{"id":2204,"date":"2014-09-29T11:41:05","date_gmt":"2014-09-29T09:41:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2204"},"modified":"2014-09-29T11:41:05","modified_gmt":"2014-09-29T09:41:05","slug":"da-tempi-un-lucido-intervento-di-casadei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/da-tempi-un-lucido-intervento-di-casadei\/","title":{"rendered":"da tempi un lucido intervento di casadei"},"content":{"rendered":"<div>\n<h1>\u00abDistruggere lo Stato islamico\u00bb un corno. Il vero (inconfessabile) obiettivo di Obama in Iraq e Siria<\/h1>\n<div>\n<div id=\"social_icon_article_top\">\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>Settembre 27, 2014\u00a0Rodolfo Casadei<\/div>\n<div>\n<p>Ecco come si spiegano tutte le contraddizioni e le ambiguit\u00e0 che circondano la coalizione anti-Califfato e l\u2019intervento militare americano in Medio Oriente<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" alt=\"obama-foto-pete-souza-white-house\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/obama-foto-pete-souza-white-house.jpg\" width=\"642\" height=\"428\" \/><\/p>\n<p>Il 4 settembre Barack Obama aveva dichiarato di non avere ancora una strategia per la gestione della minaccia rappresentata dallo Stato islamico di Abu Bakr al Baghadi; il seguente mercoled\u00ec 10 settembre la strategia ce l\u2019aveva, e prevedeva di \u00abdegradare e ultimamente distruggere\u00bb lo Stato islamico (Is) attraverso la\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/obama-prova-a-mettere-insieme-una-coalizione-anti-jihadisti-in-rete-minacce-ai-cristiani-e-al-papa#.VCVGcCl_t64\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/obama-prova-a-mettere-insieme-una-coalizione-anti-jihadisti-in-rete-minacce-ai-cristiani-e-al-papa#.VCVGcCl_t64', 'creazione di una coalizione internazionale']);\" target=\"_blank\">creazione di una coalizione internazionale<\/a><\/strong>\u00a0scelta dagli americani, con l\u2019esclusione della Siria e dell\u2019Iran: interventi militari diretti e mirati in Iraq e Siria senza l\u2019invio di truppe di terra ma centrati sugli\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/siria-obama-bombarda-lo-stato-islamico-terrorizzati-i-civili-a-raqqa-jihadisti-ci-usano-come-scudi-umani#.VCVGFCl_t64\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/siria-obama-bombarda-lo-stato-islamico-terrorizzati-i-civili-a-raqqa-jihadisti-ci-usano-come-scudi-umani#.VCVGFCl_t64', 'attacchi aerei']);\" target=\"_blank\">attacchi aerei<\/a><\/strong>, l\u2019addestramento e il riarmo dei\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/contro-il-califfato-obama-in-siria-vuole-allearsi-coi-ribelli-moderati-gia-quali-sono-i-ribelli-moderati#.VCVGJyl_t64\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/contro-il-califfato-obama-in-siria-vuole-allearsi-coi-ribelli-moderati-gia-quali-sono-i-ribelli-moderati#.VCVGJyl_t64', 'ribelli \u201cmoderati\u201d']);\" target=\"_blank\">ribelli \u201cmoderati\u201d<\/a><\/strong>\u00a0siriani e dei curdi iracheni e siriani. Naturalmente nessuna delle due cose \u00e8 vera: non \u00e8 vero che gli Stati Uniti fino al 10 settembre erano privi di una strategia rispetto al Califfato;\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/nuova-libia-alcuni-buoni-motivi-per-dubitare-del-piano-di-obama-contro-lo-stato-islamico#.VCVGeil_t64\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/nuova-libia-alcuni-buoni-motivi-per-dubitare-del-piano-di-obama-contro-lo-stato-islamico#.VCVGeil_t64', 'non \u00e8 vero che adesso sanno esattamente cosa fare']);\" target=\"_blank\">non \u00e8 vero che adesso sanno esattamente cosa fare<\/a><\/strong>\u00a0e che l\u2019obiettivo di Obama \u00e8 di \u00abdegradare e ultimamente distruggere\u00bb l\u2019Is. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" alt=\"stato-islamico-califfato-obiettivi-jihad\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/stato-islamico-califfato-obiettivi-jihad.jpg\" width=\"374\" height=\"239\" \/>Tutti gli stati hanno una strategia nazionale, che \u00e8 la lente attraverso la quale guardano alle crisi internazionali che congiunturalmente sorgono. E le strategie nazionali sono cose di lunga durata: vengono da lontano e guardano lontano. Raramente un leader, per quanto carismatico, pu\u00f2 comportarsi da demiurgo e riconfigurarle radicalmente con decisioni tutte sue. Nel caso degli Stati Uniti, la strategia nazionale \u00e8 quella classica della potenza egemonica.<\/p>\n<p>Come scrive George Friedman, il direttore esecutivo di Stratfor: \u00abLa strategia americana \u00e8 fissa: permettere alle potenze regionali di competere e bilanciarsi reciprocamente. Quando questo non funziona, intervenire direttamente con la minor forza e col minor rischio possibili. Per esempio, il conflitto fra l\u2019Iran e l\u2019Iraq cancell\u00f2 due potenze in ascesa fino a quando la guerra termin\u00f2. Poi l\u2019Iraq invase il Kuwait e minacci\u00f2 di far saltare l\u2019equilibrio di potenza nella regione. Il risultato fu Desert Storm. (\u2026) L\u2019interesse americano non \u00e8 rappresentato dalla stabilit\u00e0, ma dall\u2019esistenza di un equilibrio dinamico nel quale tutti gli attori sono effettivamente paralizzati in modo tale che non emerga nessuno in grado di minacciare gli Stati Uniti\u00bb.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 restare stupiti della franchezza e dell\u2019apparente cinismo di un\u2019analisi proveniente dai ranghi di una delle principali societ\u00e0 private americane di intelligence. Ma bisogna ricordare che uno dei grandi prodotti della civilt\u00e0 occidentale \u00e8 la capacit\u00e0 di onest\u00e0 intellettuale e di analisi politica obiettiva, da Machiavelli a John Mearsheimer a Kenneth Waltz. Mentre i politici debbono infiocchettare le proprie decisioni in materia internazionale coi nastrini degli imperativi morali e dei valori universali (\u00abnoi stiamo dalla parte della libert\u00e0, della giustizia e della dignit\u00e0\u00bb, ha detto Obama alla fine del suo intervento), gli scienziati politici possono permettersi di dire come stanno le cose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" alt=\"Jihad_califfato_Isis_Is\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/large_to291010est_1180.jpg\" width=\"346\" height=\"218\" \/>La stessa obiettivit\u00e0 permette di spiegare che il doppio standard per cui gli Stati Uniti decidono di prevenire un possibile genocidio nell\u2019Iraq settentrionale mentre non lo fecero quando si tratt\u00f2 del Ruanda, e oggi bombardano i terroristi in Siria senza chiedere il permesso del governo, ma non quelli di Boko Haram che ugualmente scorrazzano impuniti nei territori settentrionali della Nigeria, non dipende da una particolare nequizia yankee o da una capricciosit\u00e0 inspiegabile. Semplicemente, le potenze egemoni globali agiscono cos\u00ec: si muovono quando qualcuno mette in discussione gli equilibri di potenza (balance of power) in una data zona del mondo e quando in uno stato o in un\u2019altra forza in ascesa ritengono di individuare il profilo di un aspirante egemone regionale.<\/p>\n<p><strong>Come l\u2019Impero Britannico<\/strong><br \/>\nL\u2019America, vinta la Guerra fredda con l\u2019Unione Sovietica che ha fatto passare il mondo dal bipolarismo russo-americano al monopolio statunitense dell\u2019ordine internazionale, ha cominciato a comportarsi esattamente come si \u00e8 comportato l\u2019Impero Britannico in Europa nel XIX e nella prima met\u00e0 del XX secolo. A quel tempo gli unici rivali dell\u2019imperialismo britannico potevano essere europei, pertanto la politica di Londra era coerentemente quella di impedire che sorgesse una potenza egemone nell\u2019Europa continentale, che si trattasse della Francia di Napoleone o della Germania hitleriana.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti del dopo Guerra fredda si stanno comportando nella stessa maniera. Consapevoli che prima o poi la Russia sarebbe tornata ad affacciarsi sullo scacchiere geopolitico europeo con pretese da protagonista, hanno esteso il numero dei membri della Nato negli anni in cui Mosca non era in grado di reagire per prepararsi a contenere lo sfidante di ritorno e hanno favorito il processo di allargamento dell\u2019Unione Europea fino a toccare gli interessi strategici pi\u00f9 delicati di Mosca per\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/sveglia-europa-non-e-putin-il-nostro-nemico-e-sull-ucraina-perfino-solzenicyn-la-pensava-come-lui#.VCVKOyl_t64\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/sveglia-europa-non-e-putin-il-nostro-nemico-e-sull-ucraina-perfino-solzenicyn-la-pensava-come-lui#.VCVKOyl_t64', 'determinare una situazione di tensione']);\" target=\"_blank\">determinare una situazione di tensione<\/a><\/strong>\u00a0fra due blocchi europei, la Russia e l\u2019Unione Europea, nessuno dei quali pu\u00f2 aspirare all\u2019egemonia in solitaria sul continente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" alt=\"obama-abdullah-arabia-saudita\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/obama-abdullah-arabia-saudita.jpg\" width=\"353\" height=\"265\" \/>In Estremo Oriente gli Stati Uniti sono favorevoli al riarmo del Giappone, sviluppano la partnership militare con India e Australia e dialogano col Vietnam allo scopo di contenere la nascente egemonia regionale cinese. Obiettivo di Obama \u00e8 di trasferire il 60 per cento di tutta la potenza militare americana nel Pacifico prima della fine del suo secondo mandato, \u00e8 ovvio per quale motivo. In Medio Oriente la priorit\u00e0 assoluta della strategia nazionale americana \u00e8 a tutti nota: impedire che l\u2019Iran si doti di armi atomiche. Non per fare un favore alle lobby ebraiche e pro-israeliane, come normalmente si legge in rete, ma perch\u00e9 l\u2019atomica iraniana romperebbe l\u2019equilibrio di potenza nella regione. Per ricrearlo gli Stati Uniti dovrebbero permettere all\u2019Arabia Saudita e forse ad altri paesi arabi di dotarsi dello stesso tipo di armamenti. Una scelta che automaticamente indebolirebbe la potenza americana: pi\u00f9 paesi si dotano di armi nucleari in una data regione, meno gli americani potranno influire sugli equilibri di quella parte di mondo.<\/p>\n<p>Ora il presidente Obama annuncia una nuova priorit\u00e0 della politica americana nella regione, che dovrebbe andare ad affiancarsi a quella vecchia: la distruzione dell\u2019Isil. Analisti e dirigenti politici, a cominciare da quelli israeliani, gli fanno notare l\u2019incoerenza della sua decisione: lo Stato islamico \u00e8 nemico del regime di Damasco e del governo a dominante sciita di Baghdad, cio\u00e8 di due alleati dell\u2019Iran. Combattere vigorosamente lo Stato islamico significa fare un favore a Teheran. Obama \u00e8 cosciente del problema, ma chiede agli alleati di considerarlo gi\u00e0 risolto alla luce del fatto che Iran e Siria sono stati esclusi a priori dalla coalizione di paesi Nato e arabi che, nelle intenzioni del presidente, dovrebbe farsi carico della guerra contro il Califfato, e che l\u2019Iraq ha scaricato il premier al Maliki, scivolato su posizioni filo-iraniane e accesamente antisunnite, e l\u2019ha sostituito con al Abadi per poter godere dei servizi dei cacciabombardieri e dei droni americani, i quali proprio la settimana scorsa hanno esteso la loro area di operazioni anti-Isil dalle regioni del nord curde o sotto influenza curda ai dintorni di Baghdad.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga \u2013 Obama non pu\u00f2 dirlo apertamente, ma non c\u2019\u00e8 bisogno di dietrologie e complottismo per spiegare il senso dei fatti \u2013 che nei mesi passati Washington ha osservato senza alzare un sopracciglio le conquiste territoriali dell\u2019Isil in Iraq e Siria (in quest\u2019ultimo caso anche quando si trattava di posizioni dei ribelli anti-Assad) per il suo ruolo obiettivo di forza che metteva all\u2019angolo al Maliki e il governo siriano, cio\u00e8 due amici di Teheran. Da gennaio al Maliki implorava gli americani di bombardare l\u2019Isil o di fornire alle forze armate irachene i mezzi per farlo, ma Obama ha risposto sempre picche fino ad agosto. Cio\u00e8 fino a quando l\u2019Isil ha smesso di attaccare le posizioni del governo di Baghdad e ha dato l\u2019assalto ai\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/inviato-tempi-soldati-peshmerga-fronte-organizzazione-diabolica-jihadista#.VCVLKil_t64\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/inviato-tempi-soldati-peshmerga-fronte-organizzazione-diabolica-jihadista#.VCVLKil_t64', 'territori sotto il controllo dei peshmerga']);\" target=\"_blank\">territori sotto il controllo dei peshmerga<\/a><\/strong>\u00a0del Governo regionale del Kurdistan iracheno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" alt=\"Hasan Rohani\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/rohani-iran-presidente.jpg\" width=\"363\" height=\"242\" \/>A quel punto Obama si \u00e8 reso conto che l\u2019Isil era diventato una minaccia strategica. Infatti al Baghdadi ha manifestato chiaramente la volont\u00e0 di dare vita a una potenza egemonica nella regione sotto l\u2019etichetta del Califfato. I casi allora sono due: o il Califfato continua a lievitare come ha fatto negli ultimi mesi, con una rapidit\u00e0 che ricorda le conquiste arabe del VII secolo, e diventa quello che ha promesso, oppure non ci riesce ma estende l\u2019area dell\u2019anarchia e degli stati falliti al di l\u00e0 della Siria e dell\u2019Iraq: la \u201cl\u201d di Isil sta per Levante, Sham in arabo, che indica un\u2019area ben pi\u00f9 ampia dell\u2019attuale Siria. Allude a un territorio che comprende anche Libano, Israele, Giordania e Territori Palestinesi. Nel caos generalizzato il \u201cbalance of power\u201d va perduto. In entrambi i casi, dunque, si configura una minaccia strategica per gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Per restare coerente con la sua impostazione, Obama ha messo sulla carta un\u2019alleanza di stati che ricalca quella degli \u201camici della Siria\u201d, cio\u00e8 i paesi che hanno smesso di riconoscere il governo di Assad come legittimo e riconoscono al suo posto la Coalizione nazionale siriana che si riunisce a Istanbul. E ha ottenuto dal Congresso l\u2019approvazione di fondi per reclutare, addestrare e mandare a combattere contro lo Stato islamico ribelli siriani appartenenti alle formazioni anti-Assad \u201cmoderate\u201d.<\/p>\n<p><strong>Paradossi a stelle e strisce<\/strong><br \/>\nLa politica americana per\u00f2 fa acqua da parecchie parti. Esclude dalla coalizione anti-Isil i governi che lo stanno attualmente combattendo, cio\u00e8 quelli di Siria e Iran (quest\u2019ultimo fornisce armi e consiglieri militari ai curdi iracheni e al governo di al Abadi), mentre prende a bordo paesi che hanno con innumerevoli complicit\u00e0 favorito la sua ascesa, cio\u00e8 Arabia Saudita, Qatar e Turchia, e che, a parte i sauditi, non hanno nessuna intenzione di partecipare alle operazioni militari. La Turchia ha messo in chiaro che non permetter\u00e0 nemmeno l\u2019utilizzo delle sue basi aeree, mentre i sei paesi arabi del Consiglio di cooperazione del Golfo solo ora hanno fatto levare in volo i cacciabombardieri di cui sono dotati per colpire le postazioni dell\u2019Is. Ma non ci hanno pensato troppo a usarli per bombardare la Libia, oggi come ai tempi dell\u2019insurrezione contro Gheddafi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" alt=\"assad\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/assad.jpg\" width=\"353\" height=\"235\" \/>Dopo avere qualche mese fa ammesso che era impossibile in Siria identificare e addestrare ribelli anti-Assad con la certezza che non si trasformassero in jihadisti, ora Obama \u00e8 convinto che una cosa del genere si possa fare, e che vada appaltata all\u2019Arabia Saudita. Non era gi\u00e0 abbastanza paradossale che la monarchia assoluta wahabita armasse e finanziasse ribelli votati all\u2019instaurazione della democrazia nel rispetto del pluralismo religioso in Siria, ora li dovr\u00e0 pure addestrare sul suo territorio, dove il pluralismo religioso non \u00e8 ammesso.<\/p>\n<p>Intanto il discorso di Obama ha gi\u00e0 provocato in Siria effetti a catena che non vanno certamente nella direzione di un indebolimento dell\u2019Is. Le forze governative hanno ripreso a concentrare le loro operazioni pi\u00f9 contro le residue formazioni ribelli moderate (vedi i bombardamenti nel governatorato di Homs) che contro l\u2019Isil: confidano che del secondo si occupino gli americani, e attaccano il primo per togliere di mezzo potenziali reclute e terminali degli aiuti americani. Per parte sua l\u2019Isil ha cominciato a proporre tregue alle altre formazioni ribelli (il primo caso nella periferia di Damasco) proprio per evitare di dover far fronte a tre nemici contemporaneamente: americani, governo di Damasco e ribelli anti-Assad contro i quali si sono battuti nei mesi scorsi.<\/p>\n<p><strong>Damasco e Teheran<\/strong><br \/>\nQuel che si dovrebbe fare per \u00abdegradare e ultimamente distruggere\u00bb l\u2019Is nella sua tana siriana non \u00e8 certamente difficile da capire. Solo se forze del regime e ribelli di tutte le denominazioni cessano di combattersi e si alleano contro l\u2019Isil l\u2019obiettivo di Obama \u00e8 realizzabile. Come in Cina al tempo dell\u2019occupazione giapponese: solo se i fratelli nemici \u2013 comunisti e nazionalisti a quel tempo \u2013 interrompono la loro guerra civile, \u00e8 possibile combattere lo straniero. Il presidente americano per\u00f2 non prende in considerazione questa ipotesi, perch\u00e9 avvantaggerebbe troppo, ai suoi occhi, il regime di Damasco alleato dell\u2019Iran. Per gli Stati Uniti prevenire l\u2019atomica iraniana \u00e8 pi\u00f9 importante che distruggere lo Stato islamico. Con un Isil indebolito possono convivere, con l\u2019atomica iraniana no. Solo se Teheran rinunciasse all\u2019atomica, la posizione americana sulla Siria cambierebbe. Quindi il vero obiettivo degli americani \u00e8 indebolire l\u2019Isil, non distruggerlo. Anche se affermano il contrario.<\/p>\n<\/div>\n<p>Leggi di Pi\u00f9:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/distruggere-lo-stato-islamico-un-corno-il-vero-inconfessabile-obiettivo-di-obama-in-iraq-e-siria#ixzz3EhDHCwNr\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/distruggere-lo-stato-islamico-un-corno-il-vero-inconfessabile-obiettivo-di-obama-in-iraq-e-siria#ixzz3EhDHCwNr', 'Perch\u00e9 Obama non vuole affatto distruggere lo Stato islamico | Tempi.it']);\" >Perch\u00e9 Obama non vuole affatto distruggere lo Stato islamico | Tempi.it<\/a><br \/>\nFollow us:\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rw?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=Tempi_it\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rw?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=Tempi_it', '@Tempi_it on Twitter']);\" target=\"_blank\">@Tempi_it on Twitter<\/a>\u00a0|\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rf?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=tempi.it\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rf?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=tempi.it', 'tempi.it on Facebook']);\" target=\"_blank\">tempi.it on Facebook<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDistruggere lo Stato islamico\u00bb un corno. Il vero (inconfessabile) obiettivo di Obama in Iraq e Siria Settembre 27, 2014\u00a0Rodolfo Casadei Ecco come si spiegano tutte le contraddizioni e le ambiguit\u00e0 che circondano la coalizione anti-Califfato e l\u2019intervento militare americano in Medio Oriente Il 4 settembre Barack Obama aveva dichiarato di non avere ancora una strategia &#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/da-tempi-un-lucido-intervento-di-casadei\/\">Leggi ancora<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":2049,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2204"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2204"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2204\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2205,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2204\/revisions\/2205"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2049"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}