{"id":3118,"date":"2018-04-04T19:17:33","date_gmt":"2018-04-04T17:17:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=3118"},"modified":"2018-04-04T19:17:33","modified_gmt":"2018-04-04T17:17:33","slug":"fake-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/fake-news\/","title":{"rendered":"FAKE NEWS"},"content":{"rendered":"<div class=\"et_post_meta_wrapper\">\n<h1 class=\"entry-title\">SIMONA ANDRINI: TESTO DELLA RELAZIONE AL WORKSHOP SULLE \u201cFAKE NEWS\u201d<\/h1>\n<p class=\"post-meta\"><span class=\"published\">Apr 3, 2018\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"post-meta\"><strong><span class=\"published\" style=\"color: #0000ff;\">http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"post-meta\">\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.centrostudilivatino.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Prof.ssa-Andrini-la-vera-minaccia-e%CC%80-la-disinformazione-non-le-notizie-false.jpeg?resize=1024%2C675\" alt=\"Simona Andrini: testo della relazione al workshop sulle \u201cFake News\u201d\" width=\"1080\" height=\"675\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Simona Andrini<br \/>\n<em>Ordinario di Sociologia del diritto al Dipartimento di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di RomaTre<\/em><\/p>\n<p>Desidererei in esordio ricordare l\u2019insegnamento di un grande giurista, R.Orestano, maestro di scienza e di vita, che ci esortava a riflettere sul fatto che andando a fondo nello studio delle cose si possono proporre solo introduzioni e, dunque, parlare\u00a0<em>non<\/em>\u00a0di oggetti dati, ma, piuttosto, di\u00a0<em>semantiche di una metafora<\/em>. E\u2019 questo un monito che appare, a mio avviso, pi\u00f9 che prezioso nel volerci approssimare al tema delle cosiddette\u00a0<em>fake news<\/em>, nome esso stesso gi\u00e0 virale, per intendere le notizie false. \u00a0<span id=\"more-4564\"><\/span><\/p>\n<p>Cosa sono infatti le\u00a0<em>fake news<\/em>? Sono informazioni apparenti? Leggende metropolitane?\u00a0 Mancate verit\u00e0, non vere, ma verisimili? Fisionomie mimetiche? Apparenze che vivono di visibilit\u00e0? Ed inoltre, sono loro ad essere false o la falsit\u00e0 \u00e8 solo la nostra?\u00a0<strong>S<\/strong>ono false solo perch\u00e9 non ci piacciono, ed allora\u00a0<em>fake news<\/em>\u00a0diviene il nome che il potere d\u00e0 ad ogni informazione che lo disturba (che mina le sue fondamenta, che stimola il dissenso)?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Oppure, paradossalmente, sono invece vere proprio in quanto sono false? Ecco\u2026 semantiche di una metafora!<\/p>\n<p>Del resto anche il prestigioso\u00a0<em>HLEG, High Level Group<\/em>, il\u00a0<em>team<\/em>\u00a0di esperti nominati a novembre dall\u2019Unione Europea, nel suo rapporto\u00a0<em>Multidimensional approach to disinformation\u00a0<\/em>in ordine alle\u00a0<em>fake news<\/em>\u00a0e alla disinformazione in rete, dopo 4 mesi di lavoro, 39 esperti chiamati, una consultazione pubblica ed un sondaggio che ha coinvolto oltre 25.000 cittadini, ha dovuto riconoscere che\u00a0<em>La vera minaccia \u00e8 la disinformazione non le notizie false<\/em>.\u00a0 Questo perch\u00e9 gli esperti sono addivenuti alla conclusione (peraltro non cos\u00ec imprevedibile) che il termine\u00a0<em>fake news<\/em>\u00a0non riesce a cogliere la complessit\u00e0 del problema della\u00a0<em>disinformazione<\/em>\u00a0che comprende<em>\u00a0contenuti che non sono totalmente falsi, ma sono costruiti mescolando informazioni e fatti. \u00a0<\/em>Quelle che in italiano si chiamavano le mezze-verit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Era infatti del tutto prevedibile, ma era anche mediaticamente necessario e rassicurante, ricorrere al vieto, ma sempre efficace mezzo che si adopera quando si vuole mostrare efficienza nel dare una risposta: la nomina di una Commissione. Risposta che suggerisce in un mondo sempre meno decifrabile soluzioni di facile e immediata comprensione. L\u2019informazione globalizzata costruisce ipotesi e domande generali ed aspira a risposte globali. Sono risposte improbabili, spesso insostenibili, frutto di semplificazioni, ma proprio per questo \u201cmediaticamente efficaci.\u201d Un esempio, l\u2019anonimato. E\u2019 efficace rassicurare sulla caccia all\u2019individuazione dei colpevoli, come se non si sapesse che esistono programmi (<em>Anonymous.ip\u00a0<\/em>e centinaia di altri) che impediscono l\u2019identificazione del computer che si sta utilizzando e che, se pure una volta identificato (ponderoso impiego di investigatori e rogatorie), non assicura assolutamente l\u2019identificazione del soggetto agente.<\/p>\n<p>Il dissidio tra opinione e verit\u00e0\u00a0<em>(doxa\/al\u00e9theia)<\/em>\u00a0\u00e8 tema assai antico, penso naturalmente ad Antifonte (<em>La Verit\u00e0<\/em>) ad Averro\u00e8 (<em>La doppia verit\u00e0<\/em>) solo per ricordare i pi\u00f9 noti, ma con particolare riferimento al responso del HLET, allorch\u00e9 parla di \u201c<em>contenuti non totalmente falsi ma costruiti mescolando informazioni e fatti<\/em>\u201d, mi piace ricordare quanto notava Aristotele, allorch\u00e9 affrontava il tema del Verisimile<em>. \u201cVerisimile<\/em>\u201d \u2013 dice Aristotele \u2013 \u00e8 \u201c<em>ci\u00f2 che il pubblico crede possibile<\/em>\u201d. \u201c<em>Val meglio un verisimile impossibile che un possibile verisimile\u201d<\/em>. Val meglio raccontare ci\u00f2 che il pubblico crede possibile, anche se impossibile scientificamente, che non raccontare ci\u00f2 che \u00e8 possibile realmente se codesto possibile \u00e8 rigettato dalla censura collettiva dell\u2019opinione corrente.<\/p>\n<p>Ancora, per rimanere nel mondo greco, il tema, assai pi\u00f9 grave, della perdita del valore della Verit\u00e0 che troviamo nel\u00a0<em>Teteeto<\/em>\u00a0di Platone, ove \u00e8 posto il tema dell\u201d<em>Eristica<\/em>.\u00a0<em>C<\/em>ome noto,\u00a0<em>l\u2019eristik\u00e9<\/em>\u00a0<em>t\u00e9kne<\/em>\u00a0era l\u2019arte di combattere dialetticamente al fine di far prevalere la propria tesi, ma (qui la differenza con la dialettica)\u00a0<strong><em>indipendentemente<\/em><\/strong>\u00a0dal suo contenuto di verit\u00e0. (Aristotele la definir\u00e0 una degenerazione della prima Sofistica). Platone nel\u00a0<em>Teteeto<\/em>\u00a0si scaglia \u2013 dandone un ingiurioso appellativo \u2013 contro coloro che, forti di tale abilit\u00e0, fanno uso di quelle \u2018<em>argomentazioni false e ingannevoli che consentono di irretire l\u2019interlocutore<\/em>\u2019 e li chiama con disprezzo \u201c<em>mercenari di parole<\/em>\u201d (definizione che perfettamente calza, a mio avviso, per definire oggi gli\u00a0<em>spin<\/em>\u00a0<em>doctors<\/em>).<\/p>\n<p>Nessun rimpianto, in queste mie brevi citazioni, dell\u2019avara saggezza del\u00a0<em>nihil sub sole novi,<\/em>\u00a0ma solo il desiderio, richiamando il pensiero greco, di evidenziare come, se si vuole affrontare il tema dell\u2019uso strumentale del discorso, non possa venire eluso il problema della Verit\u00e0. Tema oggi pi\u00f9 che mai impolitico, in un mondo, come l\u2019attuale, che ha abbandonato l\u2019idea e il concetto di universale (<em>uni-versum<\/em>) e che, accogliendo a braccia aperte il relativismo, induce al rifiuto di valori assoluti. Voglio dire per es. che le coppie oppositive buono\/cattivo, bello\/brutto, giusto\/ingiusto, vero\/falso ridiventano \u2013 come per i canonici di Port Royal \u2013 nulla pi\u00f9 che\u00a0<em>aggettivi funzionalmente intercambiabili<\/em>.<\/p>\n<p>In tal senso invocare oggi la parola verit\u00e0, tragicamente, richiama lo shakespeariano \u2018<em>Orazio tu parli di nulla\u2019<\/em>. Infatti, l\u2019invocazione \u00e8 ipocrita (<em>Ypokrites<\/em>, come noto, \u00e8 colui che parla dietro la maschera); essendo divenute Verit\u00e0 ed Etica null\u2019altro che\u00a0<em>presunzioni\u00a0<\/em>che il sistema sottrae all\u2019uomo. In tal senso, forse, quella verit\u00e0 oggi cos\u00ec evocata a gran voce come baluardo contro le false notizie altro non \u00e8 se non povera forma di una semplificazione simbolica; trionfo e dominio della fatticit\u00e0 e positivit\u00e0 nelle quali sovente banalit\u00e0 e orrore si specchiano reciprocamente.<\/p>\n<p>Peraltro si crede a ci\u00f2 che si vuol credere<em>\u00a0\u2013<\/em>\u00a0lo ricorda esemplarmente Simmel.\u00a0<em>La menzogna, corrisponde alle aspettative di chi l\u2019ascolta\u2026nega e nasconde la verit\u00e0 tuttavia ha bisogno di\u00a0<strong>sapere<\/strong>, ossia di possedere un\u2019\u2018<strong>intelligenza<\/strong>\u2019 delle aspettative di verit\u00e0 di chi vuole ingannare.\u00a0<\/em>Per questo \u00e8 assai grave quanto sta succedendo con l\u2019utilizzo illecito di dati raccolti attraverso Facebook da\u00a0<em>Cambridge Analytica<\/em>. Circa 50 milioni di utenti sarebbero stati tracciati; per questo, assai pericolosa e grave \u00e8 la proposta di lasciare a Facebook e simili una censura preventiva (cosa che peraltro gi\u00e0 in parte fa).<\/p>\n<p>In tal senso appaiono illogici e pericolosi i progetti di attribuire ad un privato compiti di giustizia, lasciando che lo Stato rinunci al principale dei suoi compiti, punire i reati. Inoltre, a fronte del rischio di pagare ingenti multe, ogni\u00a0<em>informazione di pubblico interesse\u00a0<\/em>(come tale necessariamente destinata a scontentare qualcuno) sar\u00e0 preventivamente censurata, se pensiamo a quanto labile sia il confine vero \/ falso. Si pensi, ad esempio, all\u2019omeopatia sulla cui utilit\u00e0 si vedono oggi battagliare scienziati e medici che, pur non allineati alla\u00a0<em>doxa verace,<\/em>\u00a0non possono certo solo per ci\u00f2 essere annoverati come stregoni. Anni di semiotica, del resto, ci avevano ben insegnato che accanto ai linguaggi che constatano, descrivono, ordinano dei fatti, ne esistono altri di ridescrizione e metamorfosi della realt\u00e0: l\u2019obiettivit\u00e0 non esiste (le cosiddette \u2018scelte tragiche\u2019 sono l\u00ec a dimostrarlo). Del resto \u2013\u00a0<em>Quid est veritas<\/em>? \u2013 \u00e8 la terribile risposta di Pilato \u2013 proprio nelle aule dei tribunali la verit\u00e0 diviene qualcosa di mutevole, di veri-simile, perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 dire davvero ove essa si celi. La verit\u00e0 processuale per prima non \u00e8 una verit\u00e0 assoluta, ma solo verit\u00e0\u00a0<em>giudiziale<\/em>\u00a0(quanto risulta agli atti).<\/p>\n<p>Nel processo penale o civile che sia, nel\u00a0<em>Mistero del processo<\/em>, come recita il libro del grande Salvatore Satta, viene a costituirsi\u00a0<em>un mondo parallelo\u00a0<\/em>all\u2019interno del quale si costruisce la verit\u00e0\u00a0<em>giudiziale<\/em>\u00a0che pu\u00f2 tendere, ma non necessariamente corrisponde alla Verit\u00e0. Anche se \u2013 lo esempla icasticamente Calamandrei \u2013 esiste una differenza, in effetti, tra l\u2019elegante e ammirevole \u2018maestria\u2019 dell\u2019accorto schermitore e le trappole grossolane dell\u2019imbroglione. Il problema semmai \u00e8 il fatto che nei\u00a0<em>social<\/em>\u00a0\u2013 come canta Basilio nel Barbiere di Siviglia:\u00a0<em>la calunnia\u2026\u00e8 un venticello, un\u2019auretta assai gentile, insensibile e sottile<\/em>\u00a0e, soprattutto, che non ha bisogno di essere dimostrata perch\u00e9, attenzione, qualificare un dato come un \u2018fatto\u2019 significa asserire che un sintomo \u00e8 stato ormai trasformato definitivamente in segno.<\/p>\n<p>Si dice, saggiamente, non censura, ma principio di responsabilit\u00e0. Benissimo certo, ecco un altro grande valore che per\u00f2 nelle nostre societ\u00e0 appare viaggiare sempre pi\u00f9 in incognito, financo in quei paesi ove l\u2019<em>Etica protestante<\/em>\u00a0\u00e8 pi\u00f9 consolidata\u2026 Perch\u00e9 non possiamo sorvolare sul fatto che, ad es., un fattore di incentivo alla diffusione di notizie false \u00e8 costituito dalla facilit\u00e0 di tramutarle in strumento di attrazione di investimenti pubblicitari. Le notizie con molte visualizzazioni generano ricavi per molti soggetti. Vere o false che siano! Dal punto di vista sociale, inoltre, il miglior antidoto, valido strumento di difesa contro la diffusione di\u00a0<em>fake news,<\/em>\u00a0sarebbe sempre l\u2019istruzione e la crescita culturale che sola permette (il grande assente) il discernimento e l\u2019autonomia di giudizio, ma, forse, non c\u2019\u00e8 bisogno di citare Orwell, per rendersi conto che \u00e8 proprio di questi che si vuole far perder traccia. Non a caso nelle politiche sociali io non sento pi\u00f9 parlare di istruzione come investimento\u2026. Sento, invece, con accelerazione crescente, parlare di alfabetizzazione informatica e linguistica (il solito inglese), fatti questi che esitano invariabilmente nel secondare quelle letture veloci e sommarie che si fermano ai titoli, piuttosto che addentrarsi nell\u2019esame dei contenuti.<\/p>\n<p>Le notizie false, come abbiamo visto, ci sono e ci sono sempre state, ma sarebbe davvero ingenuo credere che siano esse il vero il problema. Il vero problema che in maniera carsica sottende la\u00a0<em>vexata quaestio<\/em>, e di questa impunemente si fa schermo, \u00e8 \u2013 senza aver paura delle parole \u2013 un problema di potere e potenza mondiale e, a fronte di ci\u00f2, non credo che il dettato normativo da solo possa davvero difenderci; non \u00e8 un caso, io credo, che non si senta mai citare il nostro Codice penale che invece le prende abbastanza sul serio:\u00a0<strong>calunnia<\/strong>\u00a0(da 2 a 6 anni) se attribuiscono falsamente responsabilit\u00e0 penali a chi \u00e8 innocente. 2)\u00a0<strong>diffamazione<\/strong>\u00a0(fino a 3 anni) quando sono idonee a pregiudicare l\u2019altrui reputazione. 3)\u00a0<strong>notizie false e tendenziose\u00a0<\/strong>(fino a 3 mesi o somma di danaro) quando sono atte a turbare l\u2019ordine pubblico.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, allorquando i pozzi sono avvelenati, \u00e8 difficile che alcuna legge possa da sola purificare le fonti inquinate perch\u00e9, come ammoniva Adorno: \u2018<em>Chi non commisura le cose umane a ci\u00f2 che esse vogliono per davvero significare le vede alla fine in modo non solo superficiale, ma falso<\/em>! \u2019<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div id=\"jp-relatedposts\" class=\"jp-relatedposts\">\n<h3 class=\"jp-relatedposts-headline\"><em>CORRELATI<\/em><\/h3>\n<div class=\"jp-relatedposts-items jp-relatedposts-items-visual jp-relatedposts-grid \">\n<div class=\"jp-relatedposts-post jp-relatedposts-post0 jp-relatedposts-post-thumbs\" data-post-id=\"3159\" data-post-format=\"false\"><a href=\"http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/fake-news-aspetti-problematici-della-recente-iniziativa-del-viminale\/\" onclick=\"_gaq.push(['_trackEvent', 'outbound-article', 'http:\/\/www.centrostudilivatino.it\/fake-news-aspetti-problematici-della-recente-iniziativa-del-viminale\/', '']);\" class=\"jp-relatedposts-post-a\" title=\"Fake News: aspetti problematici della recente iniziativa del Viminale\n\nIl 18 gennaio scorso il Ministro dell\u2019Interno Marco Minniti, il Capo della Polizia Franco Gabrielli e la Direttrice del servizio di Polizia postale Nunzia Ciardi hanno presentato a Roma il primo Protocollo Operativo per il contrasto alla diffusione delle c.d. fake news attraverso il web. 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