{"id":371,"date":"2011-02-11T19:50:46","date_gmt":"2011-02-11T18:50:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=371"},"modified":"2011-02-11T19:50:46","modified_gmt":"2011-02-11T18:50:46","slug":"%c2%abi-politici-cattolici-pensino-allunita-sui-principi-non-negoziabili%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/%c2%abi-politici-cattolici-pensino-allunita-sui-principi-non-negoziabili%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abI politici cattolici pensino all&#8217;unit\u00e0 sui principi non negoziabili\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\u00abI politici cattolici pensino all&#8217;unit\u00e0 sui principi non negoziabili\u00bb<\/p>\n<p>Intervista a Mons. Giampaolo Crepaldi: \u00abI politici cattolici pensino all&#8217;unit\u00e0 sui principi non negoziabili\u00bb<\/p>\n<p>13-12-2010 &#8211; di Riccardo Cascioli<\/p>\n<p>Riportiamo di seguito il testo di un intervista a S. E. Mons. Giampaolo Crepaldi, Vescovo di Trieste e Presidente del nostro Osservatorio, dal titolo \u201cI politici cattolici pensino all&#8217;unit\u00e0 sui principi non negoziabili\u00bb. L\u2019articolo, a firma di Riccardo Cascioli, \u00e8 stato pubblicato oggi, luned\u00ec 13 dicembre 2010, nel sito di LA BUSSOLA QUOTIDIANA.<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 il 25 luglio anche se l\u2019appuntamento di domani \u00e8 uno snodo politicamente importante\u00bb, ma il dato preoccupante \u00e8 che \u00abci troviamo ancora una volta davanti ad una possibile spaccatura dei cattolici in politica. Per questo mi auguro che i deputati e i senatori cattolici si facciano orientare dai principi non negoziabili\u00bb. A vedere cos\u00ec il voto in Parlamento sulla mozione di sfiducia contro il governo Berlusconi \u00e8 monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell\u2019Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan per la Dottrina sociale. Crepaldi, che fino all\u2019ottobre 2009 \u00e8 stato segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e in questa posizione ha curato la redazione del Compendio di Dottrina Sociale della Chiesa, ha anche scritto recentemente il libro Il cattolico in politica \u2013 Breve manuale per la ripresa (editore Cantagalli). Per questo \u00e8 l\u2019interlocutore ideale per cercare di fare chiarezza sul momento politico attuale e il compito dei cattolici.<\/p>\n<p>Monsignor Crepaldi, nella grande confusione politica attuale, quali criteri devono guidare i cattolici nel giudicare la situazione?<\/p>\n<p>Per i cattolici la politica non \u00e8 mai solo politica. Essi vedono nel gioco politico, spesso cos\u00ec confuso e dalla vista corta, la presenza di significati assoluti. Nella politica si giocano anche valori eterni. Per questo essa \u00e8 una cosa tremendamente seria, nonostante i toni da avanspettacolo che talvolta assume. Essa ha a che fare anche con la salvezza, perch\u00e9 l\u2019organizzazione di questo mondo non \u00e8 indipendente dalla vocazione integrale dell\u2019uomo.<br \/>\nCredo che il criterio primario sia, come ci ripete Benedetto XVI, di aprire nel mondo un posto per Dio o, come disse Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1978, di aprire le porte a Cristo, aprire \u00abi confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civilt\u00e0, di sviluppo\u00bb. Il bene vero dell\u2019uomo, anche di ordine naturale, non pu\u00f2 che venire da l\u00ec. Da un punto di vista strettamente politico questo comporta difendere e promuovere politicamente i cosiddetti \u201cprincipi non negoziabili\u201d. Il loro senso \u00e8 triplice. Prima di tutto essi costituiscono in se stessi una difesa della trascendente dignit\u00e0 della persona; secondariamente essi indicano un vasto programma politico trasversale ai vari problemi sociali; in terzo luogo essi rimandano la politica alla sua fondazione trascendente. Credo che nessun altro criterio, seppure legittimo, dovrebbe essere anteposto a questo. <\/p>\n<p>Nelle ultime settimane pi\u00f9 volte \u00e8 stato sollevato il problema morale, riferito ai comportamenti di questo o quel politico. Ma dal punto di vista della Dottrina sociale, cosa vuol dire un atteggiamento morale in politica?<\/p>\n<p>Il problema del comportamento morale si pone a due livelli. Prima di tutto c\u2019\u00e8 il livello strategico della prospettiva culturale in cui l\u2019uomo politico si colloca, del programma e della  storia del suo partito. Il programma del partito prevede la negazione dei principi non negoziabili? E la cultura di riferimento? E la sua storia?<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 il livello dei comportamenti personali di \u201cmorale privata\u201d, come potremmo anche dire. Naturalmente, l\u2019ideale sarebbe che il comportamento fosse moralmente accettabile e coerente sia nel primo che nel secondo senso. Nel caso tale coerenza non ci fosse, va tenuto presente che rimane preferibile che ci sia la moralit\u00e0 nel primo senso. Tra un politico che fa pessime leggi, per esempio contrarie  alla tutela della famiglia e della vita, ma che \u00e8 sul piano del comportamento individuale integro ed un uomo politico che non lo sia ma che faccia buone leggi rimane preferibile il secondo.<\/p>\n<p>Vuol dire che l\u2019immoralit\u00e0 privata non ha conseguenze pubbliche?<\/p>\n<p>I comportamenti negativi di \u201cmorale privata\u201d non devono mai essere proposti come esempi da seguire. Ma bisogna sempre guardarsi dal \u201cmoralismo\u201d, atteggiamento che pu\u00f2 avere molte varianti: stracciarsi le vesti per un comportamento immorale dell\u2019avversario politico sul piano privato dopo aver seminato per anni una cultura del relativismo morale; approfittare della propria posizione pubblica per esaltare pubblicamente i propri comportamenti immorali; esigere dall\u2019avversario, con rigore inquisitorio, una coerenza piena tra morale privata e morale pubblica, dopo aver teorizzato e promosso il divorzio, l\u2019aborto o le nuove \u201cforme\u201d di famiglia che senz\u2019altro non sono chiari esempi di morale pubblica; restringere il concetto di morale pubblica solo ad alcuni ambiti, come per esempio la corruzione, sottraendone altri, come per esempio la morale familiare o la violenza sull\u2019embrione. Spesso, oggi, a lanciare giudizi morali sono personaggi politici che vorrebbero distribuire la pillola abortiva alle minorenni, liberalizzare l\u2019uso della droga o parificare le coppie omosessuali alla famiglia.   <\/p>\n<p>Riguardo alla presenza cattolica, a un estremo si cerca di espellere il fatto religioso dalla politica, all\u2019altro si ha a volte l\u2019impressione che il fatto religioso sia ridotto all\u2019intervento dei vescovi su questo o quel tema. Qual \u00e8 invece il corretto rapporto tra fede e politica?<\/p>\n<p>Teniamo innanzitutto presente che \u00e8 dovere dei vescovi intervenire anche sulle questioni politiche, quando queste abbiano una ripercussione sul bene delle anime, a protezione del creato, della trascendente dignit\u00e0 della persona e dei diritti della religione cristiana. L\u2019intervento dei vescovi \u201csu questo o quel tema\u201d non va inteso come una forma di \u201cgentilonismo\u201d, una contrattazione diretta con il sistema politico per avere, in cambio dell\u2019appoggio, assicurazioni su presunti \u201cinteressi cattolici\u201d. Come non \u00e8 ingerenza, cos\u00ec non \u00e8 nemmeno trattativa politica. Sono interventi non a difesa di interessi cattolici ma per il bene di tutti. Anche quando i vescovi chiedono il rispetto per il ruolo pubblico della religione non lo fanno per difendere posizioni di rendita o corporative ma perch\u00e9 ritengono che anche la libert\u00e0 della religione cristiana sia un bene per tutti. Si tratta di ribadire la necessit\u00e0 della luce cristiana per la costruzione della societ\u00e0 degli uomini e di \u201cpurificare\u201d la politica quando questa si discosti dal vero bene dell\u2019uomo. La religione cristiana non pu\u00f2 rinunciare a questa sua \u201cpretesa\u201d. Obbligarla a farlo significherebbe chiederle di rinunciare a se stessa e non sarebbe vera laicit\u00e0.<\/p>\n<p>Vita, famiglia, libert\u00e0 di educazione: questi sono i princ\u00ecpi non negoziabili che devono unire tutti i politici che si dichiarano cattolici, presenti in diversi schieramenti. Ma passando al concreto, quali sono le priorit\u00e0 in Italia su cui ci si dovrebbe concentrare? <\/p>\n<p>Sul senso da attribuire ai principi non negoziabili ho gi\u00e0 detto qualcosa rispondendo ad una precedente domanda. Per quanto riguarda l\u2019Italia \u00e8 mia convinzione che una grande rivoluzione sarebbe la creazione di un sistema scolastico veramente paritario, concedendo alle famiglie la reale possibilit\u00e0 di scegliere la scuola per i propri figli e ai soggetti della societ\u00e0 civile di esprimere la propria vocazione educativa. Una simile riforma sprigionerebbe energie partecipative ed educative formidabili e romperebbe tutta una serie di corporazioni materiali e ideologiche che tengono ingessato questo Paese.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi l\u2019agenda politica sulla bioetica. Qui bisogna stare molto attenti perch\u00e9 sono in gioco valori enormi e lo stesso nostro futuro. Bisogner\u00e0, credo, che i cattolici siano pi\u00f9 chiari: nell\u2019opinione pubblica circola l\u2019idea che la 194 sia una legge cara ai cattolici dato che questi ne chiedono insistentemente la realizzazione piena, come anche molti pensano che la legge 40 sulla fecondazione assistita sia una legge cattolica perch\u00e9 i cattolici hanno sostenuto un referendum per il suo mantenimento. Su questi aspetti bisogna fare chiarezza e far capire che chiedere l\u2019applicazione di una legge nei punti in cui essa pu\u00f2 tutelare la vita non significa condividere quella legge n\u00e9 gettare la spugna per una sua radicale revisione. Le battaglie non si fanno mai a met\u00e0, non possiamo dare una mano agli altri a sbagliare su punti cos\u00ec importanti e il bene comune non \u00e8 il minor male comune.<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 la difesa della famiglia, per la quale sono importantissime le provvidenze di un nuovo regime fiscale, ma ancor prima va mantenuta la difesa giuridica della famiglia e, prima ancora, la sua promozione culturale. Dove viene promossa oggi la famiglia? Non nei media e non nella scuola pubblica.<\/p>\n<p>Domani, 14 dicembre, ci sar\u00e0 un voto importante in Parlamento: lei cosa si augura o cosa si aspetta?<\/p>\n<p>Non \u00e8 compito di un vescovo entrare in queste faccende di cabotaggio politico. Io mi limiterei a dire solo due cose. La prima \u00e8 che mi sembra che non siamo davanti a nessun 4 luglio, 14 luglio o 25 luglio, anche se concordo che l\u2019appuntamento \u00e8 uno snodo politicamente importante, dato che ormai \u201cgalleggiamo\u201d da molto tempo. La seconda \u00e8 che ci troviamo ancora una volta davanti ad una possibile spaccatura dei cattolici in politica. Per questo mi auguro che i deputati e i senatori cattolici si facciano orientare dai principi che ho sopra esposto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abI politici cattolici pensino all&#8217;unit\u00e0 sui principi non negoziabili\u00bb Intervista a Mons. Giampaolo Crepaldi: \u00abI politici cattolici pensino all&#8217;unit\u00e0 sui principi non negoziabili\u00bb 13-12-2010 &#8211; di Riccardo Cascioli Riportiamo di seguito il testo di un intervista a S. E. Mons. 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