{"id":3183,"date":"2018-08-04T11:37:15","date_gmt":"2018-08-04T09:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=3183"},"modified":"2018-08-04T11:37:15","modified_gmt":"2018-08-04T09:37:15","slug":"papa-francesco-e-linsegnamento-della-chiesa-sulla-pena-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/papa-francesco-e-linsegnamento-della-chiesa-sulla-pena-di-morte\/","title":{"rendered":"PAPA FRANCESCO E L\u2019INSEGNAMENTO DELLA CHIESA SULLA PENA DI MORTE."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/da-tablet-sino-a-maggio-2014-037.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2067\" src=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/da-tablet-sino-a-maggio-2014-037-300x188.jpg\" alt=\"da tablet sino a maggio 2014 037\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/da-tablet-sino-a-maggio-2014-037-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/da-tablet-sino-a-maggio-2014-037-80x50.jpg 80w, https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/da-tablet-sino-a-maggio-2014-037.jpg 598w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il 1\u00b0 agosto 2018, Memoria di Sant\u2019Alfonso Maria de\u2019 Liguori, tramite pubblicazione su L\u2019Osservatore Romano, in vigore lo stesso giorno, e quindi pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis, \u00e8 stato promulgato il rescritto, a firma del Card. Luis F. Ladaria, S.I. che su richiesta di Papa Francesco, ha modificato il numero 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica.<\/p>\n<p>http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2018\/08\/02\/0556\/01209.html#it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conseguenza immediata dunque, nel venticinquesimo della pubblicazione del Catechismo, l\u2019adesione alla richiesta di riformulazione dell\u2019insegnamento sulla pena di morte, nella prospettiva di meglio aderire allo sviluppo della dottrina che poggia su una sempre pi\u00f9 chiara coscienza del rispetto alla vita dovuto ad ogni vita umana, cos\u00ec come affermato da San Giovanni Paolo II: \u201cNeppure l\u2019omicida perde la sua dignit\u00e0 personale e Dio stesso se ne fa garante\u201d. Il Prefetto della Congregazione della Dottrina e della Fede nella Sua lettera indirizzata ai Vescovi ha precisato le ragioni di tale approfondimento dell\u2019insegnamento della Chiesa, ove ha scritto:\u201d la situazione politica e sociale di un tempo rendeva la pena di morte uno strumento accettabile per la tutela del bene comune, oggi la sempre pi\u00f9 viva coscienza che la dignit\u00e0 di una persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi, l\u2019approfondita comprensione del senso delle sanzioni penali applicate dallo Stato, e la messa a punto di sistemi di detenzione pi\u00f9 efficaci che assicurano la doverosa difesa dei cittadini, hanno dato luogo ad una nuova consapevolezza che ne riconosce l\u2019inammissibilit\u00e0 e perci\u00f2 chiede la sua abolizione.\u201d Lo sviluppo dottrinale sul tema \u00e8 partito con la Lettera enciclica \u201cEvangelium vitae\u201d di San Giovanni Paolo II, che riteneva che tra i segni di speranza di una nuova civilt\u00e0 della vita dovesse essere ricompresa :\u201dla sempre pi\u00f9 diffusa avversione dell\u2019opinione pubblica alla pena di morte anche solo come strumento di \u201clegittima difesa\u201d sociale, in considerazione delle possibilit\u00e0 di cui dispone una moderna societ\u00e0 di reprimere efficacemente il crimine in modi che, mentre rendono inoffensivo colui che l\u2019ha commesso, non gli tolgono definitivamente la possibilit\u00e0 di redimersi\u201d. San Giovanni Paolo II era ancora intervenuto contro la pena di morte, facendo riferimento al rispetto della dignit\u00e0 della persona ed ai mezzi che possiede la societ\u00e0<br \/>\nodierna per difendersi dal criminale. Si legga al proposito il Messaggio natalizio del 1998, ove auspicava: \u201cnel mondo il consenso nei confronti di misure urgenti ed adeguate \u2026 per bandire la pena di morte\u201d. Ed inoltre negli Stati Uniti il mese successivo, affermava: \u201cUn segno di speranza \u00e8 costituito dal crescente riconoscimento che la dignit\u00e0 della vita umana non deve mai essere negata, nemmeno a chi ha fatto del male. La societ\u00e0 moderna possiede gli strumenti per proteggersi senza negare in modo definitivo ai criminali la possibilit\u00e0 di ravvedersi. Rinnovo l\u2019appello lanciato a Natale, affinch\u00e9 si decida di abolire la pena di morte, che \u00e8 crudele e inutile\u201d. L\u2019orientamento a tendere all\u2019abolizione della pena di morte \u00e8 stato mantenuto dai Pontefici che si sono succeduti. Benedetto XVI ha portato :\u201dl\u2019attenzione dei responsabili della societ\u00e0 sulla necessit\u00e0 di fare tutto il possibile per giungere all\u2019eliminazione della pena capitale\u201d e altrove ad un gruppo di fedeli: \u201cle vostre deliberazioni possano incoraggiare le iniziative politiche e legislative, promosse in un numero crescente di Paesi, per eliminare la pena di morte e continuare i progressi sostanziali realizzati per adeguare il diritto penale sia alle esigenze della dignit\u00e0 umana dei prigionieri che all\u2019effettivo mantenimento dell\u2019ordine pubblico\u201d. In questa stessa prospettiva anche Papa Francesco ha riaffermato che: \u201doggigiorno la pena di morte \u00e8 inammissibile, per quanto grave sia stato il delitto del condannato\u201d e che la pena di morte, indipendentemente dalle modalit\u00e0 di esecuzione: \u201dimplica un trattamento crudele, disumano e degradante\u201d, e che occorre rifiutarla \u201da motivo della difettosa selettivit\u00e0 del sistema penale e di fronte alla possibilit\u00e0 dell\u2019errore giudiziario\u201d. Queste le ragioni per cui Papa Francesco ha chiesto la revisione della formulazione del Catechismo della Chiesa Cattolica sulla pena di morte, in modo che si affermi che: \u201cper quanto grave possa essere stato il reato commesso, la pena di morte \u00e8 inammissibile perch\u00e9 attenta all\u2019inviolabilit\u00e0 e dignit\u00e0 della persona\u201d. Ci\u00f2, unitamente alla presa d\u2018atto: &#8211; che le sanzioni penali dallo Stato moderno, debbano essere orientate alla riabilitazione e reintegrazione sociale del criminale. &#8211; che la societ\u00e0 odierna possiede sistemi di detenzione pi\u00f9 efficaci, e pertanto la pena di morte risulta non necessaria come protezione della vita di persone innocenti e ci\u00f2 alla luce del perdurante dovere della pubblica autorit\u00e0 di difendere la vita dei cittadini, come \u00e8 stato sempre insegnato dal Magistero e come conferma il Catechismo della Chiesa Cattolica nei numeri 2265 e 2266.<br \/>\n&#8211; che occorre attraverso il dialogo con le autorit\u00e0 politiche, favorire una mentalit\u00e0 che riconosca la dignit\u00e0 di ogni vita umana, di modo che vengano create le condizioni che consentano di eliminare l\u2019istituto giuridico della pena di morte laddove \u00e8 ancora in vigore. La nuova formulazione del n. 2267 del Catechismo si sostanzia in un autentico sviluppo della dottrina, che non \u00e8 in contraddizione con i precedenti insegnamenti del Magistero che, come si legge nel documento del Card. Ladaria, si comprende tenendo presente che possono spiegarsi ed approfondirsi: \u201calla luce della responsabilit\u00e0 primaria dell\u2019autorit\u00e0 pubblica di tutelare il bene comune, in un contesto sociale in cui le sanzioni penali si comprendevano diversamente e avvenivano in un ambiente in cui era pi\u00f9 difficile garantire che il criminale non potesse reiterare il suo crimine\u201d. Una consapevolezza, quella sulle ragioni della inammissibilit\u00e0 della pena di morte, cresciuta alla luce del Vangelo, che ci aiuta a comprendere meglio l\u2019ordine creaturale che il Figlio di Dio ha assunto, purificato e portato a pienezza e ci invita anche ad imitare quella misericordia e pazienza del Signore, che d\u00e0 a ciascuno il tempo per convertirsi. Benedetto Tusa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 1\u00b0 agosto 2018, Memoria di Sant\u2019Alfonso Maria de\u2019 Liguori, tramite pubblicazione su L\u2019Osservatore Romano, in vigore lo stesso giorno, e quindi pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis, \u00e8 stato promulgato il rescritto, a firma del Card. Luis F. 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