{"id":3201,"date":"2018-09-14T11:11:24","date_gmt":"2018-09-14T09:11:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=3201"},"modified":"2018-09-14T11:13:19","modified_gmt":"2018-09-14T09:13:19","slug":"quello-che-oggi-viviamo-e-solo-il-crinale-di-un-cambiamento-depoca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/quello-che-oggi-viviamo-e-solo-il-crinale-di-un-cambiamento-depoca\/","title":{"rendered":"Quello che oggi viviamo \u00e8 solo il crinale di un cambiamento d\u2019epoca"},"content":{"rendered":"<h2>\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"\" src=\"https:\/\/4.bp.blogspot.com\/-pkaglB_xhIM\/W5knzBLc4xI\/AAAAAAAABwc\/l-XDEL03hewMkuiNmNjSlM-oseI3u912gCLcBGAs\/s1600\/Georg%2BGa%25CC%2588nswein.jpg\" alt=\"\" width=\"862\" height=\"862\" \/><\/h2>\n<h3>Quello che oggi viviamo \u00e8 solo il crinale di un cambiamento d\u2019epoca<\/h3>\n<p>[<em>L\u201911 settembre 2018, a Roma, presso Palazzo Montecitorio, si \u00e8 svolta una presentazione del volume di Rod Dreher,\u00a0<\/em>L\u2019opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano<em>\u00a0(trad. it., Edizioni San Paolo, Milano 2018). Nel corso della conferenza, S.E. Mons. Georg G\u00e4nswein, Prefetto della Casa Pontificia, ha svolto una relazione, il cui testo in lingua italiana riproduciamo qui integralmente.<\/em>]<\/p>\n<p>Ringrazio cordialmente per l\u2019invito alla Camera, che ho accettato volentieri, a presentare il volume di Rod Dreher che viene dall\u2019America e del quale avevo gi\u00e0 sentito molto parlare. Benedetto da Norcia, il padre del monachesimo al quale il libro deve il suo titolo programmatico, mi ha molto stimolato a venire qui oggi. Ma mi ha anche molto toccato e commosso la data in cui ci incontriamo con il valoroso autore qui a Roma.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 oggi \u00e8 l\u201911 settembre che in America, dall\u2019autunno del 2001 in poi, viene chiamato solo e<em>\u00a0<\/em>semplicemente\u00a0<em>\u201cNine\/Eleven\u201d<\/em>,\u00a0per ricordare quella sciagura apocalittica nella quale allora membri dell\u2019organizzazione terroristica Al Qaida, attaccarono gli Stati Uniti d\u2019America a New York e a Washington di fronte agli occhi del mondo intero, utilizzando come granate degli aerei di linea dirottati in volo pieni di passeggeri.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9, nel turbine di notizie delle ultime settimane, mi curvavo sul libro di Rod Dreher, tanto pi\u00f9 \u2013 a seguito della pubblicazione del rapporto del\u00a0<em>Grand Jury<\/em>\u00a0della Pennsylvania \u2013 in questo nostro incontro non potevo non scorgere un vero e proprio atto della Divina Provvidenza: oggi, infatti, anche la Chiesa cattolica guarda piena di sconcerto al proprio\u00a0<em>\u201cNine\/Eleven\u201d<\/em>, al\u00a0proprio 11 settembre, anche se questa catastrofe non \u00e8 purtroppo associata a un\u2019unica data, quanto a tanti giorni e anni, e a innumerevoli vittime.<\/p>\n<p>Vi prego di non fraintendermi: non intendo confrontare n\u00e9 le vittime n\u00e9 i numeri degli abusi nell\u2019ambito della Chiesa cattolica con le complessive 2.996 persone innocenti che l\u201911 settembre persero la vita a seguito degli attentati terroristici al\u00a0<em>World Trade Center<\/em>\u00a0e al Pentagono.<\/p>\n<p>Nessuno (fino ad ora) ha attaccato la Chiesa di Cristo con aerei di linea pieni di passeggeri. La Basilica di San Pietro \u00e8 in piedi e cos\u00ec anche le cattedrali in Francia, in Germania o in Italia che continuano a rappresentare l\u2019emblema di molte citt\u00e0 del mondo occidentale, da Firenze a Chartres, passando per Colonia e Monaco di Baviera.<\/p>\n<p>E tuttavia, le notizie provenienti dall\u2019America che ultimamente ci hanno informato di quante anime sono state ferite irrimediabilmente e mortalmente da sacerdoti della Chiesa cattolica, ci trasmettono un messaggio ancor pi\u00f9 terribile di quanto avrebbe potuto essere la notizia dell\u2019improvviso crollo di tutte le chiese della Pennsylvania, insieme alla\u00a0\u201cBasilica del Santuario Nazionale dell&#8217;Immacolata Concezione\u201d\u00a0a Washington.<\/p>\n<p>Dicendo questo, ricordo come se fosse ieri quando il 16 aprile 2008, accompagnando Papa Benedetto XVI proprio in quel Santuario Nazionale della Chiesa cattolica negli Stati Uniti d\u2019America, egli in modo toccante cerc\u00f2 di scuotere i vescovi convenuti da tutti gli Stati Uniti: parlava chino per la \u201cprofonda vergogna\u201d causata \u201cdall\u2019abuso sessuale dei minori da parte di sacerdoti\u201d e \u201cdell\u2019enorme dolore che le vostre comunit\u00e0 hanno sofferto quando uomini di Chiesa hanno tradito i loro obblighi e compiti sacerdotali con un simile comportamento gravemente immorale\u201d.<\/p>\n<p>Ma evidentemente invano, come vediamo oggi. Il lamento del Santo Padre non riusc\u00ec a contenere il male, e nemmeno le assicurazioni formali e gli impegni a parole di una grande parte della gerarchia.<\/p>\n<p>E ora Rod Dreher \u00e8 qui fra noi e inizia il suo libro con queste parole: \u201cNessun vide arrivare l\u2019alluvione, un autentico diluvio universale\u201d. Nei suoi ringraziamenti, egli esprime particolare gratitudine a Benedetto XVI. E a me sembra che abbia scritto ampie parti del libro quasi in un dialogo silenzioso con il Papa emerito che tace, rifacendosi alla sua forza profetico-analitica, come ad esempio quando scrive:<\/p>\n<p><em>\u201cNel 2012 l\u2019allora Pontefice disse che la crisi spirituale che sta colpendo l\u2019Occidente \u00e8 la pi\u00f9 grave dalla caduta dell\u2019Impero Romano, occorsa verso la fine del V secolo. La luce del cristianesimo sta spegnendosi in tutto l\u2019Occidente.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Perci\u00f2 vi prego di permettere di seguito anche a me di accompagnare la presentazione dell\u2019<em>\u201cOpzione Benedetto\u201d<\/em>\u00a0di Rod Dreher con parole prese dalla bocca di Papa Benedetto XVI, pronunciate durante il suo ministero, che per me sono rimaste indimenticabili e che nel corso della lettura del libro mi sono via via ritornate in mente: ad esempio quelle dell\u201911 maggio 2010, quando durante il volo papale verso Fatima egli confid\u00f2 ai giornalisti:<\/p>\n<p><em>\u201cIl Signore ci ha detto che la Chiesa sarebbe stata sempre sofferente, in modi diversi, fino alla fine del mondo. [&#8230;] Quanto alle novit\u00e0 che possiamo oggi scoprire (in questo terzo segreto del messaggio di Fatima), vi \u00e8 anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall\u2019interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si \u00e8 sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la pi\u00f9 grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa.\u201d<\/em><\/p>\n<p>In quel momento egli era Papa gi\u00e0 da cinque anni. E pi\u00f9 di cinque anni prima \u2013 il 25 marzo 2005 \u2013 nel corso della\u00a0<em>Via Crucis<\/em>\u00a0al Colosseo, di fronte a Giovanni Paolo II morente, nella meditazione della nona stazione, il Cardinale Ratzinger aveva gi\u00e0 trovato le seguenti parole:<\/p>\n<p><em>\u201cChe cosa pu\u00f2 dirci la terza caduta di Ges\u00f9 sotto il peso della croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell\u2019uomo in generale, all\u2019allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire\u00a0<strong>nella<\/strong>\u00a0<strong>sua stessa<\/strong>\u00a0Chiesa? Quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c\u2019\u00e8 in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c\u2019\u00e8 nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Tutto ci\u00f2 \u00e8 presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue \u00e8 certamente il pi\u00f9 grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal pi\u00f9 profondo dell\u2019animo, il grido:\u00a0Kyrie, eleison\u00a0\u2013 Signore, salvaci!\u201d<\/em><\/p>\n<p>In precedenza, Giovanni Paolo II ci aveva insegnato che il vero e compiuto ecumenismo \u00e8 l\u2019ecumenismo dei martiri, per il quale nelle nostre angustie possiamo invocare santa Edith Stein, accanto a Dietrich Bonhoeffer, quali nostri intercessori in Cielo. Ma, come nel frattempo sappiamo, esiste anche un ecumenismo delle difficolt\u00e0 e della mondanizzazione, e un ecumenismo dell\u2019incredulit\u00e0 e della comune fuga da Dio e dalla Chiesa che attraversa tutte le confessioni. E un ecumenismo del generale oscuramento di Dio. Per questo quello che oggi viviamo \u00e8 solo il crinale di un cambiamento d\u2019epoca che Dreher profeticamente gi\u00e0 un anno fa aveva presentato in America. Aveva visto arrivare la grande alluvione!<\/p>\n<p>E tuttavia egli \u00e8 anche fermo sul fatto che eclissi di Dio non significa affatto che Dio non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma che molti non riconoscono pi\u00f9 Dio perch\u00e9 di fronte al Signore si sono frapposte delle ombre che lo oscurano. Oggi sono le ombre dei peccati, dei misfatti e dei delitti dall\u2019interno della Chiesa a oscurare a molti la vista della sua luminosa presenza.<\/p>\n<p>Quella Chiesa popolare nel cui seno ancora noi stessi nascemmo e che cos\u00ec come si ebbe in Europa non ci fu in America, nell\u2019avanzare di questo processo di oscuramento \u00e8 morta da tempo. Il tono vi sembra eccessivamente drammatico?<\/p>\n<p>Drammatici sono i numeri relativi alle uscite dalla Chiesa. Ma ancor pi\u00f9 drammatico \u00e8 un altro dato ancora: secondo gli ultimi rilevamenti, dei cattolici in Germania che ancora non sono usciti dalla Chiesa, solo il 9,8% la domenica si incontra nelle rispettive Case di Dio per la comune celebrazione della santissima Eucaristia.<\/p>\n<p>Ancora una volta questo mi riporta alla mente le parole di Benedetto XVI pronunciate durante il primo Viaggio dopo la sua elezione. Era il 29 maggio 2005 quando, sulle rive del mar Adriatico, rivolgendosi a un pubblico prevalentemente di giovani venuti ad ascoltarlo, ricord\u00f2 che la domenica, quale \u201cPasqua settimanale\u201d, \u00e8 \u201cespressione dell\u2019identit\u00e0 della comunit\u00e0 cristiana e centro della sua vita e della sua missione\u201d. Il tema scelto dal Congresso eucaristico (<em>\u201cSenza la domenica non<\/em><em>possiamo vivere\u201d<\/em>) lo riportava per\u00f2 indietro, disse il Papa, all\u2019anno 304, quando l\u2019imperatore Diocleziano proib\u00ec ai cristiani, sotto pena di morte, di possedere le Scritture, di riunirsi la domenica per celebrare l\u2019Eucaristia e di costruire luoghi per le loro assemblee. E prosegu\u00ec:<\/p>\n<p><em>\u201cAd Abitene, una piccola localit\u00e0 nell\u2019attuale Tunisia, 49 cristiani furono sorpresi una domenica mentre, riuniti in casa di Ottavio Felice, celebravano l\u2019Eucaristia sfidando cos\u00ec i divieti imperiali. Arrestati, vennero condotti a Cartagine per essere interrogati dal Proconsole Anulino. Significativa, tra le altre, la risposta che un certo Emerito diede al Proconsole che gli chiedeva perch\u00e9 mai avessero trasgredito l\u2019ordine severo dell&#8217;imperatore. Egli rispose: &#8220;Sine dominico\u00a0non possumus&#8221;:\u00a0cio\u00e8 senza riunirci in assemblea la domenica per celebrare l\u2019Eucaristia non possiamo vivere. Ci mancherebbero le forze per affrontare le difficolt\u00e0 quotidiane e non soccombere. Dopo atroci torture, questi 49 martiri di Abitene furono uccisi. Confermarono cos\u00ec, con l\u2019effusione del sangue, la loro fede. Morirono, ma vinsero: noi ora li ricordiamo nella gloria del Cristo risorto\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Che significa?<\/p>\n<p>Significa che quello che noi ancora da bambini, nelle cos\u00ec dette Chiese popolari, avevamo conosciuto come il cos\u00ec detto \u201cobbligo domenicale\u201d, in realt\u00e0 \u00e8 il pi\u00f9 prezioso segno distintivo dei cristiani. E che \u00e8 pi\u00f9 antico di tutte le Chiese popolari. \u00c8 dunque veramente una vera crisi degli ultimi tempi quella nella quale la Chiesa cattolica si trova immersa ormai da tempo; una crisi, per\u00f2, che credettero di percepire nei loro giorni anche mia madre e mio padre \u2013 \u201cvedere l\u2019abominio della desolazione\u00a0stare\u00a0nel luogo santo\u201d \u2013 e che d\u2019altronde forse ogni generazione nella Storia della Chiesa ha scorto al proprio orizzonte.<\/p>\n<p>Ultimamente, per\u00f2, ci sono stati giorni in cui mi sono sentito come riportato indietro ai giorni della mia fanciullezza \u2013 nella fucina di mio padre nella Foresta nera, al suono dei colpi di martello sull\u2019incudine che sembravano non finire mai, e tuttavia questa volta senza mio padre, delle cui mani sicure mi fidavo come di quelle di Dio.<\/p>\n<p>In questa sensazione evidentemente non sono solo. In maggio, infatti, anche Willem Jacobus Eijk, cardinale arcivescovo di Utrecht, ha ammesso che, guardando all\u2019attuale crisi, pensa alla \u201c<em>prova finale che dovr\u00e0 attraversare la Chiesa\u201d\u00a0<\/em>prima della venuta di Cristo\u00a0<em>\u2013\u00a0<\/em>descritta dal paragrafo 675 del Catechismo della Chiesa cattolica<em>\u00a0\u2013\u00a0<\/em>e\u00a0che\u00a0<em>\u201c<\/em>scuoter\u00e0 la fede di molti credenti\u201d<em>. \u201c<\/em>La persecuzione \u2013 continua il Catechismo \u2013 che accompagna il pellegrinaggio della Chiesa sulla terra sveler\u00e0 il \u2018mistero di iniquit\u00e0\u2019.\u201d<\/p>\n<p>Con questo \u201cmysterium iniquitatis\u201d Rod Dreher ha la familiarit\u00e0 di un\u2019esorcista, come ha dimostrato con le sue ricostruzioni degli ultimi mesi, con le quali anch\u2019egli ha favorito \u2013 forse come nessun altro giornalista pi\u00f9 di lui \u2013 la rivelazione dello scandalo dell\u2019ex arcivescovo di Newark e Washington. E tuttavia Dreher non \u00e8 un giornalista investigativo. E nemmeno un visionario, ma un sobrio analista che da tempo segue in modo vigile e critico la condizione della Chiesa e del mondo, ma nonostante questo mantenendo comunque sul mondo lo sguardo amorevole di un bambino.<\/p>\n<p>Per questo Dreher non presenta un romanzo apocalittico come il famoso \u201cSignore del mondo\u201d con il quale nel 1906 il presbitero inglese Robert Hugh Benson scosse il mondo anglosassone. Il libro di Dreher, invece, assomiglia pi\u00f9 a delle istruzioni pratiche e praticabili per la costruzione di un\u2019arca: perch\u00e9 egli sa che non c\u2019\u00e8 alcuna diga con la quale si possa ancora arginare la grande alluvione; un\u2019alluvione che non solo da ieri \u00e8 in procinto di inondare l\u2019antico Occidente cristiano al quale per lui \u00e8 ovvio che appartiene anche l\u2019America.<\/p>\n<p>Da qui emerge subito con chiarezza una triplice differenza fra Dreher e Benson: in primo luogo, da americano autentico qual \u00e8, Dreher \u00e8 pi\u00f9 pratico dell\u2019alquanto bizzarro britannico di Cambridge nell\u2019epoca precedente alla Prima guerra mondiale. Inoltre, da cittadino della Louisiana, Dreher \u00e8 per cos\u00ec dire a prova di uragano. E infine egli non \u00e8 affatto un religioso, ma un laico che cerca di conquistare anime al Regno di Dio che Ges\u00f9 Cristo ha annunciato per noi non sulla base di un incarico ingiuntogli da altri, quanto sulle ali di un entusiasmo e di una volont\u00e0 assolutamente personali. In questo senso \u00e8 un uomo che corrisponde completamente al desiderio e al gusto di Papa Francesco, perch\u00e9 nessun altro a Roma quanto lui sa che la crisi della Chiesa, nel suo nocciolo, \u00e8 una crisi del clero.<\/p>\n<p>E che dunque \u00e8 scoccata l\u2019ora dei laici forti e decisi, soprattutto nei nuovi mezzi di comunicazione cattolici indipendenti, esattamente come incarnati da Rod Dreher.<\/p>\n<p>La leggerezza del suo stile narrativo va evidentemente ricondotta all\u2019universo della pi\u00f9 nobile tradizione degli\u00a0<em>Stati Uniti\u00a0<\/em>dell\u2019America meridionale ai quali Mark Twain ha conferito un rango universale. Prima ho detto che ultimamente mi sono sentito pi\u00f9 volte rivisto nella fucina di mio padre, al suono dei suoi colpi di martello sull\u2019incudine: e devo ammettere a riguardo che la lettura semplice e scorrevole di questo libro importante e significativo mi ha di continuo riportato al mondo avventuroso della mia fanciullezza, quando bambino sognante correvo dietro a Tom Sawyer e al suo amico Huck\u2019 Finn.<\/p>\n<p>In Rod Dreher, al contrario, non si tratta di sogni, ma di fatti e analisi che egli condensa in una frase come questa:\u00a0<em>\u201cL\u2019Uomo psicologico\u2026 ora \u00e8 padrone della cultura \u2013 come senza dubbio gli Ostrogoti, i Visigoti, i Vandali e altri popoli conquistatori si impadronirono di ci\u00f2 che restava dell\u2019Impero Romano.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Oppure in quest\u2019altra:\u00a0<em>\u201cI nostri scienziati, i nostri giudici, i nostri principi e i nostri scribi \u2013 sono tutti quanti all\u2019opera per demolire la fede, la famiglia, il genere, persino quel che significa essere umani. I nostri barbari hanno barattato le pelli animali e le lance del passato in cambio di vestiti firmati e telefoni cellulari.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il terzo capitolo inizia con queste parole: \u201cTornare indietro nel tempo non si pu\u00f2, ma tornare a Norcia s\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Poco dopo prosegue cos\u00ec, in modo profeticamente attuale e tuttavia per nulla malizioso:\u00a0<em>\u201cLa leggenda vuole che, in una disputa con un cardinale, Napoleone gli avesse fatto notare che aveva il potere di distruggere la Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2018Maest\u00e0\u2019, replic\u00f2 il cardinale, \u2018noi, il clero, abbiamo fatto del nostro meglio per distruggere la Chiesa negli ultimi milleottocento anni. Non ci siamo riusciti noi, e non ce la farete nemmeno voi\u2019\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuattro anni dopo aver cacciato i Benedettini da quella che era la loro casa da quasi un millennio, l\u2019impero di Napoleone era in rovina, e lui era in esilio. Oggi si pu\u00f2 nuovamente sentire il suono del canto gregoriano nella citt\u00e0 natale del santo.\u201d<\/em><\/p>\n<p>In quella stessa Norcia per\u00f2 si ud\u00ec anche il boato profondo del grande terremoto che nell\u2019agosto del 2016 scosse la citt\u00e0 e che in pochi secondi ridusse in macerie la Basilica di san Benedetto, ad eccezione della facciata. Pressappoco nello stesso periodo violenti nubifragi inondavano la citt\u00e0 natale di Rod Dreher sul corso superiore del Mississippi. Due drammatiche scene chiave che, come in una sceneggiatura divina, stanno rispettivamente all\u2019inizio e alla fine del suo libro, quasi fossero illustrazioni di un\u2019unica tesi che Dreher nel primo capitolo formula cos\u00ec:\u00a0<em>\u201cLa realt\u00e0 della nostra situazione \u00e8 davvero allarmante, ma non ci \u00e8 concesso di vedere istericamente tutto nero. In questa crisi \u00e8 iscritta una benedizione nascosta, se vogliamo aprire gli occhi per vederla. [&#8230;] La tempesta incombente potrebbe essere un mezzo attraverso il quale Dio ci libera.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Negli ultimi giorni spesso all\u2019interno della Chiesa si \u00e8 sentito ripetere il concetto di terremoto associandolo a quel crollo per il quale, come affermo, ora anche la Chiesa ha sperimentato il suo\u00a0<em>\u201cNine\/Eleven\u201d<\/em>, il suo 11 settembre.<\/p>\n<p>Rod Dreher invece descrive la risposta dei monaci di Norcia alla catastrofe che ha ridotto in macerie il monastero nel luogo di nascita di san Benedetto con poche parole che sento l\u2019obbligo di leggervi, per quanto sono significative ed eloquenti:<\/p>\n<p><em>\u201cI monaci benedettini di Norcia sono diventati un segno per il mondo in tanti modi che non prevedevo, quando cominciai a scrivere questo libro. Nell\u2019agosto 2016, un terremoto devastante scosse la loro regione. Quando la scossa arriv\u00f2 nel bel mezzo della notte, i monaci erano svegli a pregare il mattutino e fuggirono dal monastero riparando per sicurezza nella piazza aperta.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 tardi, padre Cassiano riflett\u00e9 che il terremoto simboleggiava lo sbriciolarsi della cultura cristiana dell\u2019Occidente, ma che c\u2019era un secondo simbolo di speranza quella notte: \u2018Il secondo simbolo erano le persone raccolte attorno alla statua di san Benedetto, in piazza, per pregare\u2019, scrisse ai sostenitori. \u2018\u00c8 l\u2019unico modo di ricostruire\u2019\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Dopo questa testimonianza di padre Cassiano vorrei confidarvi<strong>\u00a0<\/strong>che anche Benedetto XVI dal momento della sua rinuncia si concepisce come un vecchio monaco che, dopo il 28 febbraio 2013, sente come suo dovere dedicarsi soprattutto alla preghiera per la Madre Chiesa, per il Suo successore Francesco e per il Ministero petrino istituito da Cristo stesso.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, con riguardo all\u2019opera di Dreher, quel vecchio monaco dal monastero\u00a0<em>Mater Ecclesiae<\/em>\u00a0dietro la Basilica di San Pietro rimanderebbe a un discorso che l\u2019allora Papa in carica tenne al\u00a0<em>Coll\u00e8ge des Bernardins<\/em>\u00a0di Parigi<strong>\u00a0<\/strong>il 12 settembre 2008 \u2013 cio\u00e8 esattamente domani di dieci anni fa \u2013 di fronte alla\u00a0<em>\u00e9lite\u00a0<\/em>intellettuale di Francia. Per queste ragioni vorrei presentarvi brevemente questo discorso citandone alcuni passi.<\/p>\n<p>Nel grande sconvolgimento culturale prodotto dalla migrazione dei popoli e dai nuovi ordini statali che stavano formandosi, i monasteri erano i luoghi in cui sopravvivevano i tesori della vecchia cultura e dove, in riferimento ad essi, veniva lentamente formata una nuova cultura, disse allora Benedetto XVI, e si chiese:<em>\u201cMa come avveniva questo? Quale era la motivazione delle persone che in questi luoghi si riunivano? Che intenzioni avevano? Come hanno vissuto? Innanzitutto e per prima cosa si deve dire, con molto realismo, che non era loro intenzione creare una cultura e nemmeno conservare una cultura del passato. La loro motivazione era molto pi\u00f9 elementare. Il loro obiettivo era:\u00a0<\/em>quaerere Deum<em>, cercare Dio. Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ci\u00f2 che vale e permane sempre, trovare la Vita stessa. Erano alla ricerca di Dio. Dalle cose secondarie volevano passare a quelle essenziali, a ci\u00f2 che, solo, \u00e8 veramente importante e affidabile. Si dice che erano orientati in modo \u2018escatologico\u2019. Ma ci\u00f2 non \u00e8 da intendere in senso cronologico, come se guardassero verso la fine del mondo o verso la propria morte, ma in un senso esistenziale: dietro le cose provvisorie cercavano il definitivo. [\u2026]\u00a0<\/em>Quaerere Deum,<em>\u00a0cercare Dio e lasciarsi trovare da Lui: questo oggi non \u00e8 meno necessario che in tempi passati. Una cultur<\/em>a<em>meramente<\/em>\u00a0<em>positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda su Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilit\u00e0 pi\u00f9 alte e quindi un tracollo dell&#8217;umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi. Ci\u00f2 che ha fondato la cultura dell&#8217;Europa, la ricerca di Dio e la disponibilit\u00e0 ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Sin qui Benedetto XVI, il 12 settembre 2008, sulla vera \u201cOpzione\u201d di san Benedetto da Norcia. Cos\u00ec che, sul libro di Dreher, non mi resta che da dire questo: non contiene una risposta pronta. In esso non troverete una ricetta infallibile o un\u00a0<em>passepartout\u00a0<\/em>per riaprire tutte quelle porte che finora ci erano accessibili ma che adesso sbattendo si sono di nuovo chiuse. Fra la prima e l\u2019ultima di copertina troverete per\u00f2 un esempio autentico di quello che Papa Benedetto dieci anni fa disse sullo spirito benedettino degli inizi. \u00c8 un vero\u00a0<strong><em>\u201cQuaerere Deum\u201d<\/em><\/strong>. \u00c8 quella ricerca del vero Dio di Isacco e di Giacobbe che, in Ges\u00f9 Cristo, ha mostrato il suo volto umano.<\/p>\n<p>Per questo qui mi viene in mente un\u2019altra frase ancora del capitolo 4,21 della Regola di San Benedetto che in egual modo e tacitamente attraversa e anima l\u2019intero libro di Dreher, come fosse il suo\u00a0<em>cantus firmus<\/em>. Sono le leggendarie parole \u201c<strong><em>Nihil amori Christi praeponere\u201d<\/em><\/strong>\u00a0che, tradotte, significano:\u00a0Nulla si anteponga all\u2019amore per Cristo. \u00c8 la chiave alla quale si deve l\u2019intera meraviglia del monachesimo occidentale.<\/p>\n<p>Benedetto da Norcia \u00e8 stato un faro durante la migrazione dei popoli, quando nei rivolgimenti del tempo salv\u00f2 la Chiesa e rifondando con ci\u00f2 in certo senso la civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Ora per\u00f2 viviamo nuovamente da decenni \u2013 e non solo in Europa, ma su tutta la terra \u2013 una migrazione dei popoli che mai pi\u00f9 giunger\u00e0 a una fine, come ha chiaramente riconosciuto Papa Francesco appellandosi con insistenza alla nostra coscienza. Anche questa volta dunque non tutto \u00e8 diverso rispetto ad allora.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se questa volta la Chiesa con l\u2019aiuto di Dio non sapr\u00e0 ancora rinnovarsi, ne andr\u00e0 di nuovo dell\u2019intero progetto della nostra civilt\u00e0. Per molti, tutto porta a credere gi\u00e0 oggi che la Chiesa di Ges\u00f9 Cristo non potr\u00e0 pi\u00f9 riprendersi dalla catastrofe dei suoi peccati che rischia quasi di inghiottirla.<\/p>\n<p>E proprio questa \u00e8 l\u2019ora in cui Rod Dreher da Baton-Rouge in Louisiana presenta il suo libro nei pressi delle tombe degli Apostoli; e, nel mezzo dell\u2019eclissi di Dio che atterrisce in tutto il mondo, viene in mezzo a noi e dice: \u201cLa Chiesa non \u00e8 morta, ma solamente dorme e riposa\u201d.<\/p>\n<p>E non soltanto questo: la Chiesa \u201c\u00e8 giovane\u201d sembra anche dirci, e con quella gioia e quella libert\u00e0 con le quali lo disse Benedetto XVI nella Messa per l\u2019inizio del ministero petrino il 24 aprile 2005. Ricordando ancora una volta la sofferenza e la morte di san Giovanni Paolo II del quale era stato collaboratore per cos\u00ec tanti anni, rivolgendosi a ognuno di noi in Piazza San Pietro disse:<\/p>\n<p><em>\u201cProprio nei tristi giorni della malattia e della morte del Papa questo si \u00e8 manifestato in modo meraviglioso ai nostri occhi: che la Chiesa \u00e8 viva. E la Chiesa \u00e8 giovane. Essa porta in s\u00e9 il futuro del mondo e perci\u00f2 mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro. La Chiesa \u00e8 viva e noi lo vediamo: noi sperimentiamo la gioia che il Risorto ha promesso ai suoi. La Chiesa \u00e8 viva &#8211; essa \u00e8 viva, perch\u00e9 Cristo \u00e8 vivo, perch\u00e9 egli \u00e8 veramente risorto. Nel dolore, presente sul volto del Santo Padre nei giorni di Pasqua, abbiamo contemplato il mistero della passione di Cristo ed insieme toccato le sue ferite. Ma in tutti questi giorni abbiamo anche potuto, in un senso profondo, toccare il Risorto. Ci \u00e8 stato dato di sperimentare la gioia che egli ha promesso, dopo un breve tempo di oscurit\u00e0, come frutto della sua resurrezione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non potr\u00e0 indebolire o distruggere questa verit\u00e0 sull\u2019origine della fondazione della Chiesa universale cattolica per mezzo del Signore risorto e vincitore nemmeno il satanico 11 settembre di essa.<\/p>\n<p>Per questo devo ammettere con sincerit\u00e0 che percepisco questo tempo di grande crisi, oggi evidente a tutti, soprattutto come un tempo di grazia; perch\u00e9 alla fine a \u201cfarci liberi\u201d non sar\u00e0 un particolare sforzo qualsiasi, ma la \u201cverit\u00e0\u201d, come il Signore ci ha assicurato. In questa speranza guardo alle recenti ricostruzioni di Rod Dreher per la \u201cpurificazione della memoria\u201d richiestaci da Giovanni Paolo II; e cos\u00ec, grato, ho letto la sua \u201cOpzione Benedetto\u201d come una, per molti versi, fonte di ispirazione meravigliosa. Nelle ultime settimane quasi nient\u2019altro mi ha dato cos\u00ec tanta consolazione.<\/p>\n<p>Vi ringrazio per la vostra attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Quello che oggi viviamo \u00e8 solo il crinale di un cambiamento d\u2019epoca [L\u201911 settembre 2018, a Roma, presso Palazzo Montecitorio, si \u00e8 svolta una presentazione del volume di Rod Dreher,\u00a0L\u2019opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano\u00a0(trad. it., Edizioni San Paolo, Milano 2018). Nel corso della conferenza, S.E. Mons. Georg G\u00e4nswein, &#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/quello-che-oggi-viviamo-e-solo-il-crinale-di-un-cambiamento-depoca\/\">Leggi ancora<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3201"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3201"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3201\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3204,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3201\/revisions\/3204"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}