{"id":2907,"date":"2016-09-24T13:09:16","date_gmt":"2016-09-24T11:09:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2907"},"modified":"2016-09-24T13:09:16","modified_gmt":"2016-09-24T11:09:16","slug":"cattolici-scelta-religiosa-o-presenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/cattolici-scelta-religiosa-o-presenza\/","title":{"rendered":"Cattolici : scelta religiosa o presenza ?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\n<div class=\"draft-title\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a title=\"Modifica \u201cMONDO CATTOLICO E FAMILY DAY: SCELTA RELIGIOSA O PRESENZA? POLITICA ALLA CORTE DEL PRINCIPE O NO AL REFERENDUM? La giornata del Family day ha introdotto un momento di acceso dibattito nel mondo cattolico e non solo in quello, considerato che la difesa e la tutela della famiglia investe la vita anche dei non cattolici, peraltro presenti in piazza, in questa sede per\u00f2 cercheremo non di fare il punto sulle polemiche che da parte laicista l\u2019hanno investito, ma di comprendere il dibattito sorto e le conseguenze prodotte. E\u2019 notorio che una parte del movimentismo cattolico non ha partecipato a tale manifestazione, sostenendo varie ragioni, quali il mancato placet pubblico della Chiesa italiana o la presunta divisivit\u00e0 dell\u2019evento; occorre per\u00f2 oggi cogliere, al di l\u00e0 delle polemiche passate, l\u2019importanza di quel momento in relazione alle successive ed attuali prese di posizione e giudizio. Interessante segnalare la frase pronunciata da Marco Invernizzi dirigente del Comitato \u201cDifendiamo i nostri figli\u201d e di Alleanza Cattolica al popolo del Circo Massimo il 30 gennaio 2016:\u201d voi non siete l\u2019ultima trincea del mondo che muore ma l\u2019inizio di qualcosa che comunque nascer\u00e0 dopo la fine dell\u2019Occidente, che muore sotto il peso dei propri errori e del proprio peccato sociale.\u201d. Per visitarne il sito: http:\/\/www.difendiamoinostrifigli.it\/ Una sorta di invito ad un impegno, ad una presenza, nello specifico in opposizione alla legge c.d. Cirinn\u00e0, opposizione che in Parlamento non aveva una rappresentanza (se non in poche lodevoli persone) un invito in pratica ad un\u2019azione sussidiaria alla politica occupata e dominata senza titolo dal sistema \u201crenzista\u201d. Il Presidente del DNF Massimo Gandolfini, ricordando il grido levatosi dalla folla \u201cce ne ricorderemo\u201d accogliendo in data 17 marzo l\u2019istanza di autosospensione dal Comitato nazionale DNF di Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo, in coerenza con lo Statuto, che prevede l\u2019incompatibilit\u00e0 per chi ricopre cariche istituzionali o partitiche, ebbe a scrivere in un comunicato stampa del 18.03.16 : \u201cIl Comitato nazionale non si riconosce in nessun partito e ribadisce la propria identit\u00e0 di assoluta autonomia, confermando la vocazione a grande movimento di popolo con il compito di riunire e dare voce alle famiglie italiane, oggi offese da progetti di legge che non le aiutano, non le proteggono, anzi le mortificano equiparandole di fatto a qualsiasi forma di convivenza affettiva. Lo stesso naturale e sacrosanto diritto di ogni bimbo di avere una madre ed un padre viene dolorosamente ignorato a vantaggio di oltraggiosi quanto inesistenti diritti di coppie \u201comogenitoriali\u201d, con la relativa abominevole pratica dell\u2019utero in affitto. Nei prossimi mesi sar\u00e0 compito del Comitato indicare \u2013 senza fare sconti a nessuno e nel massimo rispetto della libera scelta di ciascuno \u2013 i partiti e gli uomini di partito che hanno coraggiosamente scelto di farsi rappresentanti\/sostenitori delle nostre istanze, e con altrettanta chiarezza, quelli che ci hanno ignorato o combattuto. Lo faremo gi\u00e0 a partire dalle prossime elezioni amministrative e con l\u2019attenzione puntata al referendum di ottobre, ove la posta in gioco non \u00e8 affatto economica o di snellimento burocratico (abolizione del Senato elettivo o del CNEL), bens\u00ec di tutela dell\u2019ordinamento democratico, concretamente messo a rischio da imposizioni autoritarie personalistiche, come ci ha insegnato la vergognosa vicenda del bavaglio imposto al confronto democratico, attraverso il \u201cmaxiemendamento\u201d e il voto di fiducia, su una legge di enorme valore etico. A tutti ricordiamo il grido levatosi dal Circo Massimo: \u201cCi ricorderemo!\u201d. Gli esiti di questa frase si sono manifestati nella presa di posizione sull\u2019invito militante a votare no al referendum costituzionale. http:\/\/www.difendiamoinostrifigli.it\/flyer\/ManifestoNOreferendum.pdf   E\u2019 uscito un libro sul tema che merita di essere letto. Si intitola L\u2019Italia del family day e consiste in un dialogo sulla deriva etica dell\u2019Italia e dell\u2019intero Occidente fra il leader del comitato Difendiamo i nostri figli, Massimo Gandolfini, e il giornalista Stefano Lorenzetto (pp. 227, Marsilio 2016). Questa estate al Meeting di Rimini, Cl \u00e8 stata attraversata da questo dibattito sul Family Day e su come porsi in relazione al nuovo clima instaurato in Italia, interessante notare ad li l\u00e0 del discutibile episodio propagandato dal quotidiano Repubblica, della \u201cMadonna velata\u201d e su cui l\u2019ufficio stampa del Meeting ha smentito che ci fosse stata indicazione di coprirla per non offendere gli islamici ed altri; interessante di converso leggere la lettera aperta di monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, al professor Agostino Giovagnoli, ordinario di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, in seguito al suo intervento al Meeting di Rimini in cui si \u00e8 presentata una rilettura della storia della Chiesa italiana degli ultimi trenta anni, a partire da una critica al Convegno ecclesiale di Loreto del 1985.  Il dissenso di Mons. Luigi Negri verte proprio sul tema scelta religiosa o presenza, ove si legge: \u201cSono due i punti di dissenso dalla tua posizione: Il primo riguarda una rilettura scorretta, gravemente scorretta, di quello che \u00e8 stato il grande convegno di Loreto del 1985. In quell\u2019occasione Giovanni Paolo II si prese la responsabilit\u00e0 di indicare le linee di una identit\u00e0 dei cattolici italiani nel loro servizio al bene comune, riproponendo in maniera esplicita il valore insostituibile della Dottrina sociale della Chiesa, considerata come elemento dinamico cos\u00ec come era stato lungo la storia degli ultimi secoli. Tu accenni a una resistenza: io ricordo bene il clima di resistenza e di distanza in cui l\u2019intervento del Santo Padre fu seguito quasi senza nessun applauso. Applausi che invece debordarono moltissimi nei confronti dell\u2019allora presidente dell\u2019Azione Cattolica, di cui purtroppo ora non ricordo il cognome ma che era certamente su posizioni molto diverse da quelle di san Giovanni Paolo II. Il Papa chiuse allora una stagione triste della Chiesa italiana piena di complessi di inferiorit\u00e0, piena di reticenze, di resistenze; ha chiuso il dualismo fede-politica, fede-cultura, fede-ragione, ridando il senso dell\u2019avvenimento della fede come avvenimento unitario, globale, aderendo al quale si procede verso il cambiamento integrale della propria intelligenza, della propria affezione. Il contributo che Loreto ha indicato ai cattolici italiani era quello di una presenza fortemente identificata. Non contro nessuno: fortemente identificata come avvenimento di fede, fortemente identificata come appartenenza al mistero della Chiesa e soprattutto tesa a investire la realt\u00e0 della vita sociale di una presenza missionaria nella quale \u2013 e attraverso la quale \u2013 avveniva un significativo incontro tra i cattolici e le altre componenti della vita sociale italiana. Il modo per lavorare per l\u2019unit\u00e0 \u2013 e qui entro nel secondo livello delle mie osservazioni \u2013 \u00e8 esattamente questo appena descritto. Non di lavorare senza identit\u00e0, senza caratterizzazioni per una unit\u00e0 del popolo italiano che cos\u00ec come viene adombrata da te non c\u2019\u00e8 mai stata; per una unit\u00e0 che \u00e8 tutto sommato una sorta di indifferenza che \u00e8 la promessa se non gi\u00e0 l\u2019esperienza di una omologazione, che \u00e8 certamente oggi il grande pericolo della nostra societ\u00e0.  Ciascuno non sa pi\u00f9 chi sia veramente perch\u00e9 mancano le possibilit\u00e0 di quell\u2019approfondimento della propria identit\u00e0 che \u2013 come diceva il mio grande maestro don Luigi Giussani \u2013 \u00e8 la condizione per una effettiva possibilit\u00e0 di dialogo. Il dialogo \u00e8 il dialogo tra identit\u00e0, non \u00e8 una sorta di meccanismo neutrale che c\u2019\u00e8 per forza propria. Io ho lavorato pi\u00f9 di sessanta anni per la Chiesa in Italia, e credo che il contributo che ho dato insieme a tantissimi amici di Comunione e Liberazione (Cl) sia stato quello del recupero di una identit\u00e0 cristiana in funzione di una missione sempre pi\u00f9 forte, pi\u00f9 libera, capace di creare effettivamente una societ\u00e0 pi\u00f9 vera, pi\u00f9 libera, pi\u00f9 umana.\u201d. All\u2019orizzonte dunque una linea di riaffermazione e presenza dell\u2019identit\u00e0 cristiana, che vale la pena prendere in serio esame e sostenere con forza, senza cadere in trappole dialettiche, ma restando fedeli alla dottrina sociale della Chiesa e del magistero Pontificio e da laici farsene interpreti nella vita ordinaria e per il bene comune. Benedetto Tusa\u201d\" href=\"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-admin\/post.php?post=2892&amp;action=edit\">MONDO CATTOLICO E FAMILY DAY: SCELTA RELIGIOSA O PRESENZA? POLITICA ALLA CORTE DEL PRINCIPE O NO AL REFERENDUM? <\/a><\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div class=\"draft-title\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a title=\"Modifica \u201cMONDO CATTOLICO E FAMILY DAY: SCELTA RELIGIOSA O PRESENZA? POLITICA ALLA CORTE DEL PRINCIPE O NO AL REFERENDUM? La giornata del Family day ha introdotto un momento di acceso dibattito nel mondo cattolico e non solo in quello, considerato che la difesa e la tutela della famiglia investe la vita anche dei non cattolici, peraltro presenti in piazza, in questa sede per\u00f2 cercheremo non di fare il punto sulle polemiche che da parte laicista l\u2019hanno investito, ma di comprendere il dibattito sorto e le conseguenze prodotte. E\u2019 notorio che una parte del movimentismo cattolico non ha partecipato a tale manifestazione, sostenendo varie ragioni, quali il mancato placet pubblico della Chiesa italiana o la presunta divisivit\u00e0 dell\u2019evento; occorre per\u00f2 oggi cogliere, al di l\u00e0 delle polemiche passate, l\u2019importanza di quel momento in relazione alle successive ed attuali prese di posizione e giudizio. Interessante segnalare la frase pronunciata da Marco Invernizzi dirigente del Comitato \u201cDifendiamo i nostri figli\u201d e di Alleanza Cattolica al popolo del Circo Massimo il 30 gennaio 2016:\u201d voi non siete l\u2019ultima trincea del mondo che muore ma l\u2019inizio di qualcosa che comunque nascer\u00e0 dopo la fine dell\u2019Occidente, che muore sotto il peso dei propri errori e del proprio peccato sociale.\u201d. Per visitarne il sito: http:\/\/www.difendiamoinostrifigli.it\/ Una sorta di invito ad un impegno, ad una presenza, nello specifico in opposizione alla legge c.d. Cirinn\u00e0, opposizione che in Parlamento non aveva una rappresentanza (se non in poche lodevoli persone) un invito in pratica ad un\u2019azione sussidiaria alla politica occupata e dominata senza titolo dal sistema \u201crenzista\u201d. Il Presidente del DNF Massimo Gandolfini, ricordando il grido levatosi dalla folla \u201cce ne ricorderemo\u201d accogliendo in data 17 marzo l\u2019istanza di autosospensione dal Comitato nazionale DNF di Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo, in coerenza con lo Statuto, che prevede l\u2019incompatibilit\u00e0 per chi ricopre cariche istituzionali o partitiche, ebbe a scrivere in un comunicato stampa del 18.03.16 : \u201cIl Comitato nazionale non si riconosce in nessun partito e ribadisce la propria identit\u00e0 di assoluta autonomia, confermando la vocazione a grande movimento di popolo con il compito di riunire e dare voce alle famiglie italiane, oggi offese da progetti di legge che non le aiutano, non le proteggono, anzi le mortificano equiparandole di fatto a qualsiasi forma di convivenza affettiva. Lo stesso naturale e sacrosanto diritto di ogni bimbo di avere una madre ed un padre viene dolorosamente ignorato a vantaggio di oltraggiosi quanto inesistenti diritti di coppie \u201comogenitoriali\u201d, con la relativa abominevole pratica dell\u2019utero in affitto. Nei prossimi mesi sar\u00e0 compito del Comitato indicare \u2013 senza fare sconti a nessuno e nel massimo rispetto della libera scelta di ciascuno \u2013 i partiti e gli uomini di partito che hanno coraggiosamente scelto di farsi rappresentanti\/sostenitori delle nostre istanze, e con altrettanta chiarezza, quelli che ci hanno ignorato o combattuto. Lo faremo gi\u00e0 a partire dalle prossime elezioni amministrative e con l\u2019attenzione puntata al referendum di ottobre, ove la posta in gioco non \u00e8 affatto economica o di snellimento burocratico (abolizione del Senato elettivo o del CNEL), bens\u00ec di tutela dell\u2019ordinamento democratico, concretamente messo a rischio da imposizioni autoritarie personalistiche, come ci ha insegnato la vergognosa vicenda del bavaglio imposto al confronto democratico, attraverso il \u201cmaxiemendamento\u201d e il voto di fiducia, su una legge di enorme valore etico. A tutti ricordiamo il grido levatosi dal Circo Massimo: \u201cCi ricorderemo!\u201d. Gli esiti di questa frase si sono manifestati nella presa di posizione sull\u2019invito militante a votare no al referendum costituzionale. http:\/\/www.difendiamoinostrifigli.it\/flyer\/ManifestoNOreferendum.pdf   E\u2019 uscito un libro sul tema che merita di essere letto. Si intitola L\u2019Italia del family day e consiste in un dialogo sulla deriva etica dell\u2019Italia e dell\u2019intero Occidente fra il leader del comitato Difendiamo i nostri figli, Massimo Gandolfini, e il giornalista Stefano Lorenzetto (pp. 227, Marsilio 2016). Questa estate al Meeting di Rimini, Cl \u00e8 stata attraversata da questo dibattito sul Family Day e su come porsi in relazione al nuovo clima instaurato in Italia, interessante notare ad li l\u00e0 del discutibile episodio propagandato dal quotidiano Repubblica, della \u201cMadonna velata\u201d e su cui l\u2019ufficio stampa del Meeting ha smentito che ci fosse stata indicazione di coprirla per non offendere gli islamici ed altri; interessante di converso leggere la lettera aperta di monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, al professor Agostino Giovagnoli, ordinario di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, in seguito al suo intervento al Meeting di Rimini in cui si \u00e8 presentata una rilettura della storia della Chiesa italiana degli ultimi trenta anni, a partire da una critica al Convegno ecclesiale di Loreto del 1985.  Il dissenso di Mons. Luigi Negri verte proprio sul tema scelta religiosa o presenza, ove si legge: \u201cSono due i punti di dissenso dalla tua posizione: Il primo riguarda una rilettura scorretta, gravemente scorretta, di quello che \u00e8 stato il grande convegno di Loreto del 1985. In quell\u2019occasione Giovanni Paolo II si prese la responsabilit\u00e0 di indicare le linee di una identit\u00e0 dei cattolici italiani nel loro servizio al bene comune, riproponendo in maniera esplicita il valore insostituibile della Dottrina sociale della Chiesa, considerata come elemento dinamico cos\u00ec come era stato lungo la storia degli ultimi secoli. Tu accenni a una resistenza: io ricordo bene il clima di resistenza e di distanza in cui l\u2019intervento del Santo Padre fu seguito quasi senza nessun applauso. Applausi che invece debordarono moltissimi nei confronti dell\u2019allora presidente dell\u2019Azione Cattolica, di cui purtroppo ora non ricordo il cognome ma che era certamente su posizioni molto diverse da quelle di san Giovanni Paolo II. Il Papa chiuse allora una stagione triste della Chiesa italiana piena di complessi di inferiorit\u00e0, piena di reticenze, di resistenze; ha chiuso il dualismo fede-politica, fede-cultura, fede-ragione, ridando il senso dell\u2019avvenimento della fede come avvenimento unitario, globale, aderendo al quale si procede verso il cambiamento integrale della propria intelligenza, della propria affezione. Il contributo che Loreto ha indicato ai cattolici italiani era quello di una presenza fortemente identificata. Non contro nessuno: fortemente identificata come avvenimento di fede, fortemente identificata come appartenenza al mistero della Chiesa e soprattutto tesa a investire la realt\u00e0 della vita sociale di una presenza missionaria nella quale \u2013 e attraverso la quale \u2013 avveniva un significativo incontro tra i cattolici e le altre componenti della vita sociale italiana. Il modo per lavorare per l\u2019unit\u00e0 \u2013 e qui entro nel secondo livello delle mie osservazioni \u2013 \u00e8 esattamente questo appena descritto. Non di lavorare senza identit\u00e0, senza caratterizzazioni per una unit\u00e0 del popolo italiano che cos\u00ec come viene adombrata da te non c\u2019\u00e8 mai stata; per una unit\u00e0 che \u00e8 tutto sommato una sorta di indifferenza che \u00e8 la promessa se non gi\u00e0 l\u2019esperienza di una omologazione, che \u00e8 certamente oggi il grande pericolo della nostra societ\u00e0.  Ciascuno non sa pi\u00f9 chi sia veramente perch\u00e9 mancano le possibilit\u00e0 di quell\u2019approfondimento della propria identit\u00e0 che \u2013 come diceva il mio grande maestro don Luigi Giussani \u2013 \u00e8 la condizione per una effettiva possibilit\u00e0 di dialogo. Il dialogo \u00e8 il dialogo tra identit\u00e0, non \u00e8 una sorta di meccanismo neutrale che c\u2019\u00e8 per forza propria. Io ho lavorato pi\u00f9 di sessanta anni per la Chiesa in Italia, e credo che il contributo che ho dato insieme a tantissimi amici di Comunione e Liberazione (Cl) sia stato quello del recupero di una identit\u00e0 cristiana in funzione di una missione sempre pi\u00f9 forte, pi\u00f9 libera, capace di creare effettivamente una societ\u00e0 pi\u00f9 vera, pi\u00f9 libera, pi\u00f9 umana.\u201d. All\u2019orizzonte dunque una linea di riaffermazione e presenza dell\u2019identit\u00e0 cristiana, che vale la pena prendere in serio esame e sostenere con forza, senza cadere in trappole dialettiche, ma restando fedeli alla dottrina sociale della Chiesa e del magistero Pontificio e da laici farsene interpreti nella vita ordinaria e per il bene comune. Benedetto Tusa\u201d\" href=\"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-admin\/post.php?post=2892&amp;action=edit\">La giornata del Family day ha introdotto un momento di acceso dibattito nel mondo cattolico e non solo in quello, considerato che la difesa e la tutela della famiglia investe la vita anche dei non cattolici, peraltro presenti in piazza, in questa sede per\u00f2 cercheremo non di fare il punto sulle polemiche che da parte laicista l\u2019hanno investito, ma di comprendere il dibattito sorto e le conseguenze prodotte. E\u2019 notorio che una parte del movimentismo cattolico non ha partecipato a tale manifestazione, sostenendo varie ragioni, quali il mancato placet pubblico della Chiesa italiana o la presunta divisivit\u00e0 dell\u2019evento; occorre per\u00f2 oggi cogliere, al di l\u00e0 delle polemiche passate, l\u2019importanza di quel momento in relazione alle successive ed attuali prese di posizione e giudizio. Interessante segnalare la frase pronunciata da Marco Invernizzi dirigente del Comitato \u201cDifendiamo i nostri figli\u201d e di Alleanza Cattolica al popolo del Circo Massimo il 30 gennaio 2016:\u201d voi non siete l\u2019ultima trincea del mondo che muore ma l\u2019inizio di qualcosa che comunque nascer\u00e0 dopo la fine dell\u2019Occidente, che muore sotto il peso dei propri errori e del proprio peccato sociale.\u201d. Per visitarne il sito: http:\/\/www.difendiamoinostrifigli.it\/ Una sorta di invito ad un impegno, ad una presenza, nello specifico in opposizione alla legge c.d. Cirinn\u00e0, opposizione che in Parlamento non aveva una rappresentanza (se non in poche lodevoli persone) un invito in pratica ad un\u2019azione sussidiaria alla politica occupata e dominata senza titolo dal sistema \u201crenzista\u201d. Il Presidente del DNF Massimo Gandolfini, ricordando il grido levatosi dalla folla \u201cce ne ricorderemo\u201d accogliendo in data 17 marzo l\u2019istanza di autosospensione dal Comitato nazionale DNF di Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo, in coerenza con lo Statuto, che prevede l\u2019incompatibilit\u00e0 per chi ricopre cariche istituzionali o partitiche, ebbe a scrivere in un comunicato stampa del 18.03.16 : \u201cIl Comitato nazionale non si riconosce in nessun partito e ribadisce la propria identit\u00e0 di assoluta autonomia, confermando la vocazione a grande movimento di popolo con il compito di riunire e dare voce alle famiglie italiane, oggi offese da progetti di legge che non le aiutano, non le proteggono, anzi le mortificano equiparandole di fatto a qualsiasi forma di convivenza affettiva. Lo stesso naturale e sacrosanto diritto di ogni bimbo di avere una madre ed un padre viene dolorosamente ignorato a vantaggio di oltraggiosi quanto inesistenti diritti di coppie \u201comogenitoriali\u201d, con la relativa abominevole pratica dell\u2019utero in affitto. Nei prossimi mesi sar\u00e0 compito del Comitato indicare \u2013 senza fare sconti a nessuno e nel massimo rispetto della libera scelta di ciascuno \u2013 i partiti e gli uomini di partito che hanno coraggiosamente scelto di farsi rappresentanti\/sostenitori delle nostre istanze, e con altrettanta chiarezza, quelli che ci hanno ignorato o combattuto. Lo faremo gi\u00e0 a partire dalle prossime elezioni amministrative e con l\u2019attenzione puntata al referendum di ottobre, ove la posta in gioco non \u00e8 affatto economica o di snellimento burocratico (abolizione del Senato elettivo o del CNEL), bens\u00ec di tutela dell\u2019ordinamento democratico, concretamente messo a rischio da imposizioni autoritarie personalistiche, come ci ha insegnato la vergognosa vicenda del bavaglio imposto al confronto democratico, attraverso il \u201cmaxiemendamento\u201d e il voto di fiducia, su una legge di enorme valore etico. A tutti ricordiamo il grido levatosi dal Circo Massimo: \u201cCi ricorderemo!\u201d. Gli esiti di questa frase si sono manifestati nella presa di posizione sull\u2019invito militante a votare no al referendum costituzionale. http:\/\/www.difendiamoinostrifigli.it\/flyer\/ManifestoNOreferendum.pdf E\u2019 uscito un libro sul tema che merita di essere letto. Si intitola L\u2019Italia del family day e consiste in un dialogo sulla deriva etica dell\u2019Italia e dell\u2019intero Occidente fra il leader del comitato Difendiamo i nostri figli, Massimo Gandolfini, e il giornalista Stefano Lorenzetto (pp. 227, Marsilio 2016). Questa estate al Meeting di Rimini, Cl \u00e8 stata attraversata da questo dibattito sul Family Day e su come porsi in relazione al nuovo clima instaurato in Italia, interessante notare ad li l\u00e0 del discutibile episodio propagandato dal quotidiano Repubblica, della \u201cMadonna velata\u201d e su cui l\u2019ufficio stampa del Meeting ha smentito che ci fosse stata indicazione di coprirla per non offendere gli islamici ed altri; interessante di converso leggere la lettera aperta di monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, al professor Agostino Giovagnoli, ordinario di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, in seguito al suo intervento al Meeting di Rimini in cui si \u00e8 presentata una rilettura della storia della Chiesa italiana degli ultimi trenta anni, a partire da una critica al Convegno ecclesiale di Loreto del 1985. Il dissenso di Mons. Luigi Negri verte proprio sul tema scelta religiosa o presenza, ove si legge: \u201cSono due i punti di dissenso dalla tua posizione: Il primo riguarda una rilettura scorretta, gravemente scorretta, di quello che \u00e8 stato il grande convegno di Loreto del 1985. In quell\u2019occasione Giovanni Paolo II si prese la responsabilit\u00e0 di indicare le linee di una identit\u00e0 dei cattolici italiani nel loro servizio al bene comune, riproponendo in maniera esplicita il valore insostituibile della Dottrina sociale della Chiesa, considerata come elemento dinamico cos\u00ec come era stato lungo la storia degli ultimi secoli. Tu accenni a una resistenza: io ricordo bene il clima di resistenza e di distanza in cui l\u2019intervento del Santo Padre fu seguito quasi senza nessun applauso. Applausi che invece debordarono moltissimi nei confronti dell\u2019allora presidente dell\u2019Azione Cattolica, di cui purtroppo ora non ricordo il cognome ma che era certamente su posizioni molto diverse da quelle di san Giovanni Paolo II. Il Papa chiuse allora una stagione triste della Chiesa italiana piena di complessi di inferiorit\u00e0, piena di reticenze, di resistenze; ha chiuso il dualismo fede-politica, fede-cultura, fede-ragione, ridando il senso dell\u2019avvenimento della fede come avvenimento unitario, globale, aderendo al quale si procede verso il cambiamento integrale della propria intelligenza, della propria affezione. Il contributo che Loreto ha indicato ai cattolici italiani era quello di una presenza fortemente identificata. Non contro nessuno: fortemente identificata come avvenimento di fede, fortemente identificata come appartenenza al mistero della Chiesa e soprattutto tesa a investire la realt\u00e0 della vita sociale di una presenza missionaria nella quale \u2013 e attraverso la quale \u2013 avveniva un significativo incontro tra i cattolici e le altre componenti della vita sociale italiana. Il modo per lavorare per l\u2019unit\u00e0 \u2013 e qui entro nel secondo livello delle mie osservazioni \u2013 \u00e8 esattamente questo appena descritto. Non di lavorare senza identit\u00e0, senza caratterizzazioni per una unit\u00e0 del popolo italiano che cos\u00ec come viene adombrata da te non c\u2019\u00e8 mai stata; per una unit\u00e0 che \u00e8 tutto sommato una sorta di indifferenza che \u00e8 la promessa se non gi\u00e0 l\u2019esperienza di una omologazione, che \u00e8 certamente oggi il grande pericolo della nostra societ\u00e0. Ciascuno non sa pi\u00f9 chi sia veramente perch\u00e9 mancano le possibilit\u00e0 di quell\u2019approfondimento della propria identit\u00e0 che \u2013 come diceva il mio grande maestro don Luigi Giussani \u2013 \u00e8 la condizione per una effettiva possibilit\u00e0 di dialogo. Il dialogo \u00e8 il dialogo tra identit\u00e0, non \u00e8 una sorta di meccanismo neutrale che c\u2019\u00e8 per forza propria. Io ho lavorato pi\u00f9 di sessanta anni per la Chiesa in Italia, e credo che il contributo che ho dato insieme a tantissimi amici di Comunione e Liberazione (Cl) sia stato quello del recupero di una identit\u00e0 cristiana in funzione di una missione sempre pi\u00f9 forte, pi\u00f9 libera, capace di creare effettivamente una societ\u00e0 pi\u00f9 vera, pi\u00f9 libera, pi\u00f9 umana.\u201d. All\u2019orizzonte dunque una linea di riaffermazione e presenza dell\u2019identit\u00e0 cristiana, che vale la pena prendere in serio esame e sostenere con forza, senza cadere in trappole dialettiche, ma restando fedeli alla dottrina sociale della Chiesa e del magistero Pontificio e da laici farsene interpreti nella vita ordinaria e per il bene comune. Benedetto Tusa<\/a><\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div class=\"draft-title\"><\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; MONDO CATTOLICO E FAMILY DAY: SCELTA RELIGIOSA O PRESENZA? POLITICA ALLA CORTE DEL PRINCIPE O NO AL REFERENDUM? La giornata del Family day ha introdotto un momento di acceso dibattito nel mondo cattolico e non solo in quello, considerato che la difesa e la tutela della famiglia investe la vita anche dei non cattolici, &#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/cattolici-scelta-religiosa-o-presenza\/\">Leggi ancora<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2907"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2907"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2908,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2907\/revisions\/2908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}