{"id":2969,"date":"2016-12-18T16:47:51","date_gmt":"2016-12-18T15:47:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=2969"},"modified":"2016-12-18T16:47:51","modified_gmt":"2016-12-18T15:47:51","slug":"un-paese-senza-elite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/un-paese-senza-elite\/","title":{"rendered":"Un paese senza \u00e8lite"},"content":{"rendered":"<div class=\"article box border-top-single\">\n<div class=\"heading blue\">LETTERATURA<\/div>\n<div class=\"title\">Un Paese senza \u00e9lite<\/div>\n<div class=\"author\">di Claudio Giunta<\/p>\n<div class=\"soc_buttons\"><\/div>\n<\/div>\n<p><img class=\"img-main\" src=\"http:\/\/i2.res.24o.it\/art\/cultura\/2016-12-16\/un-paese-senza-elite-192911\/images\/fotohome2.jpg\" alt=\"Img Description\" \/><\/p>\n<div class=\"body\">\n<p>Compie centocinquant\u2019anni quest\u2019anno un saggio che non molti hanno letto, ma che chi ha letto non ha dimenticato, anzi lo riapre ogni tanto per prendere esempio e ispirazione: <i>Di chi \u00e8 la colpa?<\/i> di Pasquale Villari.<\/p>\n<p>In novant\u2019anni di vita, Villari (1826-1917) riusc\u00ec ad essere molte cose: uno dei pi\u00f9 autorevoli storici della sua generazione (uno storico-narratore ma anche uno storico da archivio: con, tra l\u2019altro, i due volumi su <i>Savonarola e i suoi tempi<\/i>, coi tre volumi su <i>Machiavelli e i suoi tempi<\/i>), un uomo politico (fu deputato, senatore e ministro dell\u2019Istruzione nel biennio 1891-92), ma anche e soprattutto quello che oggi si chiamerebbe un intellettuale militante, specialmente attento \u2013 lui esule napoletano a Firenze \u2013 ai problemi del Mezzogiorno (i suoi <i>Scritti sulla emigrazione<\/i> si leggono ancora con piacere, per la capacit\u00e0 che aveva di intrecciare all\u2019analisi la vivida descrizione dei luoghi e delle persone, e di far sentire la voce dei testimoni: chi cerca antesignani del saggio-reportage che va di moda oggi legger\u00e0 con interesse le sue pagine).<\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 1866 l\u2019Italia era scesa in campo contro l\u2019Austria al fianco della Prussia di Bismarck. La Prussia attacc\u00f2 da nord, sbaragliando i nemici nella battaglia di Sadowa; sul fronte meridionale, l\u2019Italia venne invece sconfitta dagli austriaci tanto sulla terra (a Custoza) quanto sul mare (a Lissa). Ma la vittoria prussiana costrinse gli austriaci alla capitolazione e l\u2019Italia ricevette, secondo i patti, il Veneto. Fu insomma un successo, ma un successo umiliante, e nel saggio <i>Di chi \u00e8 la colpa?<\/i>, pubblicato sul \u00abPolitecnico\u00bb nel settembre 1866 e poi pi\u00f9 volte ristampato nelle <i>Lettere meridionali<\/i>, Villari si domanda appunto chi siano i colpevoli di questa umiliazione. La risposta fece rumore, a giudicare dal ricordo di Giovanni Bonacci che si legge nella premessa alla ristampa del 1925 di un altro saggio di Villari, <i>L\u2019Italia e la Civilt\u00e0<\/i>: \u00abNel 1866, il notissimo farmacista Erba chiese il permesso di ristampare l\u2019articolo <i>Di chi \u00e8 la colpa?<\/i> nella carta da involgere le boccette del suo rinomato sciroppo, e pel rumore suscitato dallo stesso articolo al Villari fu offerta a Bologna la candidatura politica contro Minghetti\u00bb.<\/p>\n<p>La colpa \u2013 osserva Villari all\u2019inizio del suo discorso \u2013 sarebbe dei capi, dei governanti, di coloro che hanno \u00absempre tenuto il mestolo in mano, e a danno del Paese\u00bb. Ma \u00e8 una risposta che non risolve il problema, lo rinvia soltanto. Intanto perch\u00e9 l\u2019Italia ha avuto libere elezioni: dunque, si domanda Villari, come mai il Paese s\u2019\u00e8 lasciato \u00abcosi lungamente governare da tali uomini?\u00bb. E poi perch\u00e9 le sconfitte dell\u2019estate, al di l\u00e0 delle carenze di Cialdini, La Marmora e Persano, non erano dipese tanto da mancanza di leadership quanto da mancanza di organizzazione e di pratica della guerra: \u00abIn un punto manc\u00f2 il cibo, in un altro la munizione, un ordine non giunse a tempo, un altro fu male eseguito, il volontario fu sprovvisto d\u2019ogni cosa\u00bb. Di chi \u00e8 davvero la colpa, allora? Domanda che, allora come oggi, ne poteva implicare un\u2019altra pi\u00f9 grande: di chi \u00e8 la colpa, se gli italiani sono <i>cos\u00ec<\/i>?<\/p>\n<p>Nelle prime pagine del saggio, Villari elogia l\u2019esercito del Regno appena nato per aver saputo avvicinare in pochi anni, rendendoli solidali, uomini che erano a malapena in grado di intendersi perch\u00e9 parlavano dialetti diversi. Questi soldati sono stati eroici: \u00abNoi li abbiamo visti sugli alberi del <i>Re d\u2019Italia <\/i>continuare il fuoco, mentre la nave rapidamente affondava\u00bb. Ma gli eroi non bastano, perch\u00e9 \u00abla guerra \u00e8 l\u2019arte di ammazzare, non di farsi ammazzare\u00bb. E la guerra moderna \u00e8 soprattutto, ormai, un gioco di tecnica e strategia, in cui contano la velocit\u00e0 delle comunicazioni, l\u2019efficienza dell\u2019approvvigionamento, le risorse dell\u2019ingegneria e della meccanica. In tutti questi settori, l\u2019Italia appena unificata ha un ritardo pauroso rispetto a tutte le nazioni europee, e il fallimento nella guerra si deve anche a questo ritardo, cio\u00e8 all\u2019arretratezza del sistema produttivo italiano. Ma c\u2019\u00e8 soprattutto un\u2019insufficienza nella formazione dei soldati, e pi\u00f9 largamente nell\u2019educazione e nell\u2019istruzione dei cittadini. \u00abQuando \u2013 scrive Villari \u2013 le ciurme della nave americana o inglese sono in riposo, voi trovate i marinai occupati a leggere. I nostri son costretti a dormire o giocare. Quando i coscritti prussiani si presentano al Consiglio di leva, la prima cosa si esamina se sanno leggere e scrivere. E quando un Municipio presenta pi\u00f9 di un analfabeta, si apre un\u2019inchiesta per esaminare la cagione del fatto strano\u00bb. N\u00e9 le cose vanno meglio se dalle reclute si volge lo sguardo agli ufficiali: \u00abQuando in tempo di pace gli ufficiali francesi o prussiani sono di guarnigione, voi li trovate occupati nei disegni, nelle scienze militari, nella storia, e molte opere celebrate di geografia, di storia, di letteratura escono dalla loro penna. Osservate le carte geografiche dello Stato Maggiore austriaco o prussiano; sono lavori ammirabili per esattezza scientifica [\u2026]. Che cosa siamo noi che, facendo la guerra nel proprio Paese, abbiamo pi\u00f9 volte sbagliate le strade?\u00bb.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il popolo italiano. E l\u2019\u00e9lite, la classe dirigente? L\u2019Italia, sostiene Villari, non possiede un\u2019\u00e9lite degna di questo nome. I dirigenti sono in parte vecchi amministratori degli Stati pre-unitari, uomini quasi tutti anziani, spesso corrotti, disabituati alla libert\u00e0. In parte sono giovani liberali senza cultura e senza esperienza, in nessun modo in grado di amministrare una nazione di 22 milioni di abitanti. In parte, infine, sono burocrati piemontesi abituati a governare un piccolo Stato di nessuna importanza nello scacchiere internazionale, e ora promossi alla guida di una delle maggiori nazioni europee. \u00abQuando \u2013 scrive Villari \u2013 gl\u2019impiegati dei caduti governi e i liberali delle nuove province si unirono ai Piemontesi, questi dettero uno straordinario contingente burocratico a tutta Italia. Si trattava d\u2019attuare le leggi e la politica del Piemonte, e i suoi uomini avevano una reputazione d\u2019onest\u00e0, di capacit\u00e0 ed attivit\u00e0 superiore agli altri. E cosi il buon maestro elementare di Torino diveniva, nell\u2019Italia meridionale, un cattivo ispettore, un pessimo direttore. E questo lavoro si esegu\u00ec sopra una larghissima scala: il Capo-Sezione fu subito Capo di Divisione, e questi volle essere Prefetto, e il maestro elementare insegn\u00f2 nel liceo. Quindi, nel medesimo tempo, si vide sgovernata l\u2019Italia, peggiorato il Piemonte, e buoni impiegati divenire mediocri o pessimi\u00bb.<\/p>\n<p>Vince la guerra chi, come i prussiani, pu\u00f2 contare su un sistema produttivo efficiente e dinamico; ma \u2013 argomenta Villari \u2013 possiede un sistema produttivo simile soltanto chi ha una burocrazia efficiente (e l\u2019Italia ha invece il moloch insieme pletorico e inadeguato che si \u00e8 descritto) e un sistema educativo solido e aggiornato ai tempi. L\u2019educazione italiana non ha saputo veramente arrivare al popolo, e si \u00e8 fondata troppo a lungo sulla retorica e sulla propagazione di un vacuo umanesimo; le pagine che Villari dedica alla scuola e all\u2019universit\u00e0 sono tra le pi\u00f9 acute del saggio, e culminano in questa sintesi memorabile: \u00abNon \u00e8 il quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino; ma \u00e8 il quadrilatero di 17 milioni di analfabeti e 5 milioni di arcadi\u00bb.<\/p>\n<p>Di vacuo umanesimo traboccano le scuole ancora oggi, ma non \u00e8 solo per questa ragione che il saggio di Villari merita di essere letto. I lamenti degli intellettuali italiani sull\u2019indole dei loro compatrioti sono quasi sempre stucchevoli (lo sono persino certi passaggi del capolavoro che \u00e8 il <i>Discorso sui costumi <\/i>di Leopardi). Ma Villari non ragiona da moralista bens\u00ec da storico e sociologo, e soprattutto da uomo che conosce bene la pubblica amministrazione, e le sue osservazioni non vertono quasi mai sul carattere degli italiani ma sul modo in cui gli italiani vivono e dovrebbero vivere: sul popolo pi\u00f9 che sugli individui. Tra le poche eccezioni, tra i pochi giudizi sul particolare e non sul generale, c\u2019\u00e8 questo paragrafo sul \u00abmal volere\u00bb che sembra proprio scritto oggi, e che spero invogli molti lettori ad andare in biblioteca o a cercare il pdf delle <i>Lettere meridionali <\/i>in rete:<\/p>\n<p>\u00abAvete voi mai conosciuto un Paese dove la calunnia sia cos\u00ec potente e cosi avida, dove in cos\u00ec breve tempo si sia lacerato un ugual numero di riputazioni onorate? Si grida per tutto che ci vogliono uomini nuovi, perch\u00e9 gli uomini vecchi sono gi\u00e0 consumati; ma non appena si vedono i segni di un qualche giovane di vero ingegno che sorge, un mal volere, direi quasi, un odio infinito, s\u2019accumula contro di lui e lo circonda. La mediocrit\u00e0 \u00e8 una potenza livellatrice, vorrebbe ridurre tutti gli uomini alla sua misura, odia il genio che non comprende, detesta l\u2019ingegno che distrugge l\u2019armonia della sua ambita uguaglianza\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"time\"><\/div>\n<div class=\"tags\">TAG: <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Claudio%20Giunta\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Claudio%20Giunta', 'Claudio Giunta']);\" >Claudio Giunta<\/a>, <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Scritti\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Scritti', 'Scritti']);\" >Scritti<\/a>, <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Piemonte\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Piemonte', 'Piemonte']);\" >Piemonte<\/a>, <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Prussia\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Prussia', 'Prussia']);\" >Prussia<\/a>, <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Veneto\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Veneto', 'Veneto']);\" >Veneto<\/a>, <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Pubblica%20Amministrazione\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Pubblica%20Amministrazione', 'Pubblica Amministrazione']);\" >Pubblica Amministrazione<\/a>, <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=La%20Marmora\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=La%20Marmora', 'La Marmora']);\" >La Marmora<\/a>, <a href=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Giovanni%20Bonacci\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/main?fn=searchold&amp;search_text=Giovanni%20Bonacci', 'Giovanni Bonacci']);\" >Giovanni Bonacci<\/a><\/div>\n<\/div>\n<p><iframe loading=\"lazy\" id=\"spostapuframe\" src=\"http:\/\/mobile.ilsole24ore.com\/solemobile\/basic\/moduleSpostaPU.jsp\" width=\"0\" height=\"0\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERATURA Un Paese senza \u00e9lite di Claudio Giunta Compie centocinquant\u2019anni quest\u2019anno un saggio che non molti hanno letto, ma che chi ha letto non ha dimenticato, anzi lo riapre ogni tanto per prendere esempio e ispirazione: Di chi \u00e8 la colpa? di Pasquale Villari. 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