{"id":2428,"date":"2015-05-01T11:58:08","date_gmt":"2015-05-01T09:58:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2428"},"modified":"2015-05-01T11:58:08","modified_gmt":"2015-05-01T09:58:08","slug":"expo-2015-e-il-terzo-settore-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/expo-2015-e-il-terzo-settore-italiano\/","title":{"rendered":"Expo 2015 e il terzo settore italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"mbs fwn fcg\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;C&quot;}\">\n<div class=\"_5pcn fwb\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;;&quot;}\">di Padre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/giulio.albanese.75\/posts\/10205477666714523?fref=nf\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'https:\/\/www.facebook.com\/giulio.albanese.75\/posts\/10205477666714523?fref=nf', 'Giulio Albanese']);\" >Giulio Albanese<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"mtm _5pco\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<div id=\"id_55434a76afa2e4527671760\" class=\"text_exposed_root text_exposed\">\n<p><strong>EXPO 2015 e il Terzo Settore Italiano<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Expo rappresenta una grande opportunit\u00e0 di confronto su nuove politiche per la sicurezza alimentare. Detto questo, per\u00f2, <span class=\"text_exposed_show\">bisogna davvero vigilare! Per questa ragione, condivido pienamente le preoccupazioni del Forum del Terzo Settore che ha ribadito alcuni concetti vitali per il futuro dell&#8217;umanit\u00e0:<\/span><\/p>\n<div class=\"text_exposed_show\">\n<p>1. Il problema della fame e dello spreco alimentare sono patologie di un medesimo sistema economico che non funziona. Un sistema che considera il cibo come una merce, mentre invece \u00e8 un diritto essenziale per la vita delle persone. Il sistema va quindi profondamente cambiato.<\/p>\n<p>2. Si sottolinea con forza che questo sistema \u00e8 ingiusto e che quindi la prima questione da affrontare non \u00e8 l\u2019aumento della produzione ma una pi\u00f9 equa distribuzione del cibo tra i paesi e al loro interno. A tal fine occorre creare nuove democrazie alimentari come proposto dall\u2019ex rapporteur speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo, Olivier De Schutter. Il concetto di sicurezza alimentare deve quindi essere ridefinito in termini di sovranit\u00e0 alimentare, e cio\u00e8 devono essere innanzitutto le persone, le comunit\u00e0 locali, a decidere sulle modalit\u00e0 pi\u00f9 adeguate per garantire il diritto al cibo, favorendo in particolare le capacit\u00e0 di resilienza delle agricolture locali.<\/p>\n<p>3. Il concetto di democrazia alimentare richiede una migliore regolazione e una riduzione della concentrazione del potere di mercato che causa iniquit\u00e0 e che reitera il sistema consumistico e l\u2019accaparramento delle risorse essenziali, in primis terra, acqua e sementi. Democrazia alimentare significa quindi garantire il diritto alla terra dei contadini. Le riforme fondiarie continuano ad essere politiche essenziali.<\/p>\n<p>4. Il commercio di alimenti ha un ruolo da giocare laddove le agricolture locali non riescono a soddisfare i bisogni della popolazione. Il commercio dovrebbe favorire scambi locali e regionali prima che internazionali. La filiera corta dovrebbe essere favorita a quella lunga delle catene di valore internazionali. I regimi commerciali vanno quindi riformati e l\u2019Organizzazione Mondiale per il Commercio dovrebbe anteporre il diritto al cibo a quello del libero scambio.<\/p>\n<p>5. Sul commercio e sull\u2019andamento dei prezzi gioca inoltre un ruolo sempre pi\u00f9 importante la speculazione finanziaria attraverso i mercati borsistici e strumenti come i derivati che si scambiano anche al di fuori delle regolazioni ufficiali. Di conseguenza anche la finanza dovrebbe essere maggiormente regolata per eliminare le spinte speculative contrarie al diritto alla vita e che provocano le guerre del pane. L\u2019imposizione di una tassa sulle transazioni finanziare ad ampio spettro, soprattutto sui derivati e strumenti speculativi affini, dovr\u00e0 essere applicata in Europa, ma anche negli altri mercati internazionali, a livello globale.<\/p>\n<p>6. Le analisi mostrano come l\u2019agricoltura contadina sia oggi la principale fonte di alimentazione per le comunit\u00e0 locali. Il 75% della produzione alimentare per le comunit\u00e0 locali viene dall\u2019agricoltura familiare. Il suo ruolo fondamentale \u00e8 per\u00f2 minacciato dalla crescente pressione a favore dell\u2019industrializzazione agricola, dell\u2019accaparramento delle terre, dalla propriet\u00e0 esclusiva sulle sementi che vogliono imporre le grandi multinazionali, tra cui gli OGM, dall\u2019imposizione di catene del valore che rendono i contadini locali dipendenti da input esterni, dall\u2019erosione dei rendimenti agricoli a causa di un cambiamento climatico la cui principale responsabilit\u00e0 risiede nei modelli di produzione energifori.<\/p>\n<p>7. L\u2019agricoltura familiare \u00e8 importante per il suo ruolo di principale custode della biodiversit\u00e0, di produzioni tipiche, essenziale per la sostenibilit\u00e0 del sistema agro-alimentare. Un sistema che, invece, rischia di impoverirsi con le grandi monoculture legate solo al commercio internazionale.<\/p>\n<p>8. Occorre riconoscere il fondamentale ruolo della donna nell\u2019agricoltura e nell\u2019alimentazione. La donna \u00e8 la principale protagonista della produzione contadina familiare e della cura delle persone. Il diritto al cibo, alla terra e alle sue risorse, va quindi garantito innanzitutto alle donne, che devono essere messe nelle condizioni di poter esercitare potere.<\/p>\n<p>9. Il progresso scientifico e tecnologico non dovrebbe essere guidato dagli interessi di mercato ma dal principio della sovranit\u00e0 alimentare. La ricerca dovrebbe privilegiare la creazione di innovazioni orientate a sistemi di produzione agro-ecologici e a modelli di trasporto e distribuzione locali. L\u2019agricoltura contadina deve essere sostenuta nella creazione di mercati rurali-urbani efficienti e nel migliorare una produttivit\u00e0 eco sostenibile e che qui pu\u00f2 garantire la sicurezza alimentare nel lungo periodo.<\/p>\n<p>10. L\u2019innovazione dovrebbe concentrarsi su modelli di produzione appropriabili da parte dell\u2019agricoltura contadina per la riduzione di emissioni di carbonio in modo da diminuire l\u2019impatto dell\u2019agricoltura sul cambiamento climatico. Mentre dovrebbero essere rafforzate le misure di adattamento e mitigazione negli ambienti rurali.<\/p>\n<p>11. Di conseguenza gli investimenti pubblici e privati dovrebbero essere rivolti a favorire l\u2019agricoltura contadina e i sistemi agro-ecologici, imponendo nel contempo regole vincolanti, e non solo volontarie, sulla responsabilit\u00e0 sociale ed ambientale delle grandi imprese che continueranno a lavorare con i contadini.<\/p>\n<p>12. Infine \u00e8 necessaria una nuova politica alimentare mondiale capace di fermare la competizione tra stati-nazioni e loro agenzie nella corsa ad accaparrarsi risorse naturali sempre pi\u00f9 limitate e scarse. Una competizione a danno dell\u2019agricoltura familiare e che provoca nuovi conflitti. In particolare occorre rafforzare il ruolo e il potere del Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare delle Nazioni Unite, non solo nel monitorare la effettiva attuazione delle linee guida volontarie sui regimi fondiari e sugli investimenti responsabili in agricoltura, ma anche nel promuovere la loro obbligatoriet\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Padre\u00a0Giulio Albanese EXPO 2015 e il Terzo Settore Italiano &nbsp; Expo rappresenta una grande opportunit\u00e0 di confronto su nuove politiche per la sicurezza alimentare. Detto questo, per\u00f2, bisogna davvero vigilare! Per questa ragione, condivido pienamente le preoccupazioni del Forum del Terzo Settore che ha ribadito alcuni concetti vitali per il futuro dell&#8217;umanit\u00e0: 1. 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