{"id":2736,"date":"2016-02-08T12:17:10","date_gmt":"2016-02-08T11:17:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2736"},"modified":"2016-02-08T12:17:10","modified_gmt":"2016-02-08T11:17:10","slug":"il-bilancio-irrilevante-della-parentesi-giuliano-pisapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/il-bilancio-irrilevante-della-parentesi-giuliano-pisapia\/","title":{"rendered":"il bilancio irrilevante della parentesi giuliano pisapia"},"content":{"rendered":"<div class=\"top_heading\">\n<ul class=\"post-categories\">\n<li><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/category\/politica\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/category\/politica', 'POLITICA']);\" rel=\"category tag\">POLITICA<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div id=\"post-247920\" class=\"post\">\n<div class=\"post-head\">\n<h1>Il bilancio irrilevante della parentesi Giuliano Pisapia<\/h1>\n<div class=\"published-on\">Febbraio 6, 2016 Rodolfo Casadei<\/div>\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Dal 2011 a oggi i suoi \u201carancioni\u201d sono riusciti solo a\u00a0prendersi i meriti di progetti altrui (gli stessi che spesso contestavano quando erano all\u2019opposizione). Per il resto, boom di tasse, record di multe e tanta ideologia<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"clr-both\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post_content\">\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-247923 size-full\" src=\"http:\/\/cdn.tempi.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/pisapia.jpg?4df021\" alt=\"\" width=\"642\" height=\"427\" \/><\/p>\n<p><em>Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla <strong><a href=\"http:\/\/settimanale.tempi.it\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/settimanale.tempi.it\/', 'pagina degli abbonamenti']);\" target=\"_blank\">pagina degli abbonamenti<\/a><\/strong>) \u2013<\/em> A sentire i candidati alle primarie del centrosinistra per l\u2019elezione del sindaco di Milano, dopo cinque anni di cura Pisapia la citt\u00e0 manzoniana \u00e8 una specie di capitale scandinava che ha bisogno solo di qualche ritocco per assurgere all\u2019empireo delle utopie del XXI secolo. Per Francesca Balzani, assessore al Bilancio nella giunta uscente, il futuro \u00e8 \u00abgratuit\u00e0 di tutti i mezzi pubblici di superficie\u00bb; per Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali, \u00e8 una citt\u00e0 a \u00abemissioni zero\u00bb nella quale la semi-periferica via Soderini ospiter\u00e0 una \u00abCasa della Letteratura e del Sapere\u00bb; per l\u2019ex commissario di Expo ed ex direttore generale del Comune ai tempi della giunta di centrodestra di Letizia Moratti, Giuseppe Sala, il futuro \u00e8 la riapertura dei Navigli alla navigazione fluviale. La realt\u00e0 \u00e8 che dopo cinque anni di giunta arancione i milanesi si ritrovano con una citta pi\u00f9 povera, pi\u00f9 inquinata, pi\u00f9 sporca, meno sicura e pi\u00f9 tartassata.<\/p>\n<p>Tartassata nel senso che buona parte della giornata del milanese \u00e8 dedicata a schivare le tasse, gabelle e sanzioni con cui Pisapia svuota quotidianamente le sue tasche: addizionali applicate sempre con l\u2019aliquota massima, ambulanti ed esercizi commerciali che utilizzano il suolo pubblico massacrati, ticket d\u2019ingresso per l\u2019auto in centro (la famosa \u201carea C\u201d) persino per i residenti, strisce blu per il parcheggio a pagamento anche nell\u2019estrema periferia, record intergalattico di multe con l\u2019autovelox. La voracit\u00e0 degli Arancioni \u00e8 documentata in un grafico elaborato dal consigliere comunale di opposizione Matteo Forte (Polo dei milanesi): dai 631 milioni annui di euro di tasse comunali dell\u2019era Moratti si \u00e8 saliti ai 1.300 milioni attuali, cio\u00e8 pi\u00f9 del doppio.<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-5675438678059202\" data-ad-slot=\"2552114109\"><\/ins>Le imposte sugli immobili attualmente valgono 716 milioni di euro contro i 311 precedenti; quelle sui rifiuti 306 milioni contro i 195 precedenti; quelle per l\u2019occupazione di suolo pubblico 62 milioni contro i 29 precedenti. La Moratti non applicava l\u2019addizionale Irpef, Pisapia s\u00ec, e porta a casa 180,5 milioni di euro. L\u2019ingresso a Palazzo Marino del nuovo sindaco \u00e8 stato festeggiato con l\u2019aumento del biglietto dei mezzi pubblici, passato in un batter di ciglia da 1 a 1,5 euro, primo esempio in Italia di aumento del titolo di viaggio del 50 per cento in un colpo solo. Quindi il surreale capitolo delle contravvenzioni inflitte agli autoveicoli: a Milano viene staccata una multa ogni 9 secondi, e solo nei primi nove mesi del 2015 si sono accumulati verbali d\u2019infrazione per la stratosferica cifra di 380 milioni di euro. L\u2019ultimo dato disponibile relativo al numero delle contravvenzioni riguarda il 2014 e indica un totale di 3,4 milioni di multe, quasi tre a testa per ogni residente meneghino, neonati e ultranovantenni compresi. Di queste multe 2,4 milioni sono state comminate tramite telecamera, in un crescendo orwelliano che ha spostato dalle istituzioni alle strade gli imperativi di Michel Foucault: sorvegliare e punire. Le multe sono aumentate di un milione nel giro di un solo anno, da 2,4 a 3,4 milioni, perch\u00e9 sono state introdotte nuove telecamere. Assessore alla sicurezza e comandante dei vigili si sono difesi da critiche e ironie con lo spudorato argomento che disseminare il territorio di autovelox ha permesso di salvare numerose vite umane. Per poter dire questo hanno messo a raffronto il numero degli incidenti mortali del 2014 a Milano (33) non con quello degli anni immediatamente precedenti, ma con i 73 del 2008. Secondo il rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali a Milano, nel 2014 le vittime della strada sono state 42 contro le 32 dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p><strong>La strage delle imprese<\/strong><br \/>\nPisapia-Balzani-Majorino hanno incassato di pi\u00f9 della precedente amministrazione di centrodestra e hanno speso molto di pi\u00f9. Sono sempre i grafici di Matteo Forte a istruirci: la spesa comunale \u00e8 passata da 2,2 a 3 miliardi di euro annui. Tutti soldi spesi bene? Non sempre. Per esempio si potrebbe discutere del patrocinio al<strong><a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/casa-dei-diritti-milano-spettacoli-sadomaso#.VrS007nhD5Y\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.tempi.it\/casa-dei-diritti-milano-spettacoli-sadomaso#.VrS007nhD5Y', 'Pride Week Lgbt del 2014']);\" target=\"_blank\">Pride Week Lgbt del 2014<\/a><\/strong>, comprensivo di una lezione gratuita di \u201cbondage, disciplina dominazione, sadismo e masochismo\u201d presso la Casa dei Diritti. O del fatto che anche dopo i tagli che hanno fatto litigare l\u2019assessore Balzani con tutti i suoi colleghi le spese per beni e servizi di rappresentanza del Comune di Milano sono rimaste ben superiori a quelle del Comune di Roma (125 mila euro contro 92 mila).<\/p>\n<p>Sicuramente la spesa comunale non ha aiutato l\u2019economia cittadina. Niccol\u00f2 Mardegan, candidato sindaco della lista civica NoixMilano, spiega che \u00abnel quinquennio dell\u2019amministrazione Pisapia 9 mila imprese hanno abbandonato Milano, 20 mila attivit\u00e0 commerciali hanno abbassato le serrande. Questo \u00e8 anche conseguenza delle addizionali e degli aumenti di tasse come quelle per l\u2019occupazione di suolo pubblico che hanno colpito gli ambulanti e certi esercizi commerciali. Con aumenti del 300 per cento che hanno voluto dire anche 2.000 euro in pi\u00f9 di costi al mese, ci sono imprese che non hanno rinnovato contratti ai dipendenti o non li hanno potuti trasformare in contratti di lavoro dipendente. E nelle periferie l\u2019amministrazione non ha fatto di meglio. Non ha costruito e assegnato nessun nuovo alloggio\u00bb.<\/p>\n<p>A Milano la questione delle case popolari \u00e8 motivo di rossore sia per il Comune che per la Regione. In una citt\u00e0 con 26 mila famiglie in lista d\u2019attesa per l\u2019assegnazione di un alloggio, 9.500 unit\u00e0 residenziali sono ufficialmente sfitte: 3.000 comunali e 6.500 di competenza dell\u2019Aler, l\u2019indebitatissima societ\u00e0 regionale che le ha in gestione. Devono essere ristrutturate e assegnate, ma in buona parte sono occupate da abusivi. Nel 2014 le case occupate erano stimate a 3.500, adesso probabilmente sono qualche centinaio in pi\u00f9, gestite da racket criminali italiani e stranieri, e in alcuni casi dai centri sociali, utili idioti della criminalit\u00e0 quando si interpongono fra le forze dell\u2019ordine e gli abusivi in occasione degli sgomberi. Nei cinque anni dell\u2019amministrazione Pisapia la giunta non \u00e8 riuscita nemmeno a regolarizzare la posizione del Leoncavallo, il centro sociale che da 40 anni occupa abusivamente stabili privati nella zona del Casoretto e che nel 2011 fece campagna per il candidato sindaco arancione. Figuriamoci tutto il resto.<\/p>\n<p>S\u00ec, l\u2019amministrazione arancione in questi anni ha tagliato il nastro di alcuni progetti di housing sociale, cio\u00e8 piccoli appartamenti dati in affitto a prezzo calmierato a singoli e coppie che si impegnano a svolgere determinate attivit\u00e0 socio-assistenziali nel quartiere. Ma c\u2019\u00e8 un dettaglio: erano tutti progetti gi\u00e0 avviati dalla giunta Moratti, quando era assessore all\u2019urbanistica Carlo Masseroli.<\/p>\n<p><strong>Grazie Letizia<\/strong><br \/>\nE qui si aggancia l\u2019altra grande constatazione critica sull\u2019operato della squadra Pisapia: quasi tutto quel che di buono ha fatto in cinque anni, quasi tutte le realizzazioni visibili e tangibili, altro non sono che l\u2019esecuzione di progetti che il centrodestra aveva iniziato e avrebbe portato a compimento se la Moratti fosse stata rieletta. E alcuni dei quali erano stati osteggiati dalla sinistra quando era all\u2019opposizione. Esemplare a questo riguardo la risposta che il sindaco ha dato nel dicembre scorso, al culmine della crisi delle polveri sottili nell\u2019aria di Milano, a proposito delle misure strutturali messe in campo dalla sua amministrazione: \u00abArea C, la diffusione del car sharing e del bike sharing anche con bici e auto elettriche, il potenziamento dei mezzi pubblici, una nuova linea del metr\u00f2 e l\u2019avvio dei lavori di un\u2019altra, la quinta. Le Zone col limite di velocit\u00e0 a 30 chilometri orari e le aree pedonali. Il teleriscaldamento negli uffici pubblici e in oltre 100 mila case. Dal 2011, Milano ha 3 milioni di metri quadrati di verde in pi\u00f9 e risparmia il 52 per cento di energia grazie alla sostituzione a Led dell\u2019illuminazione pubblica\u00bb. Tranne il car sharing e il limite di velocit\u00e0 ai 30 all\u2019ora (la cui utilit\u00e0 per il contenimento dell\u2019inquinamento atmosferico si stenta a comprendere, mentre si capisce che sar\u00e0 fonte di nuove entrate da multe stradali), tutte le altre iniziative rappresentano l\u2019esecuzione di programmi gi\u00e0 iniziati o gi\u00e0 approvati dalla giunta Moratti, o novit\u00e0 innestate sull\u2019infrastruttura realizzata dal centrodestra.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso dell\u2019area C, inutilissima in termini di contenimento dell\u2019inquinamento ambientale ma utile a far cassa coi ticket di accesso, la cui operativit\u00e0 \u00e8 stata resa possibile dall\u2019infrastruttura di telecamere, rilevatori e segnaletica stradale realizzata dalla giunta precedente ai tempi dell\u2019Ecopass. Le linee 4 e 5 della metropolitana milanese sono state decise e messe a bilancio dalle giunte Albertini e Moratti, il teleriscaldamento dalla Moratti, e la maggior parte dei 3 milioni di metri quadrati di verde che Pisapia vanta provengono dalle trasformazioni urbanistiche che hanno dato vita a City Life nell\u2019area del Portello e al Progetto Porta Nuova in zona Garibaldi-Melchiorre Gioia, due progetti ferocemente osteggiati dalla sinistra quando era all\u2019opposizione. Anche il recupero della darsena dei Navigli \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 delle giunte Albertini e Moratti.<\/p>\n<p>La giunta arancione non \u00e8 stata capace di pensare nessun nuovo progetto. Ha eseguito quelli pensati e avviati da altri e si \u00e8 presa il merito. L\u2019unica cosa che voleva fare di suo, la riqualificazione degli 1,2 milioni di metri quadrati di ex scali ferroviari della citt\u00e0 (principalmente Porta Romana e lo scalo Farini, pi\u00f9 binari inutilizzati di Porta Genova, San Cristoforo, Lambrate, Rogoredo e Breda), l\u2019ha clamorosamente toppata, non riuscendo a far passare in Consiglio la delibera di ratifica del nuovo accordo di programma con Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato che avrebbe avviato la riqualificazione. La quale sarebbe partita cinque anni fa, se nel 2011 Pisapia non avesse vinto le elezioni. La nuova giunta bocci\u00f2 il Piano di governo del territorio che quella precedente aveva appena varato, e che avrebbe reso possibile non solo la riqualificazione degli ex scali, ma coi proventi dell\u2019operazione anche il finanziamento di una metropolitana di superficie che, sfruttando i binari gi\u00e0 presenti, sarebbe diventata una Circle Line con le stesse funzioni di quelle esistenti a Madrid, Londra e Berlino.<\/p>\n<p><strong>Tempo e risorse buttati<\/strong><br \/>\nIncapace di votare una delibera strategica come quella che avrebbe dato il via alla riqualificazione di una fetta enorme di citt\u00e0, la maggioranza consiliare dell\u2019amministrazione Pisapia ha perso tempo e sprecato risorse per progetti di alto contenuto ideologico e di nessuna utilit\u00e0: il registro delle unioni civili, al quale oggi risulta iscritto lo 0,069 per cento dei residenti, e il registro del testamento biologico, al quale risulta iscritto lo 0,051 per cento dei residenti. Tempo sprecato che si sarebbe potuto spendere per dare un contributo ai problemi della sicurezza a Milano, se \u00e8 vero come afferma Corrado Passera, candidato sindaco dell\u2019omonima lista, che in citt\u00e0 \u00abil numero dei processi penali \u00e8 aumentato del 7 per cento dal 2011 al 2014, le truffe del 68 per cento, le rapine dell\u20198,8 per cento, le estorsioni del 51,8 per cento, i furti del 2,2 per cento\u00bb.<\/p>\n<p>Commenta Luca Del Gobbo, Ncd, neo-assessore regionale all\u2019Universit\u00e0 e alla ricerca e promotore di una \u201cmanifesto anti-Pisapia\u201d: \u00abMilano in questi ultimi cinque anni non \u00e8 stata governata da una coalizione, ma da una semplice aggregazione elettorale vincente per\u00f2 non in grado di governare a causa dei dissensi interni. Ha vissuto nell\u2019ordinaria amministrazione, realizzando quello che altri avevano cominciato\u00bb.<\/p>\n<p><span class=\"twitter_author_account\"><a href=\"http:\/\/twitter.com\/RodolfoCasadei\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/twitter.com\/RodolfoCasadei', '@RodolfoCasadei']);\" target=\"_blank\">@RodolfoCasadei<\/a><\/span><em>Foto Ansa<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>POLITICA Il bilancio irrilevante della parentesi Giuliano Pisapia Febbraio 6, 2016 Rodolfo Casadei Dal 2011 a oggi i suoi \u201carancioni\u201d sono riusciti solo a\u00a0prendersi i meriti di progetti altrui (gli stessi che spesso contestavano quando erano all\u2019opposizione). 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