{"id":2779,"date":"2016-03-30T13:55:35","date_gmt":"2016-03-30T11:55:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2779"},"modified":"2016-03-30T13:55:35","modified_gmt":"2016-03-30T11:55:35","slug":"20-anni-fa-il-massacro-dei-trappisti-di-thibirine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/20-anni-fa-il-massacro-dei-trappisti-di-thibirine\/","title":{"rendered":"20 anni fa il massacro dei trappisti di Thibirine"},"content":{"rendered":"<div class=\"page-header\">\n<h2>20 anni fa il massacro dei trappisti di Thibirine<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"icons\">\u00a0http:\/\/www.allaquerciadimamre.it\/religioni\/cristianesimo\/729-20-anni-fa-il-massacro-dei-trappisti-di-thibirine<\/div>\n<dl class=\"article-info muted\">\n<dt class=\"article-info-term\"><\/dt>\n<dd class=\"category-name\">Categoria: <a href=\"http:\/\/www.allaquerciadimamre.it\/religioni\/cristianesimo\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.allaquerciadimamre.it\/religioni\/cristianesimo', 'Cristianesimo']);\" >Cristianesimo<\/a><\/dd>\n<dd class=\"published\"><time datetime=\"2016-03-26T11:03:24+01:00\">Pubblicato: 26 Marzo 2016<\/time><\/dd>\n<\/dl>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.allaquerciadimamre.it\/images\/religioni\/cristianesimo\/tib.jpg\" alt=\"tib\" width=\"770\" height=\"462\" \/><\/p>\n<p><em><strong>\u201cSe mi capitasse un giorno di essere vittima del terrorismo\u2026<\/strong> vorrei che la mia comunit\u00e0, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e all\u2019Algeria\u201d.<\/em> E\u2019 il testamento spirituale di padre Christian de Cherg\u00e9, uno dei sette monaci trappisti assassinati 20 anni fa dai fondamentalisti islamici del Gia. I sette monaci furono sequestrati nel loro monastero a Thibirine nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 1996 e successivamente barbaramente uccisi. Un mese dopo, l&#8217;atto criminale venne rivendicato dal capo dei Gruppi islamici armati (GIA), Djamel Zitouni. Nel comunicato proponeva alla Francia uno scambio di prigionieri. Il mese successivo un secondo comunicato dei GIA annunciava la morte dei sette:\u00a0<em>\u201cAbbiamo tagliato la gola ai monaci\u201d.<\/em> Era il 21 maggio. Nove giorni dopo vennero ritrovate presso il monastero le teste dei sette monaci decapitate, senza i corpi.\u00a0Questi fratelli venivano da diversi monasteri francesi. Dunque, hanno dovuto imparare a vivere insieme. La cosa pi\u00f9 importante e drammatica della loro esperienza prima dell&#8217;uccisione, \u00e8 stata l\u2019incursione dei ribelli nel Natale 1993. Gli uomini armati poi sono andati via, ma l\u2019esperienza di paura e la consapevolezza del rischio della morte, ha sollevato nei monaci un senso di<em> \u201cessere insieme\u201d<\/em> davanti al pericolo. Cos\u00ec, nei tre anni seguenti hanno costruito una comunit\u00e0 fondata sul desiderio di restare e testimoniando la bellezza di Dio.<\/p>\n<p><strong>Un generale francese in pensione,<\/strong> Fran\u00e7ois Buchwalter, addetto militare in Algeria all&#8217;epoca della strage, raccont\u00f2 ai giudici un&#8217;altra versione. Secondo la sua testimonianza i monaci furono falciati dai colpi di mitragliatore sparati da un elicottero dell&#8217;esercito algerino; dall&#8217;alto erano stati scambiati per jihadisti. Resisi conto dell&#8217;errore, i militari allestirono una macabra messa in scena, decapitarono i religiosi e fecero sparire i loro corpi, crivellati di proiettili in dotazione dell&#8217;esercito. Quindi attribuirono la responsabilit\u00e0 del massacro al GIA. Nella sua sofferta deposizione il generale Buchwalter confessava di disubbidire all&#8217;ordine del silenzio che i suoi superiori gli avevano imposto. I responsabili del massacro sono rimasti anonimi.\u00a0Leggiamo testamento di fr. Christian: <em><strong>\u201cIl mio corpo \u00e8 per la terra, ma, per favore, nessuna barriera tra lei e me. Il mio cuore \u00e8 per la vita, ma, per favore, nessuna leziosit\u00e0 tra lei e me. Le mie braccia per il lavoro, saranno incrociate molto semplicemente. Per il mio volto: rimanga nudo per non impedire il bacio, e lo sguardo, lasciatelo vedere. P.S.: Grazie\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Christian de Cherg\u00e9.<\/strong> Figlio di un generale, conobbe l&#8217;Algeria durante tre anni della sua infanzia, e poi nei ventisette mesi di servizio militare, in piena guerra d&#8217;indipendenza algerina.\u00a0Dopo gli studi al seminario dei carmelitani di Parigi divenne cappellano della Chiesa del Sacr\u00e9 Coeur di Montmartre a Parigi. Presto per\u00f2 entr\u00f2 nel monastero di Aiguebelle, e divenne monaco nel 1969, per raggiungere Tibhirine nel 1971.\u00a0Priore della comunit\u00e0, aveva 59 anni al momento della morte.\u00a0Dotato di una personalit\u00e0 forte, rappresentava la guida umana e spirituale del gruppo. Fu lui a far passare il monastero a priorato, per orientarlo verso una presenza di <em>&#8220;oranti in mezzo ad altri oranti&#8221;.<\/em> Aveva una conoscenza profonda dell&#8217;Islam.<br \/>\n<strong>Luc Dochier.<\/strong>\u00a0Nato nel Drome, fu medico durante la guerra; questa esperienza lo port\u00f2 ad avere una particolare sensibilit\u00e0 per la sofferenza. Arriv\u00f2 a prendere il posto di un padre di una famiglia numerosa in partenza per un campo di prigionia in Germania.Divenne monaco nel 1941, e si trasfer\u00ec in Algeria nel 1947. Per tutti era <em>&#8220;il dottore&#8221;<\/em> e, per usare una sua espressione, si sentiva <em>&#8220;un vecchio consumato ma non disilluso&#8221;.<\/em>\u00a0Nei cinquant&#8217;anni che trascorse a Tibhirine cur\u00f2 tutti, gratuitamente, senza distinzioni. Nel luglio 1959 era gi\u00e0 stato rapito dai membri del Fronte di Liberazione Nazionale. Le crisi d&#8217;asma non avevano intaccato il suo humour salace.\u00a0Al momento della morte era il pi\u00f9 anziano della comunit\u00e0, avendo 82 anni.<br \/>\n<strong>Christophe Lebreton.<\/strong>\u00a0Settimo di dodici figli, aveva prestato servizio civile a titolo di cooperazione in Algeria. La radicalit\u00e0 di vita dei monaci lo affascinava, e a 24 anni entr\u00f2 nel monastero di Tami\u00e9, divenendo monaco nel 1974.\u00a0In Algeria stava dal 1987, venne ordinato prete nel 1990, e fu nominato maestro dei novizi della comunit\u00e0.\u00a0Personalit\u00e0 calda ed esplosiva, sapeva privilegiare i rapporti con i pi\u00f9 umili e la caparbia volont\u00e0 di spingersi sempre pi\u00f9 lontano nella riflessione sulla fede e nel dono di s\u00e9.\u00a0All&#8217;epoca del martirio aveva 45 anni.<br \/>\n<strong>Bruno Lemarchand.\u00a0<\/strong>Figlio di militare, nell&#8217;infanzia conobbe l&#8217;Indocina e l&#8217;Algeria. Fu per quattordici anni direttore del collegio Saint-Charles di Thonars di Deux-S\u00e8vres.\u00a0Uomo posato e riflessivo, divenne monaco nel 1981, e soggiorn\u00f2 in Marocco dal 1990, come animatore della fraternit\u00e0 che la comunit\u00e0 aveva aperto a Fez.\u00a0Il 26 marzo 1996 si trovava a Tibhirine per caso, come Michel e C\u00e9lestin, proveniente dall&#8217;abbazia di Bellefontaine per partecipare alle votazioni per il rinnovo della carica di priore.\u00a0Mor\u00ec a 66 anni.<br \/>\n<strong>Michel Fleury.<\/strong>\u00a0Nato da una famiglia contadina della Loire-Atlantique, era entrato nella congregazione del Prado a 27 anni, e aveva lavorato come fresatore a Lione e a Marsiglia, prima di entrare nell&#8217;abbazia di Bellefontaine; divenne monaco nel 1981. A Bellefontaine sent\u00ec la chiamata dell&#8217;Algeria, dove si trasfer\u00ec nel 1985.\u00a0Uomo semplice e schivo, impregnato di povert\u00e0, a Tibhirine fu cuoco della comunit\u00e0 e uomo dei lavori domestici. Era sua la cocolla che venne ritrovata sulla strada di Medea dopo il rapimento.\u00a0Mor\u00ec a 52 anni.<br \/>\n<strong>C\u00e9lestin Ringeard.\u00a0<\/strong>Durante la guerra d&#8217;Algeria, dove svolgeva l&#8217;ufficio di infermiere, cur\u00f2 un partigiano ferito che l&#8217;esercito francese avrebbe voluto finire.\u00a0Svolse lavoro di educatore di strada a Nantes, in mezzo ad alcolizzati, prostitute e omosessuali.\u00a0Prete diocesano, scelse poi la Trappa, e divenne monaco nel 1983. Fu inviato in Algeria nel 1987.\u00a0Estremamente sensibile, dovette subire sei by-pass coronarici dopo la prima visita che i terroristi del GIA fecero al monastero nel Natale 1993.\u00a0Fu ucciso a 62 anni.<br \/>\n<strong>Paul Favre-Miville.<\/strong>\u00a0Era stato idraulico, e aveva fatto il militare in Algeria come ufficiale paracadutista.\u00a0All&#8217;et\u00e0 di 45 anni sent\u00ec la vocazione alla vita contemplativa, divenendo monaco nel 1984.\u00a0Trasferito in Algeria nel 1989, a Tibhirine fu <em>&#8220;l&#8217;uomo dell&#8217;acqua&#8221;,<\/em>occupandosi dell&#8217;impianto di irrigazione degli orti.\u00a0Nel marzo 1996 era appena rientrato da una visita alla sua famiglia, ed era ritornato con una discreta scorta di vanghe e con dei giovani faggi da piantare, perch\u00e9 <em>&#8220;in lingua cabila Tibhirine significa giardino&#8221;.\u00a0<\/em>Fu ucciso a 57 anni.<br \/>\n<strong>Fratel Jean Pierre,<\/strong> l&#8217;ultimo sopravvissuto, l&#8217;ultima volta che \u00e8 stato intervistato aveva ha 87 anni e viveva nel monastero trappista di Midelt, in Marocco, era uno di loro. \u00c8 scampato per miracolo al rapimento e quindi al massacro dei sette confratelli. L\u2019altro, fratel Am\u00e9d\u00e9e, che pure era sopravvissuto alla strage, \u00e8 deceduto nel 2008. Per oltre trent\u2019anni presente a Tibhirine, era stato a lungo il portinaio di quella comunit\u00e0 monastica che si era insediata sui contrafforti dell\u2019Atlante algerino sin dal 1938. A Midelt, sul Medio Atlante marocchino, dove si era trasferito immediatamente dopo il rapimento, continuava a fare da portinaio.<em>&#8220;\u00c8 per questa ragione che quella notte mi hanno risparmiato&#8221;,<\/em> racconta con grande pacatezza e molta serenit\u00e0. <em>&#8220;Perch\u00e9 la mia camera in portineria stava un po\u2019 in disparte rispetto alla clausura. E poi i terroristi avevano avuto l\u2019informazione che eravamo sette. Ma quella notte eravamo nove&#8221;.\u00a0<\/em>Per concludere, ricordiamo le parole di Padre Christian, che era il priore della comunit\u00e0:<strong><em>\u201cI cinque pilastri della pace sono la pazienza, la povert\u00e0, la presenza, la preghiera e il perdono\u201d. Allora, questo mi ha colpito molto: non \u00e8 una cosa straordinaria, ma \u00e8 una cosa di tutti i giorni, che possiamo vivere \u2013 ciascuno di noi \u2013 nella nostra situazione personale&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Don Salvatore Lazzara<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>20 anni fa il massacro dei trappisti di Thibirine \u00a0http:\/\/www.allaquerciadimamre.it\/religioni\/cristianesimo\/729-20-anni-fa-il-massacro-dei-trappisti-di-thibirine Categoria: Cristianesimo Pubblicato: 26 Marzo 2016 \u201cSe mi capitasse un giorno di essere vittima del terrorismo\u2026 vorrei che la mia comunit\u00e0, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e all\u2019Algeria\u201d. 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