta il quarto pi\u00f9 libero del mondo (dopo Hong Kong, Singapore e l\u2019Australia), mentre quello italiano si trova all\u201986esimo posto. Ancora meglio fa la Svizzera nell\u2019<a href=\"http:\/\/www3.weforum.org\/docs\/WEF_GlobalCompetitivenessReport_2013-14.pdf\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent','download','http:\/\/www3.weforum.org\/docs\/WEF_GlobalCompetitivenessReport_2013-14.pdf']);\" >indice mondiale della competitivit\u00e0<\/a>, piazzandosi al primo posto su 148 economie mondiali, mentre l\u2019Italia si trova al 49esimo posto.<\/p>\n<p><strong>La Svizzera\u00e8 particolarmente competitiva proprio in quel settore finanziario demonizzato<\/strong>\u00a0dagli avversari del libero mercato. Non esiste infatti un paese in cui il settore finanziario rappresenti una quota cos\u00ec importante del PIL come la Svizzera(il 13 % contro il 4 % della Francia o della Germania). Nonostante questa maggiore esposizione ai rischi, la piazza finanziaria elvetica si \u00e8 dimostrata solida, e durante la crisi ha beneficiato di aiuti statali in misura nettamente minore rispetto a quanto avvenuto in altri Paesi (<a href=\"http:\/\/www.efd.admin.ch\/dokumentation\/00737\/00782\/02109\/index.html?lang=it&amp;download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1ah2oZn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCDeoB8e2ym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A--\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.efd.admin.ch\/dokumentation\/00737\/00782\/02109\/index.html?lang=it&amp;download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1ah2oZn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCDeoB8e2ym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A--', 'fonte']);\" >fonte<\/a>).<\/p>\n<p><strong>La recessione che ha colpito l\u2019Europa sembra infatti aver risparmiato<\/strong>\u00a0<strong>la Svizzera<\/strong><strong>, che pur trovandosi incastonata nel cuore del vecchio continente,\u00a0<\/strong>ha continuato a creare\u00a0<em>business<\/em>\u00a0ad un ritmo costante.\u00a0Secondo uno\u00a0<a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/economia\/crisi-svizzera-imprese-ue26072013.html\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.affaritaliani.it\/economia\/crisi-svizzera-imprese-ue26072013.html', 'studio della rete globale di revisione RSM']);\" >studio della rete globale di revisione RSM<\/a>, tra il 2007 e il 2011 il numero di aziende in Svizzera \u00e8 aumentato da 499.000 a 648.000, uno dei tassi\u00a0pi\u00f9 alti\u00a0nell\u2019area Ocse: +149.000 unit\u00e0, pari ad un tasso di crescita medio annuo del 6,8%. Nel 2013 il pil della Svizzera \u00e8\u00a0<a href=\"http:\/\/www.teleborsa.it\/News\/2014\/02\/27\/l-economia-della-svizzera-si-conferma-prospera-631.html#.UxNedWRST2Y\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.teleborsa.it\/News\/2014\/02\/27\/l-economia-della-svizzera-si-conferma-prospera-631.html#.UxNedWRST2Y', 'aumentato del 2%']);\" >aumentato del 2%<\/a>, mentre l\u2019Italia ha chiuso il 2013 con un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2014\/02\/20\/news\/fatturato_ordinativi_industria_dicembre_2013-79122312\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2014\/02\/20\/news\/fatturato_ordinativi_industria_dicembre_2013-79122312\/', 'calo del pil dell\u20191,9 % e un calo della produzione industriale del 3,8%']);\" >calo del pil dell\u20191,9 % e un calo della produzione industriale del 3,8%<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda gli altri indicatori, secondo i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.smartweek.it\/pil-pro-capite-2013-nel-2018-cambia-poco\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.smartweek.it\/pil-pro-capite-2013-nel-2018-cambia-poco\/', 'dati del Fondo Monetario Internazionale']);\" >dati del Fondo Monetario Internazionale<\/a>\u00a0in Svizzera nel 2013<\/strong>\u00a0il reddito procapite a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto \u00e8 stato di 46.475 dollari contro i\u00a0 30.094 dollari dell\u2019Italia; l\u2019inflazione su base annua \u00e8 stata dello 0,2 % contro l\u2019l,3 % dell\u2019Italia; l\u2019incidenza della spesa pubblica sul pil \u00e8 circa il 33 % contro il 50 % dell\u2019Italia; il debito pubblico \u00e8 in Svizzera il 36,4 % del Pil contro il 132,6 % dell\u2019Italia; il tasso di disoccupazione in Svizzera nel 2013 \u00e8 stato del 3,3 %, mentre in Italia nel gennaio 2014 ha fatto un nuovo balzo al 12,9 %; particolarmente eclatante \u00e8 il dato sulla disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni, che in Svizzera \u00e8 solo del 3,6 % contro il 40 % dell\u2019Italia! (<a href=\"http:\/\/www.ilmondo.it\/economia\/2013-09-09\/svizzera-disoccupazione-ferma-al-3-giovani-3-6_318928.shtml\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.ilmondo.it\/economia\/2013-09-09\/svizzera-disoccupazione-ferma-al-3-giovani-3-6_318928.shtml', 'Il Mondo, 9\/9\/2013']);\" ><em>Il Mondo<\/em>, 9\/9\/2013<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Come ha fattola Svizzeraa realizzare queste straordinarie performance economiche?<\/strong>\u00a0La verit\u00e0 \u00e8 che la Confederazione Elvetica rappresenta un vero e proprio paradiso liberale, se paragonata all\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>La tassazione<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/tasse5.jpg\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/tasse5.jpg', '']);\" rel=\"fancybox\"><img loading=\"lazy\" title=\"tasse5\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/tasse5-259x200.jpg\" width=\"259\" height=\"200\" \/><\/a>Benvenuti nel Paese con le tasse pi\u00f9 basse d\u2019Europa, titolava un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;ved=0CDUQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilsole24ore.com%2Fart%2Fnotizie%2F2013-11-01%2Fimposte-tasse-e-iva-svizzera-ecco-tutto-quello-che-c-e-sapere-110904.shtml%3Fuuid%3DABAYfna&amp;ei=190SU5vPB\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;ved=0CDUQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.ilsole24ore.com%2Fart%2Fnotizie%2F2013-11-01%2Fimposte-tasse-e-iva-svizzera-ecco-tutto-quello-che-c-e-sapere-110904.shtml%3Fuuid%3DABAYfna&amp;ei=190SU5vPB', 'recente articolo uscito su Il Sole-24 Ore']);\" >recente articolo uscito su Il Sole-24 Ore<\/a>.<\/strong>\u00a0La leggerezza del fisco elvetico \u00e8 favorita dalla concorrenza fiscale che si fanno i 26 cantoni per attrarre imprese e investimenti. Il fisco svizzero agisce infatti su tre livelli: federale, cantonale e comunale. L\u2019imposta federale incide sul 7,83 % degli utili, quella cantonale varia dal 4,4 al 19 %, quella comunale dal 4 al 16 %. In media quindi sulle aziende l\u2019erario esercita una pressione che varia tra il 16 e il 25 %, sulle persone fisiche dal 5 al 20 %.<\/p>\n<p><strong>L\u2019IVA \u00e8 la pi\u00f9 bassa d\u2019Europa, all\u20198 % (contro il 22 % dell\u2019Italia!), ma sui beni di consumo \u00e8 al 2,5 %,<\/strong>\u00a0mentre l\u2019istruzione e le cure mediche sono esenti. Non ci sono imposte sulle successioni per i discendenti diretti. Alcuni Cantoni garantiscono delle esenzioni fiscali per certi periodi o per certe attivit\u00e0, ed \u00e8 possibile stringere accordi con l\u2019erario sulle tasse da pagare per gli anni successivi.<\/p>\n<p><strong>Una notevole differenza con l\u2019Italia riguarda il famigerato cuneo fiscale. Il datore di lavoro italiano far\u00e0 un salto<\/strong>\u00a0sulla sedia quando scoprir\u00e0 quanto pagano in tasse i colleghi della Svizzera sugli stipendi dei dipendenti. \u00abPer 1000 euro di salario il datore di lavoro in Italia deve spenderne altri 1300, qui appena 200\u00bb,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/tasse-azienda-svizzera-lettura-vietata-agli-imprenditori-tentati-di-espatriare#.UxQfY2RST2Y\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/tasse-azienda-svizzera-lettura-vietata-agli-imprenditori-tentati-di-espatriare#.UxQfY2RST2Y', 'spiega Gianluca Marano']);\" >spiega Gianluca Marano<\/a>, quarantenne di Milano che nel 2008 ha aperto a Chiasso una societ\u00e0 di consulenza per gli imprenditori e i privati che vogliono aprire un\u2019attivit\u00e0 oltre il confine. Nel complesso il carico fiscale complessivo delle aziende (<em>total tax rate<\/em>) in Svizzera raggiunge al massimo il 28,7% del reddito d\u2019impresa, contro l\u2019incredibile 67,7 % dell\u2019Italia, secondo i\u00a0<a href=\"http:\/\/data.worldbank.org\/indicator\/IC.TAX.TOTL.CP.ZS\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/data.worldbank.org\/indicator\/IC.TAX.TOTL.CP.ZS', 'dati della Banca Mondiale']);\" >dati della Banca Mondiale<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Non c\u2019\u00e8 quindi da meravigliarsi se\u00a0<a href=\"http:\/\/www.investireoggi.it\/economia\/gli-imprenditori-italiani-fuggono-in-svizzera-in-682-in-fila-a-chiasso\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.investireoggi.it\/economia\/gli-imprenditori-italiani-fuggono-in-svizzera-in-682-in-fila-a-chiasso\/', 'negli ultimi anni centinaia di imprese italiane si sono trasferite nel Canton Ticino']);\" >negli ultimi anni centinaia di imprese italiane si sono trasferite nel Canton Ticino<\/a>.<\/strong>\u00a0All\u2019ingresso di Chiasso c\u2019\u00e8 un cartello che dice \u201cBenvenuta impresa nella citt\u00e0 di Chiasso\u201d. Uno dei tanti imprenditori italiani in trasferta ha commentato: \u00abQuando arriva un imprenditore in Svizzera lo accolgono le autorit\u00e0. In Italia gli mandano la guardia di finanza\u00bb. Nel complesso sono 558.000 gli italiani che risiedono in Svizzera, su una popolazione di 8 milioni di abitanti, ai quali si devono aggiungere i quasi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/politica\/Frontalieri,_una_realta_svizzera_sempre_piu_contestata.html?cid=36294570\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/politica\/Frontalieri,_una_realta_svizzera_sempre_piu_contestata.html?cid=36294570', '60.000 frontalieri']);\" >60.000 frontalieri<\/a>\u00a0che passano quotidianamente il confine per lavoro, aumentati del 75 % dal 2002 a oggi.<\/p>\n<p><strong>Di recente l\u2019Ufficio Federale di Statistica ha svolto un\u2019approfondita indagine\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lanotizia.ch\/attualita\/inchiesta-quanto-guadagnano-gli-svizzeri\/1561\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lanotizia.ch\/attualita\/inchiesta-quanto-guadagnano-gli-svizzeri\/1561', 'sugli stipendi svizzeri']);\" >sugli stipendi svizzeri<\/a>.<\/strong>\u00a0I risultati confermano che in Svizzera si guadagna mediamente il doppio o il triplo rispetto ai paesi confinanti: nel biennio 2007-2008 il salario medio era infatti equivalente a circa 3000 euro mensili al netto delle imposte. \u00c8 vero che\u00a0<a href=\"http:\/\/www.swissworld.org\/it\/economia\/salari_e_benessere\/il_costo_della_vita\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.swissworld.org\/it\/economia\/salari_e_benessere\/il_costo_della_vita\/', 'il costo della vita \u00e8 mediamente pi\u00f9 alto\u00a0che negli altri paesi europei']);\" >il costo della vita \u00e8 mediamente pi\u00f9 alto\u00a0che negli altri paesi europei<\/a>, tuttavia, rileva l\u2019indagine, \u00abin nessun caso \u00e8 doppio o triplo. Per fare un raffronto affidabile con gli altri paesi basti pensare che i costi tra assicurazioni e imposte varie rappresentano in media circa il 30%-35% del budget totale di una persona, il resto serve per vivere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le pensioni<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/pensionati.jpg\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/pensionati.jpg', '']);\" rel=\"fancybox\"><img loading=\"lazy\" title=\"pensionati\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/pensionati-300x191.jpg\" width=\"300\" height=\"191\" \/><\/a>Probabilmente non esiste al mondo un sistema pensionistico pi\u00f9 ingiusto, rovinoso e finanziariamente insostenibile di quello italiano.<\/strong>\u00a0L\u2019Inps si fonda su un meccanismo diabolico che taglieggia i lavoratori privati per concedere spropositati privilegi pensionistici alle categorie statali privilegiate. La moria delle aziende \u00e8 spesso dovuta all\u2019impossibilit\u00e0 di far fronte a un carico previdenziale completamente slegato dagli utili prodotti, e la maggior parte delle cartelle esattoriali sono costituite da contributi previdenziali non pagati. In Italia l\u2019esosa contribuzione previdenziale obbligatoria a carico degli artigiani e dei commercianti, per non parlare di quella degli iscritti alla gestione separata (prevista al 33% per il 2014), \u00e8 la principale causa di dissuasione dall\u2019iniziare una nuova attivit\u00e0 economica.<\/p>\n<p><strong>Il problema \u00e8 che i lavoratori privati perdono la propriet\u00e0 dei risparmi che versano all\u2019Inps,<\/strong>mentre la classe politico-burocratica riesce facilmente a dirottarli verso le proprie tasche per mezzo di leggi, leggine e sentenze amministrative. In sostanza, coloro che pagano i contributi e sostengono l\u2019intero sistema, i lavoratori autonomi e dipendenti del settore privato, ricevono una pensione che rappresenta una frazione minuscola di quanto hanno effettivamente versato; d\u2019altro canto, alcune categorie statali che non hanno mai versato contributi o che li versano solo in maniera figurativa, come i politici, i magistrati, i militari e i dipendenti pubblici in genere, si sono garantiti elevati trattamenti previdenziali, vitalizi, pensioni d\u2019oro, doppie, triple e baby.<\/p>\n<p><strong>Questi sperperi e queste palesi ingiustizie non possono esistere\u00a0<a href=\"http:\/\/www.freeonline.org\/articoli\/art\/il-sistema-previdenziale-svizzero-a-seguito-dell-entrata-in-vigore-dei-patti-bilaterali-intervista-all-avv-alberto-alessandro-pasciuti.html\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.freeonline.org\/articoli\/art\/il-sistema-previdenziale-svizzero-a-seguito-dell-entrata-in-vigore-dei-patti-bilaterali-intervista-all-avv-alberto-alessandro-pasciuti.html', 'nel sistema pensionistico svizzero']);\" >nel sistema pensionistico svizzero<\/a>,<\/strong>\u00a0che si fonda su tre pilastri. Il primo \u00e8 quello della pensione pubblica, che richiede contributi obbligatori piuttosto limitati (il 4,2 % del reddito per il datore di lavoro e per il dipendente) e garantisce solo il minimo fabbisogno vitale al momento della pensione. La pensione pubblica \u00e8 infatti quasi uguale per tutti: la minima \u00e8 di 1105 franchi al mese (poco pi\u00f9 di 900 euro\u00a0<a href=\"http:\/\/it.loobiz.com\/convertitore-valuta\/franco-svizzero+euro\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/it.loobiz.com\/convertitore-valuta\/franco-svizzero+euro', 'al cambio attuale']);\" >al cambio attuale<\/a>), la massima \u00e8 il doppio (2210 franchi, cio\u00e8 1813 euro). Sul piano dell\u2019equit\u00e0 non ci sono quindi paragoni con la distanza siderale che in Italia separa il trattamento pensionistico di un pensionato sociale (500 euro al mese) da quello di un membro della casta politico-burocratica (fino a 90.000 euro al mese, talvolta a partire dalla mezza et\u00e0).<\/p>\n<p><strong>Il secondo pilastro pensionistico svizzero \u00e8 quello della previdenza professionale, che a differenza della pensione pubblica<\/strong>\u00a0non \u00e8 a ripartizione ma a capitalizzazione (si riceve cio\u00e8 l\u2019investimento accumulato). I contributi per la previdenza professionale sono in pratica obbligatori solo per i lavoratori dipendenti che percepiscono un salario superiore a 20.000 franchi e inferiore a 82.000. Per tutte le altre categorie, come quelle dei lavoratori autonomi, questo tipo di assicurazione pensionistica \u00e8 solo facoltativo. Infine, il terzo pilastro pensionistico svizzero \u00e8 quello della pensione integrativa privata, che serve a colmare eventuali lacune; \u00e8 facoltativa ma viene favorita con delle agevolazioni fiscali.<\/p>\n<p><strong>Nel 2014 il sistema pensionistico svizzero \u00e8 stato giudicato dal\u00a0<a href=\"http:\/\/www.west-info.eu\/it\/svizzera-eldorado-de-pensioni-2014\/?ref=feed\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.west-info.eu\/it\/svizzera-eldorado-de-pensioni-2014\/?ref=feed', 'Global Retirement Index']);\" >Global Retirement Index<\/a><\/strong>, un indice che valuta 150 sistemi pensionistici internazionali, il migliore del mondo quanto a capacit\u00e0 di garantire la sicurezza finanziaria agli ex lavoratori. Fare ulteriori confronti con il sistema pensionistico pubblico italiano, ricolmo di disparit\u00e0 e privilegi, e destinato alla bancarotta a causa dei suoi colossali deficit, sarebbe blasfemo.<\/p>\n<p><strong>La sanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/SVIZZERA-SALUTE.jpg\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/SVIZZERA-SALUTE.jpg', '']);\" rel=\"fancybox\"><img loading=\"lazy\" title=\"SVIZZERA SALUTE\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/SVIZZERA-SALUTE-300x225.jpg\" width=\"266\" height=\"200\" \/><\/a>Se il sistema sanitario italiano \u00e8 ben conosciuto per i suoi enormi sperperi, la corruzione, gli ospedali fatiscenti e le liste d\u2019attesa interminabili,<\/strong>niente di tutto questo si verifica nel sistema sanitario svizzero, che \u00e8 interamente privato e gestito dalle assicurazioni. Il paziente paga mensilmente un\u2019assicurazione obbligatoria di circa 300 euro al mese, cifra nient\u2019affatto elevata se si tiene conto che in Svizzera gli stipendi sono mediamente molto pi\u00f9 alti che in Italia e le tasse molto pi\u00f9 basse. Nessuno resta fuori perch\u00e9 una societ\u00e0 di \u201ccompensazione sociale\u201d provvede a coprire le spese di chi non pu\u00f2 sostenerle. Il sistema svizzero \u00e8 attentissimo ad evitare gli sprechi, e per questa ragione \u00e8 molto raro, ad esempio, che un medico prescriva antibiotici.<\/p>\n<p><strong>L\u2019assicurazione sanitaria privata comunque garantisce tutto, compreso il ricovero in ospedale in stanza singola<\/strong>\u00a0o con al massimo tre persone. Anche se si stenta a crederlo, quando un paziente entra in ospedale per operarsi viene accolto da un infermiere che, catalogo alla mano, gli chiede di scegliere quale stampa preferisce avere sul muro (Picasso, Van Gogh, ecc.). Poi viene organizzato una specie di seminario personale dove i medici spiegano al paziente tutti i dettagli dell\u2019intervento. Il paziente pu\u00f2 scegliere di essere operato dal primario oppure dall\u2019assistente. Nel primo caso paga un surplus, ma se quel giorno non c\u2019\u00e8 e opera un assistente (comunque sempre un medico d\u2019eccellenza) il supplemento viene immediatamente restituito con tante scuse. Infine, l\u2019assicurazione sanitaria spesso riduce il premio da pagare a coloro che svolgono attivit\u00e0 salutari, come frequentare la palestra, la piscina o la sauna. Chi \u00e8 pi\u00f9 in forma, quindi, paga meno per la sanit\u00e0! (<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/04\/19\/sanita-vietato-sprecare\/205554\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/04\/19\/sanita-vietato-sprecare\/205554\/', 'Sanit\u00e0? Vietato Sprecare, Il Fatto Quotidiano Zurigo, 12 aprile 2012']);\" ><em>Sanit\u00e0? Vietato Sprecare<\/em>, Il Fatto Quotidiano Zurigo, 12 aprile 2012<\/a>)<\/p>\n<p><strong>Il mercato del lavoro<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/lavoro7.jpg\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/lavoro7.jpg', '']);\" rel=\"fancybox\"><img loading=\"lazy\" title=\"lavoro7\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/lavoro7-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>In Svizzera il mercato del lavoro, anche sotto il profilo dei licenziamenti,<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.migraweb.ch\/it\/themen\/arbeit\/arbeitsrecht\/kuendigung\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.migraweb.ch\/it\/themen\/arbeit\/arbeitsrecht\/kuendigung\/', '\u00e8 molto liberale']);\" >\u00e8 molto liberale<\/a>. Solo in caso di malattia, incidente o gravidanza i lavoratori godono di una protezione contro il licenziamento temporalmente limitata. Di regola i lavoratori e i datori di lavoro sono liberi di licenziarsi o licenziare nei termini concordati nel contratto di lavoro, o in mancanza semplicemente rispettando i termini di disdetta previsti dal codice delle obbligazioni. Questa grande flessibilit\u00e0 in entrata,\u00a0<a href=\"http:\/\/italians.corriere.it\/2012\/03\/13\/svizzera-mercato-del-lavoro-totalmente-libero\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/italians.corriere.it\/2012\/03\/13\/svizzera-mercato-del-lavoro-totalmente-libero\/', 'ricorda Paolo Malberti sul Corriere della Sera']);\" >ricorda Paolo Malberti sul Corriere della Sera<\/a>, fa s\u00ec che \u00abogni giorno come apri il giornale sei subissato di annunci. Se non ti trovi pi\u00f9 bene dove stai, fai qualche colloquio e cambi ditta. E con l\u2019occasione puoi anche toglierti la soddisfazione di mandare il capetto che te li ha rotti a quel paese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In ogni caso per chi rimane senza lavoro non ci sono sussidi pubblici o casse integrazioni come in Italia,<\/strong>\u00a0che favoriscono senza ragione i dipendenti delle grandi aziende rispetto a tutti gli altri. C\u2019\u00e8 invece un\u2019assicurazione privata che copre il rischio di rimanere disoccupati, usufruibile da chi ha lavorato come dipendente in Svizzera per pi\u00f9 di 12 mesi negli ultimi due anni. Questa assicurazione contro la disoccupazione viene pagata con dei contributi pari al 2 % dello stipendio, per met\u00e0 a carico del datore di lavoro e per met\u00e0 a carico del lavoratore.<\/p>\n<p><strong>Il bello del mercato del lavoro svizzero \u00e8 che le regole del settore privato non sono molto diverse<\/strong>\u00a0da quelle che valgono per il settore pubblico, comprese quelle sui licenziamenti: ecco forse spiegata la ragione principale della sorprendente efficienza della burocrazia svizzera. Tanto per fare un<a href=\"http:\/\/www.ilradar.com\/il-paradiso-della-svizzera-iva-all8-tasse-sulle-imprese-al-171-che-sogno\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.ilradar.com\/il-paradiso-della-svizzera-iva-all8-tasse-sulle-imprese-al-171-che-sogno\/', 'paio di esempi']);\" >paio di esempi<\/a>, ci vogliono solo due settimane per la registrazione al Registro del Commercio e un solo giorno per immatricolare un veicolo. In Svizzera, infatti, non esiste come in Italia il posto fisso a vita per il dipendente pubblico che, in spregio a ogni sbandierato principio costituzionale di uguaglianza, crea una societ\u00e0 divisa in due caste: i cittadini di serie A (gli statali ipertutelati qualunque cosa accada) e i cittadini di serie B (i lavoratori privati assoggettati alle incertezze dell\u2019economia).<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi decenni si \u00e8 imposta infatti nella maggioranza dei cantoni e dei comuni svizzeri la tendenza<\/strong>\u00a0ad equiparare le condizioni di impiego degli impiegati pubblici a quelle vigenti nell\u2019economia privata. La Confederazione ha seguito questa evoluzione con la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.hls-dhs-dss.ch\/textes\/i\/I10346.php\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.hls-dhs-dss.ch\/textes\/i\/I10346.php', 'nuova legge sul personale federale entrata del 2002']);\" >nuova legge sul personale federale entrata del 2002<\/a>, che ha abolito lo statuto di funzionario autorizzando cos\u00ec i licenziamenti. Dal 1\u00b0 luglio 2013 \u00e8 entrata in vigore un\u2019ulteriore\u00a0<a href=\"http:\/\/www.epa.admin.ch\/themen\/projekte\/00493\/index.html?lang=it\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.epa.admin.ch\/themen\/projekte\/00493\/index.html?lang=it', 'revisione legislativa']);\" >revisione legislativa<\/a>\u00a0che ha reso ancor pi\u00f9 flessibile il rapporto di pubblico impiego.<\/p>\n<p><strong>In Svizzera comunque i dipendenti statali sono\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilgiorno.it\/cronaca\/2011\/10\/20\/604589-svizzera_statali_modello_pochi_buoni.shtml\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.ilgiorno.it\/cronaca\/2011\/10\/20\/604589-svizzera_statali_modello_pochi_buoni.shtml', 'molto meno numerosi che in Italia']);\" >molto meno numerosi che in Italia<\/a>: solo 1 su 47 abitanti, mentre in Italia sono 1 su 18<\/strong>\u00a0(1 su 23 in Lombardia). In particolare i dipendenti federali in Svizzera sono circa 35.000, cio\u00e8 uno ogni 200 abitanti: un rapporto che esprime senza bisogno di troppe spiegazioni la leggerezza del governo centrale nella confederazione elvetica. In sostanza la probabilit\u00e0 di imbattersi in un dipendente pubblico svizzero \u00e8 del 60 % inferiore rispetto alla probabilit\u00e0 di imbattersi in un dipendente pubblico italiano.<\/p>\n<p><strong>Quando le strade hanno cominciato a divergere?<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/italia-affonda.jpg\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/italia-affonda.jpg', '']);\" rel=\"fancybox\"><img loading=\"lazy\" title=\"italia affonda\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.lindipendenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/italia-affonda-300x197.jpg\" width=\"300\" height=\"197\" \/><\/a>Perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 uno Stato fallito sull\u2019orlo del crack, mentre la Svizzera \u00e8 un successo planetario?<\/strong>\u00a0Se guardiamo alla storia, ci accorgiamo che le strade prese dai due paesi hanno cominciato a divergere proprio negli anni dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. In Svizzera le ultime turbolenze si ebbero nel 1848, nella \u201cguerra civile\u201d del Sonderbund tra cantoni cattolici e cantoni protestanti. Si tratt\u00f2 in realt\u00e0 di uno scontro incruento, nel quale morirono meno di cento persone e che dur\u00f2 solo 26 giorni. Alla fine venne adottata una nuova costituzione, dopodich\u00e9 la Svizzera imbocc\u00f2 definitivamente la via della saggezza, della neutralit\u00e0, del federalismo e della riduzione ai minimi termini del\u00a0 governo centrale. Anche gli italiani avrebbero potuto seguire la sorte felice degli svizzeri, se ai tempi del Risorgimento fossero prevalse le idee di Carlo Cattaneo e di coloro che proponevano un assetto confederale per l\u2019Italia. Gli avvenimenti presero purtroppo una piega opposta.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019interminabile serie di sciagure si sono infatti abbattute sugli italiani da quando la penisola<\/strong>\u00a0\u00e8 stata forzosamente unificata per via militare dai Savoia. Fin da subito le popolazioni del sud dell\u2019Italia non accettarono la conquista dei piemontesi, che avevano inasprito fortemente la tassazione e introdotto la coscrizione obbligatoria, e si rivoltarono in massa. Questa guerra civile dur\u00f2 una decina d\u2019anni e, malgrado venga minimizzata ancora oggi nei libri di testo come \u201clotta al brigantaggio\u201d, fu in verit\u00e0 il conflitto pi\u00f9 cruento che si ebbe in Europa nel periodo compreso tra le guerre napoleoniche e la prima guerra mondiale. L\u2019esercito piemontese represse la rivolta con lo stato d\u2019assedio, i campi di concentramento e la tattica della terra bruciata. Quante furono di preciso le vittime tra la popolazione meridionale non si sapr\u00e0 mai, ma le stime degli storici vanno dalle centomila (secondo Giordano Bruno Guerri) al milione (secondo\u00a0<em>La Civilt\u00e0 cattolica<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Il 1874 pu\u00f2 essere considerato l\u2019anno simbolo della distanza ormai abissale che separava la Svizzera dall\u2019Italia unita.<\/strong>\u00a0Una modifica della costituzione elvetica attribu\u00ec infatti ai cittadini quel potere referendario di confermare, abrogare o proporre nuove leggi, che ancora oggi rende la Svizzera famosa nel mondo. In quegli stessi anni in Italia si era conclusa da poco la feroce repressione al sud, e il Regno d\u2019Italia era diventato uno degli stati pi\u00f9 centralisti e fiscalisti d\u2019Europa. Come ricorda Gilberto Oneto, tra il 1860 e il 1880 la porzione di reddito nazionale assorbita dalla tassazione praticamente raddoppi\u00f2. Fra il 1865 e il 1871 si ebbe un aumento del 63 % delle imposte sul reddito e del 107% delle imposte sui consumi che gravavano soprattutto sulle classi popolari, come l\u2019odiata tassa sul macinato che trasformava i mugnai in esattori, inaugurando la prassi italiana di mettere cittadini contro altri cittadini. All\u2019inizio degli anni Settanta il ministro delle finanze Quintino Sella ammise che l\u2019Italia era il paese pi\u00f9 tassato al mondo. Nel 1892 la pressione fiscale raggiunse il 18 % del pil contro il 7 % dell\u2019Inghilterra e il 10 % della Germania.<\/p>\n<p><strong>La tassazione eccessiva provoc\u00f2 la rovina dell\u2019economia italiana, e con essa un fenomeno sconosciuto prima dell\u2019unit\u00e0:<\/strong>\u00a0l\u2019emigrazione di massa all\u2019estero degli italiani. Tra il 1876 e il 1914 emigrarono 14 milioni di italiani, su una popolazione che nel 1881 era di poco superiore a 29 milioni. All\u2019inizio gli emigranti partirono soprattutto dalle regioni del nord, in particolare dal Veneto. Il grande esodo meridionale cominci\u00f2 con l\u2019adozione delle tariffe protezionistiche del 1887, che colpirono soprattutto l\u2019agricoltura del sud, gettando nella disperazione milioni di persone gi\u00e0 oberate dalle tasse italiane e dalla pesante novit\u00e0 del servizio di leva, che distraeva per anni dai lavori nei campi le braccia migliori (G. Oneto,<em>La questione settentrionale<\/em>, 2008, p. 152, 154).<\/p>\n<p><strong>Il Regno d\u2019Italia era anche uno Stato militarista e guerrafondaio: sentendosi grande e forte,<\/strong>\u00a0si lanci\u00f2 in una serie continua di guerre che mai i piccoli Stati preunitari si sarebbero sognati di intraprendere. Dal 1861 al 1871 impegn\u00f2 met\u00e0 dell\u2019esercito nella repressione della rivolta delle regioni del sud; nel 1866 entr\u00f2 nella terza guerra d\u2019Indipendenza senza alcun motivo (dato che l\u2019Austria aveva gi\u00e0 offerto il Veneto al Regno d\u2019Italia in cambio della sua neutralit\u00e0), rimediando alcune cocenti sconfitte; poi cominci\u00f2 l\u2019epoca delle sciagurate avventure coloniali in Somalia ed Eritrea, culminate con l\u2019umiliante disfatta di Adua nel 1896, e in Libia nel 1911.<\/p>\n<p><strong>Per gli abitanti della penisola, comunque, le disgrazie non erano finite. Nel 1915 il governo italiano non segu\u00ec il saggio<\/strong>\u00a0esempio di neutralit\u00e0 della Svizzera, e si gett\u00f2 a cuor leggero nella fornace della prima guerra mondiale. Milioni di coscritti, quasi tutti poveri contadini, vennero spediti a morire nelle trincee. Quelli che cercavano di salvarsi la vita disertando o rifiutandosi di avanzare sotto il fuoco nemico venivano fucilati dai carabinieri che sparavano a vista sui \u201ccodardi\u201d, o dai plotoni d\u2019esecuzione che per punizione decimavano interi reparti. In questa \u201cinutile strage\u201d il Regno d\u2019Italia sacrific\u00f2 la vita di quasi settecentomila italiani, mentre un numero pi\u00f9 che doppio di giovani rimasero feriti o mutilati.<\/p>\n<p><strong>Seguirono i vent\u2019anni del fascismo, che dichiarava di voler portare a compimento la rivoluzione nazionale del Risorgimento,<\/strong>\u00a0e la catastrofe immane della seconda guerra mondiale, che lasci\u00f2 l\u2019Italia completamente distrutta. Nel 1948 l\u2019Italia evit\u00f2 per un soffio di diventare una dittatura comunista di tipo staliniano, ma nei vent\u2019anni successivi l\u2019adozione di politiche economiche pi\u00f9 liberali gener\u00f2 il cosiddetto \u201cmiracolo economico\u201d. Forse \u00e8 stato questo l\u2019unico periodo positivo della storia dell\u2019Italia unita. Nel 1968 si apr\u00ec infatti la stagione degli anni di piombo, del terrorismo e della crisi economica. Chiuso questo tragico periodo, negli anni Ottanta ebbe inizio l\u2019epoca dell\u2019esplosione della spesa statale, del debito pubblico, della tassazione e della corruzione, che ci ha portato alla crisi dei giorni nostri.<\/p>\n<p><strong>Il verdetto della storia sembra chiaro. In 150 anni di vita lo Stato nazionale ha dato agli italiani<\/strong>soprattutto due cose, morte e tasse. \u00c8 venuto il momento di ripudiare questo esperimento fallimentare, questa parentesi sbagliata della nostra storia, e di rivendicare quella vocazione pluralistica e quelle libert\u00e0 che hanno reso grande non solo la Svizzera, ma anche la civilt\u00e0 italiana nei secoli passati<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tasse, lavoro, sanit\u00e0, pensioni: tra Svizzera e Italia c\u2019\u00e8 l\u2019abisso di GUGLIELMO PIOMBINI Se \u00e8 vero, come sostiene la vulgata prevalente, che la crisi attuale \u00e8 stata provocata dalla finanza senza regole\u00a0e dagli eccessi del capitalismo, allora i paesi europei economicamente pi\u00f9 liberi dovrebbero trovarsi nelle condizioni peggiori. Possiamo verificare questa tesi confrontando la situazione &#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/tasse-lavoro-sanita-pensioni-tra-svizzera-ed-italia-ce-un-abisso\/\">Leggi ancora<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":1690,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1854"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1854"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1854\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1855,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1854\/revisions\/1855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}