{"id":3140,"date":"2018-05-12T09:33:00","date_gmt":"2018-05-12T07:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=3140"},"modified":"2018-05-12T13:27:11","modified_gmt":"2018-05-12T11:27:11","slug":"liberare-la-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/liberare-la-liberta\/","title":{"rendered":"Liberare la liberta&#8217;"},"content":{"rendered":"<header id=\"header\" class=\"header_homeSezione_xs scrollUp\">\n<nav class=\"nav_homesezione_xs\"><b>\u00a0<\/b><\/nav>\n<\/header>\n<section class=\"container\">\n<article id=\"content-to-read\" class=\"articolo no-row\">\n<header class=\"container-header-article\">\n<div class=\"clearfix\">\u00a0Ratzinger, un Papa emerito con lo sguardo all\u2019Occidente e all\u2019Europa<\/div>\n<div class=\"web_widget_giornalista rs_skip\">\n<h3 class=\"article-signature\">di\u00a0<span class=\"writer\">*S.E. Mons. Georg G\u00e4nswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario Personale del Papa emerito Benedetto XVI<\/span><\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"web_widget_argomenti rs_skip\">\u00a0<img src=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-admin\/admin-ajax.php?action=imgedit-preview&amp;_ajax_nonce=8a987d6628&amp;postid=2085&amp;rand=78150\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div class=\"change-size rs_skip rs_preserve\"><\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"container-body-article clearfix\">\n<div class=\"paywall-content\">\n<div class=\"chapter clearfix\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intervento di S.E. Mons. Georg G\u00e4nswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario Personale del Papa emerito Benedetto XVI<br \/>\nalla presentazione del volume di Joseph Ratzinger\/Benedetto XVI \u00abLiberare la libert\u00e0. Fede e politica nel terzo millennio\u201d<\/p>\n<p>Con un testo inedito del Papa Emerito.<br \/>\nPrefazione di Sua Santit\u00e0 Papa Francesco.<br \/>\nA cura di Pierluca Azzaro e Carlos Granados<br \/>\n(Senato della Repubblica, Sala Zuccari, 11 maggio 2018, ore 18.00)<\/p>\n<p>Prima di diventare Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger\u00a0crebbe tedesco, forse ancor di pi\u00f9 bavarese. E tuttavia, per origini familiari, da bambino il suo sguardo sempre si volse al Salisburghese, all\u2019Austria, avendo davanti agli occhi la cultura dell\u2019antica Casa d\u2019Asburgo, forse pensando anche a sua nonna originaria del Sudtirolo, oggi Italia. Gli attraversamenti di frontiera caratterizzano la sua vita, sempre sullo sfondo dell\u2019orizzonte infinito della cattolicit\u00e0. Dunque, sin dalla sua fanciullezza, la sua patria politica fu rappresentata non da frontiere, ma dall\u2019Occidente nella sua interezza, e perfino nei giorni in cui la furia scatenata del totalitarismo tent\u00f2 di precipitare il nostro continente nell\u2019abisso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi che ben presto l\u2019Europa\u00a0divenne la passione politica del giovane studioso. E perci\u00f2 nemmeno sorprende che il giovane Joseph Ratzinger fu affascinato da Konrad Adenauer e dalla politica risoluta con la quale il primo cancelliere della Germania del dopoguerra \u2013 contro tutte le lusinghe e le promesse dell\u2019Unione Sovietica e dopo la \u00abcesura di civilt\u00e0\u00bb della Germania sotto i nazionalsocialisti \u2013 impose nuovamente l\u2019ancoraggio della nuova Repubblica Federale al sistema di valori liberale, proprio della storia giudaico-cristiana e dell\u2019Occidente latino-occidentale.<\/p>\n<p>Unicamente qui, in questa storia \u2013 come ben presto riconobbe Joseph Ratzinger\u00a0\u2013 il Dio di Giacobbe era stato conosciuto non come il Dio che si adira, ma innanzitutto come colui che ama, che non costringe gli uomini, ma che cerca di conquistarli. Solo qui, solo in questo spazio culturale fu perci\u00f2 scoperta, sviluppata e difesa quell\u2019imparagonabile \u00abLibert\u00e0 del cristiano\u00bb della quale parl\u00f2 Lutero 500 anni fa e che gi\u00e0 mille anni prima aveva animato San Colombano: quella consapevolezza per cui \u00abSi tollis libertatem, tollis dignitatem\u00bb, parole che ancora oggi adornano la Cappella di San Colombano posta nelle fondamenta della Basilica di San Pietro. \u00abSe togli la libert\u00e0, togli la dignit\u00e0\u00bb fu il motto che guid\u00f2 il grande missionario irlandese del VI secolo. In questo luogo \u2013 nelle \u201cGrotte\u201d sotto l\u2019Altare papale, nella Confessio che Bernini edific\u00f2 sopra la tomba di Pietro, Principe degli Apostoli \u2013 le parole di Colombano vengono perci\u00f2 in certo qual modo a costituire parte integrante delle fondamenta del papato. Fu questo lo spirito con cui i monaci pellegrini irlandesi nel VI secolo cristianizzarono l\u2019Europa occidentale, quasi rifondandola nel mezzo delle migrazioni dei popoli: di ci\u00f2 Joseph Ratzinger fu persuaso da subito. Cos\u00ec il bel titolo del libro \u00abLiberare la libert\u00e0\u00bb potrebbe quasi considerarsi un cantus firmus nella vita di Joseph Ratzinger\/Benedetto XVI.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il Papa che proveniva dalla Germania come uomo, pensatore e docente matur\u00f2 in certo qual modo \u00abnell\u2019epoca cattolica\u00bb del dopoguerra: nel tempo in cui Erich Przywara, il maestro di Josef Pieper, concepiva il suo \u00abL\u2019idea d\u2019Europa\u00bb, e quando Konrad Adenauer, Robert Schuman e Alcide De Gasperi si assunsero il rischio di intraprendere una rifondazione dell\u2019Europa dalle sue rovine, ovvero dell\u2019eredit\u00e0 dell\u2019Occidente carolingio. Fu in questo tempo che il giovane homo historicus Joseph Ratzinger, ben presto estremamente colto, quasi naturalmente divenne homo politicus. La sua idea pi\u00f9 politica gi\u00e0 allora venne a coincidere con il concetto teologico pi\u00f9 importante del giovane sacerdote: ovvero la \u00abverit\u00e0\u00bb, che pi\u00f9 tardi egli inser\u00ec nel motto del suo stemma arcivescovile, nel quale egli esprime il desiderio di conquistare cooperatori proprio di questa verit\u00e0. Perch\u00e9 \u00abse ci distacchiamo dal concetto di verit\u00e0, ci distacchiamo dalle fondamenta\u00bb, spiegava nel febbraio del 2000 al suo biografo Peter Seewald, durante un soggiorno sul fatidico monte dell\u2019Europa, Montecassino, la casa madre delle abbazie di San Benedetto; e continuava: \u00abQuello sul fuoco \u00e8 uno dei pi\u00f9 significativi detti di Ges\u00f9 sulla pace, ma mostra contemporaneamente che carica conflittuale abbia la pace autentica. Quanto la verit\u00e0 valga sofferenza e anche conflitti. Dimostra come non si possa accettare la menzogna pur di \u201cvivere tranquilli\u201d. Nessuno ha pi\u00f9 il coraggio di dire che ci\u00f2 che dice la fede \u00e8 verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Cercare la verit\u00e0 e battersi per essa divenne cos\u00ec il filo rosso\u00a0della vita di Joseph Ratzinger e di Benedetto XVI perch\u00e9, di questo egli \u00e8 convinto, essa non \u00e8 una verit\u00e0 che si possa \u00abavere o possedere\u00bb, ma alla quale ci si pu\u00f2 unicamente avvicinare: infatti, per la fede dei cristiani e conformemente alla loro comprensione della verit\u00e0, essa \u00e8 divenuta persona: in Ges\u00f9 Cristo, nel quale Dio ha mostrato il suo volto. Questo convincimento fece perci\u00f2 s\u00ec che il teologo cattolico divenisse un interlocutore particolarmente rispettato da J\u00fcrgen Habermas, il grande filosofo tedesco dichiaratamente \u00abprivo di orecchio religioso\u00bb, e con il quale egli tuttavia conveniva sul fatto che il modello giudaico cristiano dell\u2019uomo fatto a immagine di Dio determini il nucleo essenziale dell\u2019Europa. Da questa \u00absecolarit\u00e0 fondata teologicamente\u00bb \u2013 che per Josef Pieper caratterizza il nostro mondo occidentale \u2013 pi\u00f9 tardi il costituzionalista Ernst-Wolfgang B\u00f6ckenf\u00f6rde trasse la nota conclusione per cui \u00abLo Stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non \u00e8 in grado di garantire\u00bb.<\/p>\n<p>Il credente e il non credente si incontrerebbero e potrebbero farlo qui, \u00abnel dubbio\u00bb, che condividono ognuno a modo suo, affermava Ratzinger decenni prima, nel suo \u00abIntroduzione al cristianesimo\u00bb di ormai cinquant\u2019anni fa. E tuttavia, nello spazio culturale dell\u2019Europa, l\u2019incontro fra credenti e non credenti \u00e8 possibile non solo nel dubbio, ma allo stesso modo anche nella verit\u00e0, come testimonia ancora una volta il dialogo fra Ratzinger e Habermas contenuto nel libro che oggi presentiamo. Per questo, per\u00f2, con tanta pi\u00f9 nettezza Papa Benedetto XVI intese anche mettere in rilievo le frontiere di questo spazio culturale unico rispetto a tutte le altre culture, come intrepidamente fece il 12 settembre 2006 nel suo famoso \u00abDiscorso di Ratisbona\u00bb. In questo senso evidenzi\u00f2 come l\u2019affermazione decisiva dell\u2019argomentazione dell\u2019imperatore Manuele II contro la conversione mediante violenza fosse, proprio partendo dalla sua immagine cristiana di Dio, quella per cui \u00abnon agire secondo ragione, non agire con il logos, \u00e8 contrario alla natura di Dio\u00bb. E concludeva: \u00ab\u00c8 a questo grande logos, a questa vastit\u00e0 della ragione, che invitiamo nel dialogo delle culture i nostri interlocutori\u00bb.<\/p>\n<p>Quando, nella Prefazione al volume, Papa Francesco\u00a0sottolinea che questi testi, insieme alla Opera omnia del suo predecessore, \u00abpossono aiutare tutti noi a comprendere il nostro presente e a trovare un solido orientamento per il futuro\u00bb, quasi spontaneamente mi sono venute in mente le incisive parole pronunciate da Benedetto XVI per la difesa del diritto naturale il 22 settembre 2011 di fronte ai parlamentari della Repubblica Federale Tedesca riuniti nell\u2019edificio del \u00abReichstag\u00bb. Con esse intendo concludere questo mio breve intervento:\u00a0\u00abTogli il diritto \u2013 e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?\u00bb, ha sentenziato una volta sant\u2019Agostino\u201d spiegava allora papa Benedetto ai parlamentari, da insegnante e docente, quale \u00e8 sempre stato, e prosegu\u00ec: \u00abNoi tedeschi sappiamo per nostra esperienza che queste parole non sono un vuoto spauracchio. Noi abbiamo sperimentato il separarsi del potere dal diritto, il porsi del potere contro il diritto, il suo calpestare il diritto, cos\u00ec che lo Stato era diventato lo strumento per la distruzione del diritto \u2013 era diventato una banda di briganti molto ben organizzata, che poteva minacciare il mondo intero e spingerlo sull\u2019orlo del precipizio. Servire il diritto e combattere il dominio dell\u2019ingiustizia \u00e8 e rimane il compito fondamentale del politico. In un momento storico in cui l\u2019uomo ha acquistato un potere finora inimmaginabile, questo compito diventa particolarmente urgente. L\u2019uomo \u00e8 in grado di distruggere il mondo. Pu\u00f2 manipolare s\u00e9 stesso. Pu\u00f2, per cos\u00ec dire, creare esseri umani ed escludere altri esseri umani dall\u2019essere uomini. Come riconosciamo che cosa \u00e8 giusto? Come possiamo distinguere tra il bene e il male, tra il vero diritto e il diritto solo apparente?\u00bb.<\/p>\n<p>La richiesta del saggio re Salomone al Dio di Giacobbe \u2013 \u00abConcedi al tuo servo un cuore docile, perch\u00e9 sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male\u00bb (1Re 3,9) \u2013 resta dunque decisiva per i compiti e le sfide che oggi i politici e alla politica sono chiamati ad affrontare; perch\u00e9 quel \u201cmomento storico\u201d del quale il Papa emerito parl\u00f2 sei anni fa a Berlino, alla lunga non \u00e8 ancora concluso.<\/p>\n<p>Vi ringrazio per la vostra attenzione.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0Ratzinger, un Papa emerito con lo sguardo all\u2019Occidente e all\u2019Europa di\u00a0*S.E. Mons. Georg G\u00e4nswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario Personale del Papa emerito Benedetto XVI \u00a0 Intervento di S.E. Mons. 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