{"id":2264,"date":"2015-01-13T13:42:24","date_gmt":"2015-01-13T12:42:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2264"},"modified":"2015-01-13T13:42:24","modified_gmt":"2015-01-13T12:42:24","slug":"per-capire-parigi-senza-essere-charlie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/per-capire-parigi-senza-essere-charlie\/","title":{"rendered":"per capire Parigi, senza essere Charlie"},"content":{"rendered":"<p>Capire Parigi, senza essere Charlie<\/p>\n<div>di Massimo Introvigne12-01-2015<\/p>\n<div><img title=\"\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img-_innerArt-_Je-suis-Charlie.jpg?t=\" \/><\/div>\n<div>\n<a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-capire-parigi-senza-essere-charlie-11476.htm\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-capire-parigi-senza-essere-charlie-11476.htm', 'http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-capire-parigi-senza-essere-charlie-11476.htm']);\" >http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-capire-parigi-senza-essere-charlie-11476.htm<\/a><\/p>\n<p>Nel giorno in cui, dai capi di Stato ai calciatori, tutti sono Charlie, molti nostri lettori \u2013 che non sono Charlie neanche un po\u2019 \u2013 si saranno sentiti isolati, soli contro il mondo intero. Vorrei rassicurarli. Siamo in molti, probabilmente la maggioranza. Per non farsi intimidire si tratta per\u00f2 di dare al \u00abNon sono Charlie\u00bb una dimensione culturale, giuridica e politica adeguata. Di questo siamo invece in pochi a parlare, ma \u2013 se ci spieghiamo bene e ci organizziamo \u2013 possiamo diventare molti.<\/p>\n<p><strong>Occorre anzitutto una premessa<\/strong>, che riguarda il terrorismo islamico. La polizia francese sta ancora cercando di dipanare la matassa, ma \u00e8 chiaro fin da ora che i terroristi di Parigi non erano \u00abcani sciolti\u00bb. Avevano contatti reali con la Siria e lo Yemen, erano bene addestrati, e sembra avessero rapporti sia con al-Qa\u2019ida sia con l\u2019Isis. Queste organizzazioni sono entrate da tempo in una fase nuova nella storia del terrorismo ultra-fondamentalismo islamico, che ha come prima priorit\u00e0 quella di creare \u00abemirati\u00bb (al-Qa\u2019ida) o un grande \u00abcaliffato\u00bb medio-orientale (l\u2019Isis) che funzionino come veri e propri Stati \u2013 s\u2019intende, non riconosciuti da nessuno \u2013 i quali battono moneta, hanno una polizia, scuole, tribunali e offrono al mondo l\u2019esempio di aree completamente islamizzate secondo i dettami del fondamentalismo pi\u00f9 radicale. Per costituire e difendere questi pseudo-Stati c\u2019\u00e8 bisogno di molti combattenti. Non bastano quelli reclutati in Medio Oriente. Occorre trovarne tra i musulmani di tutto il mondo, e oggi molti musulmani vivono in Occidente. Per reclutarli serve la propaganda. A differenza di quelli del passato \u2013 l\u201911 settembre, Madrid, Londra \u2013 gli attentati attuali non sono tentativi di destabilizzare i governi occidentali o di condizionare la loro politica estera \u2013 forse anche i terroristi hanno capito che questa si condiziona gi\u00e0 da sola, senza bisogno delle bombe \u2013, ma giganteschi spot per arruolare militanti al servizio del Califfo o degli \u00abemiri\u00bb di al-Qa\u2019ida che combattono in Iraq, in Siria, in Somalia, nello Yemen.<\/p>\n<p><strong>Le modalit\u00e0 di funzionamento attuali<\/strong>, nel 2015, di al-Qa\u2019ida e dell\u2019Isis \u2013 che sono molto diverse dalle strategie di bin Laden nel 2001 \u2013 inducono a pensare che chi ha programmato l\u2019attentato di Parigi \u2013 perch\u00e9 \u00e8 stato programmato, e non \u00e8 l\u2019opera di pazzi isolati \u2013 non avesse come primo scopo quello di \u00abpunire\u00bb\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em>\u00a0o di reagire alla provocazione rappresentata da certe vignette. La cupola terroristica non \u00e8 partita da<em>Charlie Hebdo<\/em>. \u00c8 partita dalla necessit\u00e0 \u2013 lo aveva spiegato un messaggio del leader di al-Qa\u2019ida Zawahiri di un mese fa, uno di quelli che finiscono in un trafiletto a pagina quindici dei nostri giornali \u2013 di rilanciare il reclutamento con attentati spettacolari che infiammino l\u2019immaginazione di giovani musulmani occidentali e li spingano ad arruolarsi. Pensando a quale spot per l\u2019arruolamento avrebbe potuto essere pi\u00f9 efficace, il terrorismo ha trovato\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em>, ideale per un gesto propagandistico popolare perch\u00e9 conosciuto e detestato da tanti musulmani. Ma avrebbe potuto trovare tanti altri obiettivi. Non dobbiamo dunque cadere nella facile trappola che ci farebbe derubricare come \u00abeccesso di legittima difesa\u00bb da parte dei musulmani gli accadimenti di Parigi, cos\u00ec come altri passati che presero a pretesto le \u00abvignette danesi\u00bb, un film americano e persino il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI. Per il terrorismo ultra-fondamentalista islamico queste \u00abprovocazioni\u00bb sono sempre pretesti, elementi sfruttati in chiave propagandistica per creare attentati funzionali allo scopo di reclutare nuovi terroristi alzando una bandiera. Dunque nessuna \u00abcomprensione\u00bb per gli attentatori. Non sono giustizieri, sono terroristi criminali.<\/p>\n<p><strong>Una volta chiarito chi sono i terroristi e perch\u00e9 hanno agito<\/strong>\u00a0possiamo cominciare a parlare seriamente anche di\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em>, non senza un momento previo \u2013 che per il cristiano \u00e8 sempre obbligatorio \u2013 di piet\u00e0 e di preghiera per i morti, chiunque siano. Piet\u00e0 e preghiera non significano per\u00f2 approvazione incondizionata di tutto quanto i morti hanno fatto in vita, che nel caso dei vignettisti di\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em>\u00a0comprende disgustose vignette pornografiche sulla Trinit\u00e0 e sulla Madonna. Si ha tutto il diritto di dissentire, senza essere immediatamente accusati di essere alleati di al-Qa\u2019ida, da Giuliano Ferrara che ha descritto i vignettisti di<em>Charlie Hebdo<\/em>\u00a0come \u00absplendidi, spavaldi, eroici\u00bb (<em>Il Foglio<\/em>, 9-1-2015), e da Camillo Langone che sullo stesso giornale li ha definiti \u00abmartiri\u00bb, dimenticando \u2013 eppure lo conosce \u2013 il detto di sant\u2019Agostino secondo cui \u00abmartyres non facit poena sed causa\u00bb, non \u00e8 il modo in cui ti ammazzano che ti fa diventare martire, ma la causa per cui sei morto. Volendo cercare dei martiri, li si trover\u00e0 pi\u00f9 facilmente tra i duemila uccisi da Boko Haram lo stesso giorno in Nigeria. Capisco bene il discorso simbolico sull\u2019attacco a Parigi cuore dell\u2019Europa: ma resta che duemila morti in Nigeria hanno trovato spazio infinitamente minore di sedici in Francia.<\/p>\n<p><strong>Ma c\u2019\u00e8 un aspetto ancora pi\u00f9 delicato<\/strong>. L\u2019attentato di Parigi ha purtroppo ridato fiato alla tesi secondo cui chiunque discuta di possibili limitazioni al diritto dei vignettisti di offendere le religioni \u00e8 sullo stesso piano dei terroristi. Non \u00e8 cos\u00ec. La libert\u00e0 di espressione fa certamente parte delle libert\u00e0 fondamentali ma non \u00e8 assoluta. Diversamente, dovrebbe essere lecito anche ripubblicare le caricature naziste contro gli ebrei. Nel 2011, come molti lettori sanno, sono stato Rappresentante dell\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) per la lotta al razzismo, alla xenofobia e alla discriminazione religiosa. Quella esperienza mi convince che trovare il punto di equilibrio fra libert\u00e0 di espressione \u2013 specie quando si presenta, a ragione oppure (come nel caso di\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em>) a torto, come espressione \u00abartistica\u00bb \u2013 e libert\u00e0 religiosa, che comprende il diritto delle persone e delle comunit\u00e0 religiose a non essere offese, \u00e8 una questione molto delicata e giuridicamente complessa. Se il pendolo va troppo dalla parte del diritto delle comunit\u00e0 religiose a essere tutelate dalle offese, ci troveremo con i musulmani che considerano qualunque rappresentazione critica come islamofobia e ne chiedono la repressione penale. Ero tra i relatori alla conferenza dell\u2019Osce sull\u2019islamofobia che si tenne a Vienna nel 2011. Per fortuna prevalse il buon senso, ma diversi Paesi musulmani chiedevano direttive internazionali che avrebbero messo fuori legge qualunque critica dell\u2019islam, una specie di versione planetaria delle leggi contro la blasfemia in nome delle quali si condannano all\u2019impiccagione cristiani come Asia Bibi in Pakistan. Se per\u00f2, spaventati da queste proposte, lasciamo che il pendolo vada troppo dalla parte della libert\u00e0 di espressione indiscriminata, assoluta e senza nessun limite ci ritroveremo, anzi ci siamo gi\u00e0 ritrovati, con le vignette porno sulla Trinit\u00e0 e la Madonna.<\/p>\n<p><strong>Occorre dunque uno sforzo culturale e giuridico<\/strong>\u00a0per far riflettere almeno chi \u00e8 ancora disponibile a pensare sul fatto che l\u2019Occidente si vanta a ragione della sua nozione ampia della libert\u00e0 di espressione, ma ampia non significa senza limiti, e anche le vignette possono diventare strumento di quell\u2019intolleranza che \u00e8 il terreno su cui nascono la discriminazione e la persecuzione. Aiutiamo chi ne dubita a riflettere su come le vignette della stampa popolare nazista, che dipingevano gli ebrei con l\u2019occhio torvo e il naso adunco intenti a divorare bambini tedeschi, abbiano contribuito \u2013 e non poco \u2013 a creare un clima in cui molti in Germania hanno tacitamente approvato le leggi antisemite di Norimberga e le deportazioni.<\/p>\n<p><strong>Oppure sfogliamo la collezione di\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em><\/strong>\u00a0e prendiamo un esempio, e non scelgo quello ovvio della fin troppo famosa vignetta dove il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono raffigurati, con tutti i dettagli, impegnati in un rapporto a tre omosessuale. Dopo che un certo numero di militanti islamici sono stati massacrati in Egitto,\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em>\u00a0ha pubblicato una copertina dove vediamo un musulmano crivellato di colpi mentre cerca di difendersi facendosi scudo con il Corano. ll commento \u00e8: \u00abIl Corano \u00e8 una merda. Non ferma le pallottole\u00bb. Per spiegarsi meglio, il disegno raffigura un Corano dal sospetto e sgradevole colore marrone. Prendo questo esempio perch\u00e9 qualche giornale italiano lo ha riprodotto, esaltandone la fine ironia. Dal momento che qualcuno ora minaccia un\u2019edizione italiana di\u00a0<em>Charlie Hebdo<\/em>\u00a0mi chiedo che reazioni susciterebbe, sugli stessi giornali, una prossima copertina, la prima volta che la mafia ammazza un poliziotto o un giudice, con il Corano sostituito dalla Costituzione, e il commento: \u00abLa Costituzione \u00e8 una merda. Non ferma le pallottole\u00bb. Sarebbe disgustoso e da condannare senza se e senza ma, con sequestro del giornale in edicola? Certo che s\u00ec. Ma perch\u00e9 offendere gli italiani dovrebbe essere illecito e offendere i musulmani o i cristiani no?<\/p>\n<p><strong>Trovare il punto di equilibrio<\/strong>\u00a0giuridico fra libert\u00e0 di espressione e libert\u00e0 religiosa \u00e8 un esercizio difficile e serio. Non possiamo risolvere la questione n\u00e9 scrivendo intemperanze su Facebook n\u00e9 indossando una maglietta \u00abJe suis Charlie\u00bb. Capire quello che \u00e8 successo a Parigi senza essere Charlie: richiede riflessione e pacatezza, ma si deve e si pu\u00f2.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capire Parigi, senza essere Charlie di Massimo Introvigne12-01-2015 http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-capire-parigi-senza-essere-charlie-11476.htm Nel giorno in cui, dai capi di Stato ai calciatori, tutti sono Charlie, molti nostri lettori \u2013 che non sono Charlie neanche un po\u2019 \u2013 si saranno sentiti isolati, soli contro il mondo intero. Vorrei rassicurarli. Siamo in molti, probabilmente la maggioranza. 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