{"id":3102,"date":"2018-01-23T11:39:01","date_gmt":"2018-01-23T10:39:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=3102"},"modified":"2018-01-23T11:39:01","modified_gmt":"2018-01-23T10:39:01","slug":"europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/","title":{"rendered":"EUROPA, DOVE LA DEMOCRAZIA NON SA VINCERE SU SE STESSA"},"content":{"rendered":"<header id=\"main-header\" class=\"\" data-height-onload=\"96\" data-height-loaded=\"true\" data-fixed-height-onload=\"44\">\n<div class=\"container clearfix et_menu_container\">\n<div id=\"et-top-navigation\" data-height=\"81\" data-fixed-height=\"30\">\n<nav id=\"top-menu-nav\">&nbsp;<\/p>\n<\/nav>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div id=\"et-main-area\">\n<div id=\"main-content\">\n<div class=\"container\">\n<div id=\"content-area\" class=\"clearfix\">\n<div id=\"left-area\">\n<article id=\"post-3128\" class=\"et_pb_post post-3128 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-articoli\">\n<div class=\"et_post_meta_wrapper\">\n<h1 class=\"entry-title\">EUROPA, DOVE LA DEMOCRAZIA NON SA VINCERE SU SE STESSA<\/h1>\n<p class=\"post-meta\"><span class=\"published\">Gen 12, 2018<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.centrostudilivatino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/crepaldi.jpg?resize=1032%2C562\" alt=\"EUROPA, DOVE LA DEMOCRAZIA NON SA VINCERE SU SE STESSA\" width=\"1080\" height=\"675\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><strong><em>Grazie alla cortesia di Mons Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, pubblichiamo la sua Presentazione al Nono Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, curato\u00a0dall\u2019Osservatorio Card. Van\u00a0Thuan, del quale\u00a0Mons Crepaldi \u00e8 Presidente, in collaborazione con il Movimento Cristiano Lavoratori. Il Rapporto viene presentato a Roma il 9 febbraio, secondo il programma che segue.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Presentazione<\/p>\n<p><strong>EUROPA, DOVE LA DEMOCRAZIA NON SA VINCERE SU SE STESSA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>S.\u00a0E. Mons. Giampaolo Crepaldi<\/em><a href=\"http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftn1\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftn1', '[1]']);\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Il Rapporto del nostro Osservatorio, che si avvicina ormai al suo primo decennale, quest\u2019anno \u00e8 dedicato all\u2019Europa. Potrebbe sorprendere che un Rapporto dedicato ai cinque continenti concentri l\u2019attenzione solo su uno di essi. Dato che il Rapporto fa una cronaca a livello universale, pu\u00f2 sembrare una stonatura che il \u201ctema dell\u2019anno\u201d sia limitato ad una sola area del pianeta, l\u2019Europa appunto. Naturalmente, questa perplessit\u00e0 \u00e8 stata fin da subito presente ai curatori del Rapporto, tenuto anche conto che alcuni Centri di ricerca che vi collaborano hanno sede fuori dei confini dell\u2019Europa. Una motivazione decisiva \u00e8 per\u00f2 intervenuta a farci decidere per questo tema, nonostante le perplessit\u00e0 ora ricordate. Se l\u2019Europa, dal punto di vista geografico, ha dei confini (anche se non proprio precisi, a dire il vero), e se dal punto di vista geopolitico essa sembra compressa e relativizzata da altre potenze sia ad occidente che ad oriente, come idea esprime una civilt\u00e0 potenzialmente universale. Parlare dell\u2019Europa, quindi, induce ad affrontare temi non solo europei. Se c\u2019\u00e8 una crisi dell\u2019Europa, la cosa interessa tutto il mondo.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che per la Dottrina sociale della Chiesa l\u2019Europa non rappresenta un punto di riferimento casuale. Qui essa \u00e8 stata originariamente incarnata e per molti versi il rapporto tra Chiesa e mondo cos\u00ec come \u00e8 stato realizzato in territorio europeo ha un significato ben pi\u00f9 vasto. Se questo rapporto dovesse entrare in crisi definitiva \u2013 e non possiamo nasconderci che molti sintomi rivelano proprio questo \u2013 le ripercussioni negative sarebbero molto fragorose, anche fuori dell\u2019Europa. Non sto dicendo che le vecchie soluzioni europee debbano essere nostalgicamente difese e conservate. Le mie osservazioni riguardano non le soluzioni storiche ai diversi problemi sociali e politici che in Europa sono state sperimentate, ma la struttura del rapporto tra Chiesa e mondo, le sue direttive fondamentali quali sono sempre state intese e articolate dalla Dottrina sociale della Chiesa. Sono queste ad aver bisogno dell\u2019Europa e l\u2019Europa ad aver bisogno di esse.<\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 quindi il teatro di diversi scenari tutti ugualmente importanti per le sorti dell\u2019umanit\u00e0 ed anche per la Chiesa. Ripetutamente i Pontefici ci hanno ricordato l\u2019importanza dell\u2019Europa per l\u2019evangelizzazione e per la nuova evangelizzazione, anche della vita sociale. Da ultimo lo ha fatto papa Francesco, rivolgendosi alla Polonia e ai Polacchi, e tramite loro anche a tutti gli altri, quando nel luglio del 2016 ha ricordato a Varsavia e a Chestochowa il 1050mo anniversario del battesimo della Polonia, avvenuto con la converzione del duca Mieszko nel 966 Se l\u2019evangelizzazione del sociale frena significativamente o si arresta qui in Europa, ci\u00f2 accadr\u00e0 in tutto l\u2019Occidente, di cui l\u2019Europa \u00e8 origine e fondamento, e non solo in Occidente. Ci\u00f2 senza nulla togliere alla vivacit\u00e0 delle Chiese degli altri continenti, che sono pure impregnate di\u00a0<em>Magna Europa<\/em>, e da cui potr\u00e0 giungere in futuro un grande aiuto anche a riscoprire \u2013 Dio non voglia \u2013 l\u2019Europa perduta.<\/p>\n<p>Questo IX Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel Mondo, come del resto tutti i precedenti, assume un linguaggio schietto e cerca di esprimere la realt\u00e0 delle cose, senza sconti in favore del pensiero dominante. Non abbiamo quindi timore ad affermare che il progetto europeo \u00e8 in gravissima crisi e che solo un radicale ripensamento di metodi e soprattutto di contenuti, potr\u00e0 \u2013 con l\u2019aiuto della Provvidenza \u2013 cambiare una situazione che si sta dimostrando molto pericolosa per tutti. Il titolo generale del Rapporto \u00e8 chiaro nella sua durezza: \u201cLa fine delle illusioni\u201d.<\/p>\n<p>Lungo la sua storia, il processo di unficazione europea ha preso strade sbagliate, ma ha anche avuto le occasioni per fare ammenda e rimettersi sulla giusta strada. In modo particolare ci\u00f2 \u00e8 accaduto dopo il disfacimento dell\u2019impero comunista nell\u2019Est europeo. Eravamo agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso. Qualunque fosse stata la strada di unificazione percorsa fino allora dai Paesi europei, qualunque fossero stati i passi giusti e quelli sbagliati, in quel momento c\u2019erano tutte le condizioni per una radicale registrazione della rotta. Quell\u2019\u2019occasione storica, per\u00f2, \u00e8 andata perduta. L\u2019Europa poteva cominciare a respirare a due polmoni, dall\u2019Est potevano arrivare alle stanche societ\u00e0 del benessere occidentali stimoli umani e spirituali, Papa Giovanni Paolo II si dedicava all\u2019Europa come ad uno dei temi principali del suo pontificato e instancabilmente, a cominciare dall\u2019enciclica\u00a0<em>Centesimus annus<\/em>\u00a0e dal Sinodo sull\u2019Europa, lavorava per risvegliare nel continente la piena consapevolezza delle proprie ragioni d\u2019essere, giungendo anche a chiedere espressamente che il riferimento a Dio fosse inserito nella Costituzione europea, documento con cui agli inizi degli anni Novanta si voleva, giustamente nelle aspirazioni ma inadeguatamente nei metodi adoperati, ridisegnare i fondamenti del processo di unificazione. In realt\u00e0 nulla cambi\u00f2 e si procedette con un allargamento della cooptazione di nuovi Paesi dentro un concerto dalle deboli convinzioni morali e religiose. Si stipul\u00f2 il Trattato di Maastricht (1972) e si scelse di dar vita all\u2019Unione europea, ma le sua basi dottrinali, valoriali e religiose erano troppo fragili, quando non asservite ad una ideologia occidentalista pi\u00f9 che ad un Occidente che trova le sue radici nel cristianesimo. Prevalse l\u2019Europa dei Lumi, prevalse la \u201cragione strumentale\u201d, prevalse il convenzionalismo dei diritti umani, prevalse l\u2019accentramento e la normalizzazione dall\u2019alto, anziche la sapienza politica della costruzione articolata e sussidiaria dal basso. E questo \u00e8 continuato anche in seguito, anche con l\u2019ingresso dei nuovi Paesi dell\u2019Europa orientale, creando oggi una nuova frattura al\u2019interno dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Originariamente l\u2019ideale europeo nacque dopo un immane conflitto per congedarsi dagli Stati ideologici. Era un segnale positivo in un momento in cui \u2013 eravamo negli anni Cinquanta del secolo scorso \u2013 nelle nazioni europee si combatteva ancora una guerra ideologica non guerreggiata. La guerra fredda usava tutti i mezzi e non solo la deterrenza nucleare o lo spionaggio. La guerra fredda si combatteva anche nelle nostre piazze, nelle nostre fabbriche, nelle nostre aule universitarie. L\u2019ideale europeo, allora, risuon\u00f2 forte e stimolante. E\u2019 vero che in questi decenni il continente europeo non ha conosciuto pi\u00f9 guerre ideologiche, ma non si pu\u00f2 dire che non abbia pi\u00f9 conosciuto lo Stato ideologico, dato che spesso proprio le istituzioni europee \u2013 che non sono uno Stato ma che talvolta sembrano voler essere un super-Stato \u2013 hanno esercitato una forte pressione, se non una oppressione, proprio di natura ideologica.<\/p>\n<p>Questa Unione europea, caratterizzata dalla prevalenza dell\u2019ideologia dei Lumi, dal predominio della nomenklatura intellettuale e politica secondo l\u2019ideologia del \u201cManifesto di Ventotene\u201d<a href=\"http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftn2\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftn2', '[2]']);\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>, da una concezione astratta dei diritti senza una visione condivisa dei doveri, ritiene di essere tenuta insieme dalla democrazia e dalla libert\u00e0, e pensa addirittura di poter espandere nel mondo la propria democrazia e la propria libert\u00e0, quando invece proprio su questo punto essa non \u00e8 riuscita a vincere su se stessa. Il fallimento delle illusioni europee riguarda proprio il fallimento della sua concezione della democrazia\u00a0 e della libert\u00e0, riguarda quindi la sua essenza. L\u2019errore di fondo \u00e8 di aver pensato di aver vinto le ideologie del XX secolo con la democrazia formale, procedurale, tollerante tutto fino ad essere intollerante con chi dica che non si pu\u00f2 tollerare tutto. E questo errore di fondo continua ad essere presente, anzi si irrobustisce, segno di una insipienza che continua nel tempo. E\u2019 qui che l\u2019Europa dimostra di essere ancora una illusione. Non \u00e8 certo se sia una illusione finita, \u00e8 certo che siamo davanti alla fine delle illusioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftnref1\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftnref1', '[1]']);\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Presidente dell\u2019Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thu\u00e2n sulla Dottrina sociale della Chiesa, Arcivescovo-vescovo di Trieste e Presidente della Commissione \u201cCaritas in veritate\u201d del Consiglio delle Conferenze Episcopali d\u2019Europa (CCEE).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftnref2\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/europa-dove-la-democrazia-non-sa-vincere-su-se-stessa\/#_ftnref2', '[2]']);\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Si vedano a questo proposito i tre saggi centrali di questo Rapporto e, a questo specifico riguardo, quello di Alfredo Mantovano.<\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; EUROPA, DOVE LA DEMOCRAZIA NON SA VINCERE SU SE STESSA Gen 12, 2018 Grazie alla cortesia di Mons Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, pubblichiamo la sua Presentazione al Nono Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, curato\u00a0dall\u2019Osservatorio Card. 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