{"id":3020,"date":"2017-04-19T11:47:57","date_gmt":"2017-04-19T09:47:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=3020"},"modified":"2017-04-19T11:47:57","modified_gmt":"2017-04-19T09:47:57","slug":"egitto-perche-i-cristiani-sono-nel-mirino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/egitto-perche-i-cristiani-sono-nel-mirino\/","title":{"rendered":"EGITTO : PERCHE&#8217; I CRISTIANI SONO NEL MIRINO"},"content":{"rendered":"<div class=\"td-post-header\">\n<header class=\"td-post-title\">\n<h1 class=\"entry-title\">EGITTO: PERCHE\u2019 I CRISTIANI SONO NEL MIRINO<\/h1>\n<div class=\"td-module-meta-info\">\n<div class=\"td-post-author-name\">di <a href=\"http:\/\/www.interris.it\/author\/fcenci\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.interris.it\/author\/fcenci', 'Federico Cenci']);\" >Federico Cenci<\/a> &#8211;<\/div>\n<div class=\"td-post-date\"><time class=\"entry-date updated td-module-date\" datetime=\"2017-04-19T00:01:26+00:00\">Apr 19, 2017<\/time><\/div>\n<div class=\"bandierina\"><\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<\/div>\n<div class=\"td-post-content\">\n<div class=\"td-post-featured-image\"><a href=\"http:\/\/www.interris.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/egitto-cristiani.jpg\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.interris.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/egitto-cristiani.jpg', '']);\" class=\"td-modal-image\"  data-caption=\"\"><img loading=\"lazy\" class=\"entry-thumb\" title=\"egitto cristiani\" src=\"http:\/\/www.interris.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/egitto-cristiani-1068x694.jpg\" alt=\"cristiani\" width=\"1068\" height=\"694\" \/><\/a><\/div>\n<p>Prima la chiesa di <strong>San Giorgio a Tanta<\/strong>, vicino Il Cairo. Poi la cattedrale di <strong>San Marco ad Alessandria<\/strong>. Quarantaquattro le vittime, oltre centoventi i feriti. Nel giorno in cui si festeggiava la Domenica delle Palme, il 9 aprile scorso, un <strong>doppio attentato kamikaze<\/strong> ha allungato la lista di stragi con bersaglio i cristiani copti d\u2019Egitto (circa nove milioni di persone, il 10% della popolazione egiziana).<\/p>\n<h3>Le ultime stragi<\/h3>\n<p>Questa piccola ma tenace comunit\u00e0 aveva ancora nelle narici <strong>l\u2019odore del sangue<\/strong>, che si \u00e8 trovata di fronte a un nuovo dolore. Appena quattro mesi fa, domenica 11 dicembre, la scia del terrorismo islamico aveva fluttuato tragicamente nella chiesa dei <strong>Santi Pietro e Paolo<\/strong>, adiacente alla cattedrale di San Marco del Cairo. Anche in quel caso il bilancio fu devastante: ventotto morti e una quarantina i feriti.<\/p>\n<p>Stavolta il terrore ha colpito agli albori della Settimana Santa. Toccante il messaggio inviato al vescovo e ai fedeli della diocesi di Tanta da <strong>Tawadros II<\/strong>, patriarca della Chiesa copta-ortodossa. Scampato per un soffio all\u2019esplosione nella cattedrale di Alessandria, dove aveva appena finito di celebrare la Messa, il Patriarca ha scritto, come riporta l\u2019agenzia Fides, che le vittime degli attentati \u201csono stati chiamati in <strong>cielo nel giorno di festa<\/strong>, per portare i rami di palma e d\u2019ulivo davanti a Cristo stesso\u201d. Costoro vanno a ingrossare le gi\u00e0 robuste fila dei copti \u201cchiamati in cielo\u201d. La Chiesa copta in Egitto, infatti, sta pagando un prezzo di sangue e<strong> persecuzione davvero alto<\/strong>. Nessuna comunit\u00e0 locale, nemmeno nel turbolento Medio Oriente, conosce uguale sofferenza.<\/p>\n<h3>Persecuzione senza fine<\/h3>\n<p>Soltanto negli anni pi\u00f9 recenti, la saga di attentati contro di loro <strong>sembra non conoscere interruzioni<\/strong>. Nel capodanno 2011, un\u2019autobomba esplose nella chiesa dei Santi, ad Alessandria, lasciando sul selciato i corpi privi di vita di decine di fedeli. Fu forse il preludio dei disordini che avrebbero portato, di l\u00ec a poco, <strong>Hosni Mubarak<\/strong> a dimettersi dopo trent\u2019anni di presidenza. E la caduta del regime di Mubarak ha coinciso con una recrudescenza della <strong>persecuzione anti-cristiana<\/strong> nel Paese nord africano. Con l\u2019autocrate la comunit\u00e0 copta godeva di un certo livello di tutele. Fu Mubarak a richiamare <strong>Shenuda III<\/strong>, patriarca della Chiesa copta-ortodossa, dopo l\u2019esilio a cui lo costrinse il suo predecessore <strong>Anwar al-Sadat<\/strong>. Fu sempre Mubarak a dichiarare il 7 gennaio, giorno in cui i copti celebrano il Natale, festa nazionale.<\/p>\n<p>Quell\u2019idillio si spezz\u00f2 nel <strong>2011<\/strong>: la salita al potere dei <strong>Fratelli Musulmani<\/strong> inghiott\u00ec i cristiani in un vortice di attacchi da parte di gruppi integralisti islamici e di repressione dell\u2019esercito. Fu un vero e proprio massacro quello del <strong>9 ottobre di quell\u2019anno<\/strong>, con almeno trentasei copti uccisi in scontri con l\u2019esercito nel quartiere di<strong> Shudra<\/strong>, al Cairo, dove i cristiani erano scesi in strada per protestare contro le vessazioni subite ad opera di teppaglie islamiche. L\u2019ultimo tributo di sangue al governo dei Fratelli Musulmani i copti lo dovettero pagare nell\u2019estate <strong>2013<\/strong>, poco dopo che il presidente <strong>Mohamed Morsi<\/strong> fu deposto dai militari. La rabbia dei suoi sostenitori si scaten\u00f2 contro le chiese e le sedi istituzionali dei cristiani: in poche ore ne furono devastate sessanta, in tutto il Paese.<\/p>\n<h3>L\u2019avvento dell\u2019Isis<\/h3>\n<p>I copti sono finiti poi nel mirino del <strong>sedicente Stato islamico<\/strong>. Nel febbraio 2015 suscit\u00f2 sgomento in tutto il mondo il video messo in rete sui siti jihadisti che mostrava lo <strong>sgozzamento di ventuno lavoratori<\/strong> egiziani copti rapiti in Libia. Alcuni di loro pronunciavano il nome di Cristo mentre la lama affondava nella gola. Ma la bandiera nera dell\u2019Isis inizi\u00f2 a garrire anche ai venti d\u2019Egitto. Si chiama <strong>\u201cWilayat Sinai\u201d<\/strong>, l\u2019autoproclamato \u201cCaliffato\u201d nel Nord Sinai che fa capo a miliziani attivi nella provincia egiziana gi\u00e0 dal 2011 con il nome \u201c<strong>Ansar Beit al Maqdis<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Come rivelato nel 2015 all\u2019agenzia Zenit da <strong>mons. Kyrillos William Samaan<\/strong>, vescovo copto-cattolico di Assiut, la nascita e lo sviluppo di questo nucleo di terroristi islamici sarebbe\u00a0da addebitare al Governo Morsi, durante il quale \u00e8 stata data la cittadinanza a circa <strong>tredicimila palestinesi<\/strong> del Sinai egiziano accusati dall\u2019attuale esecutivo di Abdel Fattah al-Sisi di far parte di <strong>Hamas<\/strong> e di aver pianificato e organizzato attacchi terroristici in territorio egiziano.<\/p>\n<h3>Lotta al terrore<\/h3>\n<p>Un duro colpo alla costola egiziana dell\u2019Isis \u00e8 stato dato dalle<strong> forze armate del Cairo<\/strong> nel 2016. Un\u2019operazione antiterrorismo ha portato all\u2019uccisione del leader <strong>Abu Duaa al-Ansari<\/strong> e di oltre cinquanta elementi di spicco dell\u2019organizzazione salafita.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un segno concreto dell\u2019impegno di al-Sisi a proteggere i copti dalle aggressioni. La volont\u00e0 di distensione \u00e8 dimostrata anche da una legge, approvata nell\u2019agosto 2016, che semplifica la costruzione di <strong>chiese cristiane<\/strong> in territorio egiziano.<\/p>\n<h3>Intolleranza<\/h3>\n<p>La furia anti-cristiana non conosce per\u00f2 ostacoli. Il terrore si diffonde non solo attraverso le <strong>grandi stragi<\/strong>. A gennaio, in soli dieci giorni, <strong>quattro cristiani sono stati uccisi<\/strong> da musulmani, ad Alessandria, a Menufia e ad Assiut. E ancora a febbraio, nel Sinai settentrionale, quasi millecinquecento copti, ovvero quasi la totalit\u00e0 di quelli che vivono in quella provincia, sono stati <strong>messi in fuga<\/strong> da un inasprimento della persecuzione da parte dei fondamentalisti islamici.<\/p>\n<p>Solo di recente, a fine marzo, la situazione nel Sinai si \u00e8 normalizzata. Molti cristiani hanno fatto ritorno a casa, come riferito all\u2019agenzia Fides da <strong>Anba Kosman<\/strong>, vescovo copto-ortodosso di al Arish e del Sinai del Nord. Il presule ha anche riferito che vengono celebrate Messe ogni giorno e che i sacerdoti possono <strong>girare liberamente<\/strong> per le strade.<\/p>\n<h3>Visita significativa<\/h3>\n<p>\u00c8 in questo clima in cui terrore e speranza si mischiano continuamente, che Papa Francesco visiter\u00e0 l\u2019Egitto il 28 e 29 aprile. Quella che il Pontefice trover\u00e0 nel Paese delle sfingi \u00e8 una <strong>comunit\u00e0 copta vessata<\/strong> ma mai doma. Lo sguardo di fede che i copti mostrano dinanzi al martirio \u00e8 attestato dalle parole pronunciate a dicembre, dopo l\u2019attentato al Cairo, dal primate Tawadros II: \u201cDiamo l\u2019addio ai nostri cari con spirito di lode, perch\u00e9 crediamo che non c\u2019\u00e8 morte per coloro che amano Dio: <strong>loro saranno resuscitati<\/strong> nella gioia alla vita eterna\u201d. Uno sguardo di fede che \u00e8 un insegnamento per tutti i cristiani, in questo tempo di Pasqua.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EGITTO: PERCHE\u2019 I CRISTIANI SONO NEL MIRINO di Federico Cenci &#8211; Apr 19, 2017 Prima la chiesa di San Giorgio a Tanta, vicino Il Cairo. Poi la cattedrale di San Marco ad Alessandria. Quarantaquattro le vittime, oltre centoventi i feriti. 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