{"id":2430,"date":"2015-05-02T14:47:40","date_gmt":"2015-05-02T12:47:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2430"},"modified":"2015-05-02T14:47:40","modified_gmt":"2015-05-02T12:47:40","slug":"child44","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/child44\/","title":{"rendered":"child44"},"content":{"rendered":"<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\">http:\/\/www.tempi.it\/child-44-chi-e-il-vero-mostro#.VUTGsfntmko<\/div>\n<div class=\"struttura\">\n<div class=\"post-head\">\n<h1>\u201cChild 44\u201d. Chi \u00e8 il vero mostro?<\/h1>\n<div class=\"socialsbigicons marginbottom10 floatleft\">\n<div class=\"socialsbigicons place marginbottom10\">\n<div id=\"social_icon_article_top\">\n<div class=\"fb_cont\">\n<div class=\"fb-share-button fb_iframe_widget\" data-href=\"http:\/\/www.tempi.it\/child-44-chi-e-il-vero-mostro\" data-layout=\"button\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"tw_cont\">DA TEMPI<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"published-on\">Maggio 1, 2015 Leone Grotti<\/div>\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Criticato in America, censurato da Mosca, arriva in Italia un film che racconta l\u2019Unione Sovietica post guerra. \u00abParadiso\u00bb per i comunisti, regno della menzogna nella cruda realt\u00e0. Dove l\u2019ideologia non \u00e8 diversa dal peggiore dei criminali<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"clr-both\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"clr-both\"><\/div>\n<div class=\"margintopbottom10 ads-article-top\"><\/div>\n<div class=\"post_content\">\n<p><em><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-224368\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/child-44-film.png?4bcd91\" alt=\"child-44-film\" width=\"642\" height=\"429\" \/>Articolo tratto dal settimanale Tempi in edicola (qui la <strong><a href=\"http:\/\/settimanale.tempi.it\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/settimanale.tempi.it\/', 'pagina degli abbonamenti']);\" target=\"_blank\">pagina degli abbonamenti<\/a><\/strong>) \u2013<\/em> \u00abRaisa, sono un mostro?\u00bb. La domanda a cui l\u2019agente della polizia politica sovietica Leo Demidov, protagonista di <em>Child 44<\/em> <em>\u2013 Il bambino numero 4<\/em>4, d\u00e0 libero sfogo solo verso la fine del film, ronza nelle orecchie e nella mente degli spettatori fin dalle prime scene. \u00c8 pi\u00f9 mostruoso un assassino psicopatico che massacra donne e bambini o un regime che costringe il suo stesso popolo a vivere ogni giorno nel terrore di arresti indiscriminati e nella menzogna, consapevole che prima o poi arriver\u00e0 anche \u00abil nostro turno\u00bb? Il limite della pellicola che \u00e8 uscita\u00a0il 30 aprile\u00a0nei cinema italiani \u2013 \u00e8 bene dirlo subito \u2013 \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 del regista Daniel Espinosa di amalgamare e intrecciare in un\u2019unica storia questi due terribili mali. Ma sarebbe ingeneroso bocciare frettolosamente il film tratto dall\u2019omonimo best seller di Tom Rob Smith, assecondando le critiche americane e inglesi, perch\u00e9 la pellicola offre pi\u00f9 di quanto non prometta.<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-224369 alignright\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/child-44-locandina.png?4bcd91\" alt=\"child-44-locandina\" width=\"212\" height=\"305\" \/>Child 44<\/em> \u00e8 la storia di un perfetto prodotto del sistema staliniano, l\u2019agente Demidov (Tom Hardy), che si trova suo malgrado coinvolto negli omicidi di uno dei pi\u00f9 efferati assassini della storia: Andrej Romanovic Cikatilo, passato alla storia come il \u201cMostro di Rostov\u201d. Dal 1978 e per 12 anni, il serial killer russo ha ucciso pi\u00f9 di 53 persone, tra donne e bambini. \u00c8 stato arrestato solo nel 1990 e giustiziato nel 1994. Se le ricerche furono tanto lente e inadeguate \u00e8 per via del clima ideologico che imperava in Unione Sovietica: gli omicidi erano considerati \u00abcomuni solo nelle edonistiche nazioni capitaliste\u00bb, mentre in quel mondo meraviglioso che era il comunismo non potevano avere luogo, visto che \u00abnon ci sono crimini in Paradiso\u00bb. Perch\u00e9, dunque, dare la caccia a un assassino che non poteva esistere?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da stupirsi se la distribuzione \u00e8 stata proibita in Russia, dove hanno accusato il film prodotto da Ridley Scott di dipingere l\u2019Unione Sovietica come una novella \u00abMordor\u00bb, l\u2019oscuro e malvagio paese di Sauron creato da Tolkien nel <em>Signore degli Anelli<\/em>. Quest\u2019anno Mosca celebra i 70 anni della liberazione della Berlino nazista da parte dell\u2019Armata rossa e Demidov, eroe e mostro, personaggio difficile da incasellare nello schema hollywoodiano \u201cbuono\/cattivo\u201d, \u00e8 un orfano che diventa senza particolari meriti eroe di guerra. Dopo una battaglia nella quale non si distingue per coraggio, \u00e8 a Demidov che viene chiesto di issare la bandiera rossa sul Reichstag a favore di macchine fotografiche e cineprese. La propaganda comunista far\u00e0 il resto e la sua carriera negli organi pi\u00f9 terribili e importanti del regime sar\u00e0 assicurata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-224367\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/child-44.png?4bcd91\" alt=\"child-44\" width=\"642\" height=\"431\" \/><strong>Come nei libri di Solzenicyn<\/strong><br \/>\nRitroviamo cos\u00ec nelle scene seguenti, Demidov agente della polizia sovietica, intento a fare il suo lavoro: applicare alla lettera e senza farsi troppe domande il terrore teorizzato per primo da Lenin. Nonostante il Mostro di Rostov abbia operato negli anni Ottanta, massacrando donne e bambini, il film trasporta i suoi omicidi indietro di circa 30 anni, al 1953, anno della morte di Stalin, narrando solo l\u2019uccisione dei fanciulli. Quando Mosca accusa la pellicola di \u00abinaccuratezza\u00bb, per\u00f2, non \u00e8 a queste licenze cinematografiche che fa riferimento. A dar fastidio \u00e8 la descrizione dei crimini commessi dalla polizia politica, che per\u00f2 sono tristemente documentati dai testimoni dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando Demidov e i suoi colleghi arrestano \u00abtraditori\u00bb in modo indiscriminato, mettono a soqquadro le loro case durante le perquisizioni, estorcono confessioni e nomi di \u00abcomplici\u00bb a suon di torture, li spediscono direttamente nei gulag o alla fucilazione senza processo, sembra di leggere il vivo racconto di Aleksandr Solzenicyn. Il grande dissidente russo, che ha fatto scoprire al mondo la realt\u00e0 dei lager sovietici, dove \u00e8 stato imprigionato per sei anni a partire dal 1945 per aver criticato Stalin in una lettera privata, ha vissuto sulla sua pelle la tragedia dell\u2019arresto, dell\u2019interrogatorio e della pena inflitta senza che ci fosse una colpa. Le sue parole sono dunque il modo migliore per descrivere ci\u00f2 che il film mostra fedelmente: \u00abL\u2019arresto!! Occorre dire che \u00e8 lo scompiglio di tutta la vostra vita? Che \u00e8 un vero fulmine che si abbatte su di voi? Che \u00e8 uno sconvolgimento spirituale inimmaginabile al quale non tutti possono assuefarsi e che spesso fa scivolare nella follia?\u00bb, scrive in <em>Arcipelago Gulag<\/em>. \u00ab\u00c8 fatta, siete arrestato. E voi non troverete altro da rispondere che un belato da agnello: \u201cI-io?? Perch\u00e9??\u201d. Ecco cos\u2019\u00e8, l\u2019arresto: un lampo accecante, una folgorazione che respinge istantaneamente il presente nel passato e fa dell\u2019impossibile un presente di pieno diritto\u00bb. E prosegue: \u00abL\u2019arresto tradizionale \u00e8, ancora, quando lo sciagurato \u00e8 stato portato via e la brutalit\u00e0 d\u2019una schiacciante forza estranea spadroneggia nel vostro appartamento per molte ore. Che sfonda, sventra, strappa quanto \u00e8 attaccato ai muri, butta per terra il contenuto degli armadi e dei tavoli, scuote, sparpaglia, lacera, montagne di cianfrusaglie per terra e lo scricchiolio sotto gli stivali. Nel corso di una perquisizione nulla \u00e8 inviolabile. Quando fu arrestato il macchinista di locomotive Inosin, la bara d\u2019un suo bambino appena morto era nella camera. I giuristi gettarono il bambino fuori dalla bara e si misero a cercare anche l\u00e0 dentro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 sempre bisogno di \u00abpurgare\u00bb<\/strong><br \/>\nIl film non cita l\u2019esempio di Inosin ma mostra, scena dopo scena, la stessa violenza degli arresti indiscriminati che negli anni dell\u2019Unione Sovietica hanno portato in carcere decine di milioni di persone. \u00c8 vano criticare il film affermando che nel 1953 la furia degli arresti si stava placando. Infatti, continua Solzenicyn, se \u00e8 vero che ci furono anni in cui la polizia politica operava con maggiore zelo (1919-1920, \u201929-\u201930, \u201937-\u201938, \u201944-\u201946), non si pu\u00f2 negare che la \u00abfiumana\u00bb di arresti, \u00abVolga del dolore di un popolo\u00bb, \u00absi esercit\u00f2 costantemente\u00bb e che \u00abi canali delle prigioni non rimanevano mai vuoti. Il sangue, il sudore e l\u2019urina ai quali eravamo ridotti a forza di essere spremuti vi sgorgavano di continuo\u00bb.<\/p>\n<p>Il motivo di tanto insensato accanimento \u00e8 semplice, ed \u00e8 stato lo stesso Lenin a metterlo nero su bianco nel 1917: c\u2019\u00e8 sempre bisogno di \u00abpurgare la terra russa da ogni sorta di insetti nocivi\u00bb, perch\u00e9 \u00abin quale quartiere d\u2019una grande citt\u00e0, in quale fabbrica, in quale villaggio non vi sono sabotatori che si definiscono intellettuali?\u00bb. Demidov e i suoi uomini sono sempre stati convinti che i \u00abtraditori\u00bb fossero \u00abinsetti\u00bb e come tali li trattavano. Almeno fino a quando uno dei tanti innocenti arrestati scrive nella lista dei suoi \u00abcomplici\u00bb il nome di Raisa (Noomi Rapace), la moglie di Demidov.<\/p>\n<p>Per testare la sua fedelt\u00e0, il maggiore dell\u2019Mgb Kuzmin, interpretato da Vincent Cassel, chiede a Demidov di indagare sulla moglie. Il discorso con cui Kuzmin fa capire al suo sottoposto che, quando si tratta di scovare un \u00abtraditore\u00bb, non bisogna guardare in faccia niente e nessuno, riecheggia la famosa poesia lapidaria di Majakovskij, che non lascia spazio a repliche: \u00abChi oggi non canta con noi\/ \u00e8 contro\/ di noi!\u00bb. Quando l\u2019ingiustizia del sistema staliniano tocca la vita personale di Demidov, il protagonista comincia a cambiare. Dubita anche di Raisa, investiga su di lei e quando scopre che \u00e8 innocente, sprofonda in un dilemma: arrestarla, condannandola a morte, oppure opporsi, attirandosi l\u2019ira del sistema.<\/p>\n<p>Lui sa infatti che, come descriveva Solzenicyn, \u00abl\u2019istruttoria non \u00e8 quasi mai stata fatta per appurare la verit\u00e0, ma \u00e8 consistita soltanto in una inevitabile sporca procedura: la persona poco prima libera, a volte fiera, sempre impreparata, doveva essere piegata, trascinata attraverso una stretta conduttura dove i ganci dell\u2019armatura le avrebbero dilaniato i fianchi, dove le sarebbe mancato il respiro, tanto da costringerla a supplicare di uscirne all\u2019altra estremit\u00e0\u00bb, dove la avrebbero attesa i gulag. Demidov, per la prima volta, sceglie la verit\u00e0 contro la menzogna, innescando conseguenze imprevedibili. Non solo viene allontanato dalla bella vita che conduceva a Mosca e spedito con la moglie a Volsk, desolato avamposto negli Urali, \u00abuna specie di palude sporca, spettrale e inquinata\u00bb. Ma la sua coscienza sembra diventare sempre pi\u00f9 refrattaria alla posticcia verit\u00e0 ufficiale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando a Volsk si scontra con il cadavere di un bambino evidentemente assassinato, non pu\u00f2 non tornare con la mente a un caso simile che aveva veduto a Mosca. Allora era stato torturato e ucciso il figlio di un agente della polizia politica suo collega, Alexei Andreyev, e proprio a Demidov era stato assegnato l\u2019ingrato compito di andare a spiegargli che, contro tutte le prove raccolte, suo figlio non era stato ucciso ma era morto perch\u00e9 \u00abinvestito da un treno\u00bb. Quando il protagonista scopre che negli ultimi anni decine di bambini sono stati assassinati allo stesso modo, non si accontenta pi\u00f9 del solito ritornello (\u00abNon ci sono crimini in Paradiso\u00bb), ma decide di indagare. Il suo tentativo riesce a scuotere anche la coscienza del capo della polizia di Volsk, Mikhail Nesterov, ben interpretato da Gary Oldman, che accetter\u00e0 di aiutarlo, togliendosi di dosso \u00abla camicia di forza etica ed emotiva\u00bb che per tutta la vita era stato costretto dal regime a indossare. La caccia al serial killer Cikatilo (Paddy Considine), come in una specie di battaglia per la redenzione, porta Demidov, Raisa e Nesterov a combattere contro l\u2019Mgb, che nella persona dello spietato Vasili (Joel Kinnaman) pretende di insabbiare tutto.<\/p>\n<p><em>Child 44<\/em> non ha sbancato il botteghino all\u2019estero. Con un cast di tutto rispetto, e 44 milioni di dollari di investimento, finora ne ha incassati meno di quattro, anche se al film non manca nulla: azione, sparatorie, inseguimenti, intrighi politici, storie d\u2019amore. Un punto debole \u00e8 sicuramente la presenza di qualche scena abborracciata e mal inserita nello svolgimento della trama, difetto forse dettato dalla volont\u00e0 del regista Espinosa di non escludere nessuna delle belle pagine del romanzo da cui \u00e8 tratto il film. Ma \u00e8 una pecca su cui vale la pena sorvolare. Perch\u00e9 di storie capaci di descrivere in modo crudo, realistico e storicamente corretto il dramma quotidiano del popolo russo sotto il regime comunista, non se ne vedono spesso.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 un eroe senza macchia<\/strong><br \/>\nInoltre, e non \u00e8 poco, il protagonista non viene ridotto a macchietta: non \u00e8 il male assoluto, ma neanche il bene incarnato, e non \u00e8 neppure il cattivo che d\u2019improvviso diventa buono o l\u2019eroe di guerra secondo la propaganda che diventa paladino del popolo martoriato.<\/p>\n<p>Leo Demidov \u00e8 per\u00f2 la dimostrazione che l\u2019uomo non \u00e8 destinato a soccombere. Quando la moglie Raisa, dopo aver capito che \u00e8 intenzionato a scovare il Mostro di Rostov, gli chiede: \u00abSai cosa ottengono le persone che pretendono la verit\u00e0 da queste parti?\u00bb. Lui risponde: \u00abNoi siamo gi\u00e0 morti\u00bb. Non esattamente una frase carica di ideali. Ma come ricordava ancora Solzenicyn, forse sarebbe bastato questo disperato sussulto di coscienza o di tragico realismo per evitare al popolo russo la prolungata dominazione sovietica. \u00abAnche in piena epidemia di arresti, quando ognuno dava l\u2019addio alla famiglia uscendo di casa per recarsi al lavoro, perch\u00e9 non poteva avere la certezza di tornare la sera\u00bb, scrive il grande dissidente, nessuno protestava e tutti si consegnavano in silenzio. Perch\u00e9? \u00abAi russi manc\u00f2 l\u2019amore alla libert\u00e0. E, ancora prima di questo, la coscienza della reale situazione. Ci siamo affrettati a sottometterci, ci siamo sottomessi con piacere. Abbiamo semplicemente meritato tutto\u00bb. Demidov, pur di salvare sua moglie, non si \u00e8 sottomesso. Ma questo non pu\u00f2 bastare a trasformarlo in un eroe senza macchia. E non pu\u00f2 impedirgli di rivolgere a se stesso quella domanda che lo stesso assassino di Rostov gli ha suggerito: \u00abChi \u00e8 il vero mostro?\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p>Leggi di Pi\u00f9: <a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/child-44-chi-e-il-vero-mostro#ixzz3Yz7DpRhU\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/child-44-chi-e-il-vero-mostro#ixzz3Yz7DpRhU', '\u201cChild 44\u201d. Chi \u00e8 il vero mostro? | Tempi.it']);\" >\u201cChild 44\u201d. Chi \u00e8 il vero mostro? | Tempi.it<\/a><br \/>\nFollow us: <a href=\"http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rw?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=Tempi_it\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rw?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=Tempi_it', '@Tempi_it on Twitter']);\" target=\"_blank\">@Tempi_it on Twitter<\/a> | <a href=\"http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rf?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=tempi.it\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rf?id=cayXBevJur4z9Yacwqm_6l&amp;u=tempi.it', 'tempi.it on Facebook']);\" target=\"_blank\">tempi.it on Facebook<\/a><\/div>\n<div class=\"struttura\"><img src=\"http:\/\/pad.mymovies.it\/filmclub\/2013\/12\/115\/imm.jpg\" alt=\"Locandina Child 44 - Il bambino n. 44\" \/><\/div>\n<div class=\"struttura\">http:\/\/www.mymovies.it\/film\/2014\/child44\/<\/div>\n<div class=\"struttura\"><\/div>\n<div class=\"struttura\">\n<div id=\"recensione\">\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td rowspan=\"2\" valign=\"top\">\n<div><\/div>\n<p>Nella Russia sovietica non esiste il crimine e l&#8217;ordine \u00e8 mantenuto dalla MGB, polizia segreta e paranoica che sospetta tutti e arresta soltanto innocenti. Leo Demidov \u00e8 un ufficiale efficiente agli ordini del Maggiore Kuzmin che ha deciso di archiviare come incidente la morte di un ragazzino violato e strangolato da uno psicopatico. Perplesso ma adempiente, Leo esegue il suo dovere e il volere del suo superiore. Ma un secondo caso lo convince presto a indagare, trasformandolo da predatore in preda. Le cose a casa non vanno meglio, Ra\u00efssa, moglie e insegnante, lo ha sposato per paura e lo disprezza per i suoi metodi. In un clima di terrore crescente, in cui indisturbato agisce un omicida seriale di bambini, Leo e Ra\u00efssa scopriranno le falle del Sistema e troveranno un nuovo equilibrio sentimentale.<br \/>\nTrasposizione del romanzo omonimo di Tom Rob Smith, <em>Child 44<\/em> \u00e8 un thriller paranoico che combina con efficacia storia e cronaca. Da una parte la Russia socialista a un passo dalla morte di Stalin, dall&#8217;esecuzione di B\u00e9rija, capo della polizia segreta sovietica, e dall&#8217;investitura di Nikita Chru\u0161c\u00ebv, dall&#8217;altra, dislocati negli anni Cinquanta, gli efferati delitti del &#8220;mostro di Rostov&#8221;, che tra il 1978 e il 1992 assassin\u00f2 cinquantadue persone.<br \/>\nDuro e realistico, <em>Child 44<\/em> fiuta le tracce, esplora le correlazioni, &#8216;unisce i puntini&#8217; e frequenta i bassi fondi del regime totalitario sovietico, impegnato in superficie a dare una bella immagine di s\u00e9, un&#8217;immagine rassicurante. Interdetto sugli schermi russi per &#8220;alterazione dei fatti storici&#8221;,<em>Child 44<\/em> condivide con lo spettatore il terrore di un popolo governato da un sistema retto sulla menzogna e sulla mistificazione ideologica. Delazione, arresti arbitrari, torture, esecuzioni sommarie, propaganda antioccidentale, spionaggio, non manca davvero nulla nel film di Daniel Espinosa, che elegge a protagonista un ufficiale compromesso con la dittatura stalinista per risolvere un intrigo che \u00e8 insieme criminale e politico. A ragione di questo il film non apre sul rinvenimento di un corpo o su uno degli elementi dell&#8217;inchiesta ma ripercorre la scalata al potere di Leo Demidov, personaggio cruciale che lega differenti archi narrativi: il contesto socio-politico, l&#8217;investigazione poliziesca e la biografia dell&#8217;eroe. Il film \u00e8 svolto lungo un percorso lineare, ma mai prevedibile, che mescola e converge nell&#8217;epilogo &#8216;infangato&#8217; i tre soggetti.<br \/>\nSenza digressioni, il <em>treno<\/em> di Espinosa procede rapido, producendo una suspense implacabile da cui \u00e8 possibile scampare solo saltando in corsa alla maniera di Tom Hardy e Noomi Rapace. Affiancati da Vincent Cassel, Jason Clarke e Gary Oldman, che nell&#8217;esilio del suo ufficiale crea ancora una volta un personaggio che si fa ricordare per come \u00e8 abile nel non farsi notare, Tom Hardy e Noomi Rapace confermano la faccia di cuoio, la potenza fisica e le cicatrici interiori. Improntate le rispettive carriere sul gesto virile, lo gratificano attraverso l&#8217;azione e lo innescano dentro un mondo dominato dal sospetto e dal complotto, dove ogni sguardo cela una minaccia e ogni sorriso un&#8217;insidia. Un mondo manicheo, ma in apparenza, perch\u00e9 poi scopriamo che i buoni lavorano per i cattivi e viceversa che qualche cattivo finisce per collaborare coi buoni. Non ci si pu\u00f2 fidare di nessuno, mai. E in questa atmosfera fredda e opprimente, in questa societ\u00e0 a fiducia zero, opaca e piena di angoli bui, si muovono un killer seriale e la sua nemesi, pieni di soprassalti, dubbi, sussulti. Come se per l&#8217;uno fosse l&#8217;unica possibile, come se per l&#8217;altro non fosse pi\u00f9 possibile.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.tempi.it\/child-44-chi-e-il-vero-mostro#.VUTGsfntmko \u201cChild 44\u201d. Chi \u00e8 il vero mostro? DA TEMPI Maggio 1, 2015 Leone Grotti Criticato in America, censurato da Mosca, arriva in Italia un film che racconta l\u2019Unione Sovietica post guerra. \u00abParadiso\u00bb per i comunisti, regno della menzogna nella cruda realt\u00e0. Dove l\u2019ideologia non \u00e8 diversa dal peggiore dei criminali Articolo tratto dal settimanale &#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/child44\/\">Leggi ancora<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":2283,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2430"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2431,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2430\/revisions\/2431"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}