{"id":3038,"date":"2017-06-29T11:11:09","date_gmt":"2017-06-29T09:11:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=3038"},"modified":"2017-06-29T11:11:10","modified_gmt":"2017-06-29T09:11:10","slug":"larto-fantasma-articolo-di-marcello-veneziani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/larto-fantasma-articolo-di-marcello-veneziani\/","title":{"rendered":"L&#8217;arto fantasma. Articolo di Marcello Veneziani"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"omc-post-heading-standard\">L\u2019arto fantasma<\/h1>\n<div id=\"omc-inner-placeholder\"><img class=\"featured-full-width-top wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/destra-ansa-620x350.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<p><em>Articolo tratto dal numero di Tempi in\u00a0edicola<\/em><\/p>\n<p>http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/larto-fantasma\/<\/p>\n<p><strong>Ho passato mezza vita a difendere, motivare, ripensare la destra<\/strong>. E ho passato l\u2019altra met\u00e0 a riconoscere che \u00e8 superata, tramontata, inadeguata. Per fortuna nel mezzo ho fatto e scritto molte altre cose che con la destra non c\u2019entrano niente e che reputo pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><strong>Ma non mi sono risparmiato a scrivere<\/strong>, dialogare, scontrarmi nel nome della destra e fondare riviste e iniziative per dare alla destra una voce, un punto di riferimento; e per unire, collegare le destre sparse e le sue firme.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ho fatto quando la destra era un piccolo ghetto<\/strong>, per giunta diviso al suo interno tra destra politica e destra pensante, tra vecchia e nuova destra, tra destra nazional-conservatrice e social-rivoluzionaria.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ho fatto poi quando il mondo stava cambiando<\/strong>\u00a0ed \u00e8 sorta, anche con l\u2019avventura de L\u2019<em>Italia settimanale<\/em>, una destra riconosciuta da tutti, rilevante, che andava persino al governo, anche se non al potere, non lasciando poi tracce.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019ho fatto quando l\u2019ho vista sfasciarsi<\/strong>, diventare altro, appiattirsi su un leader gi\u00e0 piatto di suo, e sparire. E poi riaffiorare piccola e malconcia e riprendere fiato, fino a diventare almeno elettoralmente una forza pari a quella del Movimento sociale italiano.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019ho fatto nonostante la destra militante<\/strong>\u00a0sia abitata da non pochi ottusi, inaciditi e maldicenti che la corrodono all\u2019interno, sputando veleno su tutti, a partire dai vicini.<\/p>\n<p class=\"p1\"><ins class=\"adsbygoogle\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-slot=\"2552114109\" data-ad-client=\"ca-pub-5675438678059202\"><ins id=\"aswift_0_expand\"><ins id=\"aswift_0_anchor\"><\/ins><\/ins><\/ins><strong>Ma si pu\u00f2 ancora parlare di destra?<\/strong>\u00a0\u00c8 venuto gi\u00f9 il mondo, da noi \u00e8 tramontato il bipolarismo con la sua perfetta alternanza al governo. La sinistra pi\u00f9 grande non \u00e8 pi\u00f9 una sinistra politica ma continua a essere una sinistra bio-etica e \u201cfurbo-liberal\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>La sinistra pi\u00f9 piccola<\/strong>\u00a0stenta a trovare coesione per sopravvivere, cos\u00ec come il pulviscolo dei centrini, mentre impazza il centrifugo Movimento 5 Stelle, sintesi o rigurgito di Tutto. Infine l\u2019ondivago Berlusconi, a geometria variabile, proteiforme, il primo leader liquido e labile.<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>La destra oggi viene identificata per ragioni numeriche<\/strong>, prima in Salvini e poi in Meloni. Sconforta per\u00f2 una cosa: se dici destra, al di l\u00e0 di uno, due volti televisivi efficaci, non vedi quasi niente. Non vedi un\u2019area, un ambiente, un arcipelago mediatico, una classe politica, figure di rilievo, o che so, un movimento civico, una forza sindacale, circoli ricreativi, reti cooperative. Nulla, il Nulla.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019eterno processo in contumacia<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Per\u00f2 senti, leggi nei sottoscala semiclandestini della rete<\/strong>, un vivace corteo di opinioni affini. E vedi che in Europa, nel mondo, qualcosa che somiglia a una destra nazionale e popolare raccoglie rilevanti consensi.<\/p>\n<p><strong>Dalla parte opposta vedi crollare<\/strong>\u00a0ogni progetto politico, sociale e culturale, superato dalla realt\u00e0 e dalle sue conclamate urgenze: i flussi migratori incontrollati, la risposta al terrorismo, la richiesta di sicurezza, la voglia identitaria, la rivendicazione di sovranit\u00e0, la tutela della famiglia e della civilt\u00e0.<\/p>\n<p>E magari la vaga intuizione che c\u2019\u00e8 un patrimonio culturale, civile e naturale da salvare, o addirittura una tradizione, come nostra principale risorsa.<\/p>\n<p><strong>Tutte precondizioni per far fiorire la destra<\/strong>\u00a0o qualcosa di simile, magari con altro nome. Invece comizi e piccole battaglie, diluite nel fiume del populismo dove c\u2019\u00e8 acqua sorgiva e torrenti impetuosi mescolati a reflui e fogne a cielo aperto. O si profilano vecchie alleanze elettorali: ma, vista l\u2019esperienza passata, vincere per poi far cosa?<\/p>\n<p><strong>Intanto fuori, cresce un paradosso<\/strong>: travestita sotto la denuncia del razzismo, della xenofobia, dell\u2019omofobia, della sessuofobia, dell\u2019islamofobia, si nasconde in realt\u00e0 una vera e propria psicosi con risvolti giudiziari, la destrofobia. C\u2019\u00e8 una dominante, pervasiva, ossessiva destrofobia in assenza dell\u2019interessato, la destra. Un processo in contumacia.<\/p>\n<p><strong>La destra non \u00e8 solo l\u2019arto fantasma<\/strong>\u00a0del quadro politico, civile, culturale, perfino bioetico. Ma \u00e8 anche, non dico il capro espiatorio perch\u00e9 offenderei i riti sacrificali, la bad company su cui scaricare i mali della societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Eppure quell\u2019area<\/strong>, quella sensibilit\u00e0, esiste sparsa e sottotraccia, \u00e8 largamente e profondamente diffusa. Solo che in assenza di filtri, di luoghi in cui rielaborare il pensiero e rappresentare le opinioni, rischia di finire in un oscuro, viscerale, rancore, tra vituperi e imprecazioni.<\/p>\n<p><strong>Se non dai un volto<\/strong>, una testa, un cuore alla destra, rischi di scivolare in quella pancia in cui tutti i suoi nemici, moderati inclusi, vogliono ricacciarla per poi squalificarla.\u00a0<strong>Non solo le Boldrini<\/strong>\u00a0ma anche i Severgnini, tanto per citare pure sul versante moderato.<\/p>\n<p><strong>Mi sono accorto di una cosa<\/strong>: i principali impresari di quest\u2019imbestiamento della destra, ridotta solo a lotta elettorale e leader da corsa e da video, sono proprio coloro che poi s\u2019intristiscono, o fingono di intristirsi, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 in Italia una destra civile, colta, responsabile e credibile, prima che presentabile.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 proprio quel che vogliono loro<\/strong>\u00a0e se talvolta appare qualcosa, qualcuno, una voce, un gruppo di ragazzi, un libro, un\u2019idea da quelle parti, subito scatta la finzione d\u2019inesistenza, la cancellazione. I mondi residui della sinistra, dei moderati e i cattopardi bergogliani, amano denunciare il becerume della destra razzista ma rimuovono poi chi smentisce quello stereotipo e fa, pensa, scrive, fonda, a destra e paraggi, cose diverse.<\/p>\n<h3><strong>Il \u201cpartito\u201d della tradizione<\/strong><\/h3>\n<p>Oddio, un punto di ripartenza, una casa comune e prepolitica a destra ci sarebbe, e avrebbe anche un patrimonio per svolgere un ruolo;\u00a0<strong>dico la Fondazione Alleanza Nazionale<\/strong>, ma finora ha prevalso la paralisi dei veti incrociati e in taluni il progetto di usare quel patrimonio a fini subpartitici ed elettorali.<\/p>\n<p><strong>Eppure si potrebbero fare tante cose<\/strong>, trasformandola in un laboratorio in cui formare un\u2019area d\u2019opinione di destra, varare iniziative mirate, selezionare una classe dirigente futura, magari partendo da una sua ridenominazione: non ha senso evocare un partito morto male, col leader con cui s\u2019identificava da dimenticare.<\/p>\n<p>Peraltro, gran parte di quel patrimonio proveniva dal\u00a0<strong>Msi di Almirante e non da An<\/strong>. Meglio dedicarla all\u2019Italia, quella fondazione.<\/p>\n<p><strong>Alla fine la destra cos\u2019\u00e8 per un \u201cintellettuale\u201d?<\/strong>\u00a0\u00c8 il ponte mancante, il ponte di Eraclito figurato da Magritte, met\u00e0 visibile e met\u00e0 invisibile, che si riflette intero nel fiume e unisce due sponde: un pensiero, una cultura, una visione del mondo da una parte, e un paese, una civilt\u00e0 e un\u2019epoca dall\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>La sponda culturale e ideale resta viva in noi<\/strong>; le idee, i nostri autori, i libri che leggiamo e anche quelli che scriviamo, ci tengono compagnia, occupano i nostri pensieri e motivano gi\u00e0 la nostra vita.<\/p>\n<p><strong>Ma sull\u2019altra sponda<\/strong>, dov\u2019\u00e8 la nostra casa reale, abitano i nostri affetti, vive la nostra comunit\u00e0 o quel che resta di lei, insomma l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 la nostra patria e la nostra matria, naturale e civile, prevale la decadenza e ancor peggio la percezione della decadenza, il sentore che tutto sia finito e che poco resti da salvare, eccetto se stessi e la roba, sibi et suis.<\/p>\n<p><strong>Si vorrebbe intero quel ponte<\/strong>\u00a0per poter non dico trasferire ma perlomeno collegare quelle idee a quella terra, a quel popolo.<\/p>\n<p>Sul piano politico oggi la destra nazionale e popolare potrebbe ritrovarsi in una triplice priorit\u00e0:<strong>\u00a0Prima gli italiani. Prima la famiglia. Prima il merito<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il resto \u00e8 chiacchiera<\/strong>, come professarsi liberali, moderati, europeisti e moderni. La destra \u00e8 il \u201cpartito\u201d della tradizione, la difesa della civilt\u00e0 e della natura rispetto a quanti insorgono indignati se un cetriolo \u00e8 geneticamente modificato ma poi insorgono indignati se qualcuno osa ridire su una persona geneticamente modificata.<\/p>\n<h3><strong>Contro l\u2019odiernit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Dopo la modernit\u00e0 non \u00e8 venuta la postmodernit\u00e0 o l\u2019ipermodernit\u00e0 ma l\u2019odiernit\u00e0<\/strong>, cio\u00e8 la riduzione di tutto a un presente sconfinato. Lo sconfinamento di popoli, sessi, limiti, natura \u00e8 la sua peculiarit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La destra, o quel che vi s\u2019intende, dovrebbe<\/strong>\u00a0essere al contrario la connessione tra passato, presente e futuro, tra natura e cultura, tra ricerca e tradizione, tra cielo e terra.<\/p>\n<p><strong>E insieme il senso del confine, che non \u00e8 il muro<\/strong>, come malignamente traducono coloro che peraltro erigono muri contro la destra; ma \u00e8 la soglia da rispettare, sul cui limite confrontarci, la porta che si apre e si chiude, all\u2019occorrenza, il senso della misura.<\/p>\n<p><strong>E quanto questo pensiero<\/strong>\u00a0sia intriso nella vita quotidiana e nella storia in corso, nei problemi e nelle tragedie del nostro presente, lo vedete tutti. Ma poi, mi dico, non si pu\u00f2 passare la vita a immaginare una destra che non c\u2019\u00e8. Meglio pensare ad altro, scrivere di altro.<\/p>\n<h3><strong>Postilla per Fini personali<\/strong><\/h3>\n<p><em>Postilla per Fini personali. I residui finiani che continuano a baciare la mano al boss nonostante tutto quel che emerge (oltre lo sfascio politico, il discredito morale, il tradimento ideale, ora anche la squallida vicenda giudiziaria), s\u2019indignano con chi come me critica\u00a0<strong>l\u2019ex leader della destra<\/strong>\u00a0e mi ricordano che fui consigliere della rai \u201cin quota Fini\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, a parte il paradosso che dovrei vergognarmi io e non piuttosto lui e loro per quel che lui ha combinato, ormai sotto gli occhi di tutti, vorrei far notare:<\/em><\/p>\n<p><em><strong>1.<\/strong>\u00a0Ho fatto tante cose in vita mia oltre che il consigliere Rai, ho scritto una trentina di libri, ho fondato riviste che hanno avuto un\u2019incidenza politica sulla destra, ho diretto fondazioni, ho scritto per una marea di quotidiani e riviste non di area, ho lanciato idee, proposte, iniziative.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>2.<\/strong>\u00a0In Cda Rai non chiesi io di andarci e tantomeno volli restarci. Fui nominato, se permettete, \u201cper chiara fama\u201d e non per grazia ricevuta. Credo di aver dato molto alla \u201cdestra\u201d. E anche alla Rai, nonostante abbia capito che l\u2019impresa di riformarla \u00e8 impossibile, si ri-forma sempre uguale a se stessa, con tendenza al peggio. Nella vita ho avuto pi\u00f9 danni che \u201cbenefici\u201d per essere stato sempre di destra, nella buona e nella cattiva sorte, prima, durante e dopo la destra politica, a volte nonostante la destra. Vi risparmio l\u2019elenco.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>3.<\/strong>\u00a0Fu la destra politica a porre veti e a far chiudere editrici, direzioni, riviste, come L\u2019Italia settimanale, che avevo fondato senza alcun aiuto della destra. Non bastavano le censure di regime e i cordoni sanitari dell\u2019intellighenzia organica\u2026 Ho scritto in libert\u00e0 per il Giornale di Berlusconi; quando le mie opinioni furono molto divergenti dall\u2019editore fui costretto ad andarmene.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>4.<\/strong>\u00a0Critico Fini da anni, apertamente. E sarei un miserabile se non lo facessi solo in memoria della Rai (che forse \u00e8 l\u2019unica cosa che mi pento di aver accettato). Allora s\u00ec che asservirei l\u2019etica professionale e la passione di verit\u00e0 a un meschino fatto personale. Chiss\u00e0 quante volte avr\u00f2 sbagliato in vita mia, ma con la testa mia, non mi sono mai adattato con vile e servile furbizia ai capi e ai diktat di partiti, clan e giornali. Non bacio le mani a chi ha sepolto la destra in Italia, senza onore.<\/em><\/p>\n<p>MV, Tempi<\/p>\n<div><\/div>\n<div class=\"the_champ_counter_container the_champ_horizontal_counter\">\n<div class=\"the_champ_counter_title\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arto fantasma Articolo tratto dal numero di Tempi in\u00a0edicola http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/larto-fantasma\/ Ho passato mezza vita a difendere, motivare, ripensare la destra. E ho passato l\u2019altra met\u00e0 a riconoscere che \u00e8 superata, tramontata, inadeguata. 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