{"id":545,"date":"2011-09-23T16:16:27","date_gmt":"2011-09-23T15:16:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=545"},"modified":"2011-09-23T16:16:27","modified_gmt":"2011-09-23T15:16:27","slug":"omelia-del-papa-allolympiastadion-di-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/omelia-del-papa-allolympiastadion-di-berlino\/","title":{"rendered":"Omelia del Papa all&#8217;Olympiastadion di Berlino"},"content":{"rendered":"<p>Omelia del Papa all&#8217;Olympiastadion di Berlino<\/p>\n<p>BERLINO, gioved\u00ec, 22 settembre 2011 (ZENIT.org).- Riportiamo il testo dell&#8217;omelia pronunciata da Papa Benedetto XVI questo gioved\u00ec pomeriggio durante la Messa celebrata all&#8217;Olympiastadion di Berlino.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Cari confratelli nell\u2019Episcopato,<\/p>\n<p>cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p>lo sguardo all\u2019ampia circonferenza dello stadio olimpico che voi riempite oggi in cos\u00ec gran numero, suscita in me grande gioia e fiducia. Saluto con affetto tutti voi: i fedeli dell\u2019Arcidiocesi di Berlino e delle Diocesi tedesche, nonch\u00e9 i numerosi pellegrini provenienti dai Paesi vicini. Quindici anni or sono, per la prima volta un Papa \u00e8 venuto nella capitale federale Berlino. Tutti abbiamo un vivo ricordo della Visita del mio venerato Predecessore, il Beato Giovanni Paolo II, e della Beatificazione del Prevosto del Duomo di Berlino Bernhard Lichtenberg \u2013 insieme a Karl Leisner \u2013 avvenuta proprio qui, in questo luogo.<\/p>\n<p>Pensando a questi Beati e a tutta la schiera dei Santi e Beati, possiamo capire che cosa significhi vivere come tralci della vera vite che \u00e8 Cristo, e portare molto frutto. Il Vangelo di oggi ci ha richiamato alla mente l\u2019immagine di questa pianta, che \u00e8 rampicante in modo rigoglioso nell\u2019oriente e simbolo di forza vitale, una metafora per la bellezza e il dinamismo della comunione di Ges\u00f9 con i suoi discepoli e amici.<\/p>\n<p>Nella parabola della vite, Ges\u00f9 non dice: &#8220;Voi siete la vite&#8221;, ma: &#8220;Io sono la vite, voi i tralci&#8221; (Gv 15,5). Ci\u00f2 significa: &#8220;Cos\u00ec come i tralci sono legati alla vite, cos\u00ec voi appartenete a me! Ma appartenendo a me, appartenete anche gli uni agli altri&#8221;. E quest\u2019appartenere l\u2019uno all\u2019altro e a Lui non \u00e8 una qualsiasi relazione ideale, immaginaria, simbolica, ma \u2013 vorrei quasi dire \u2013 un appartenere a Ges\u00f9 Cristo in senso biologico, pienamente vitale. \u00c8 la Chiesa, questa comunit\u00e0 di vita con Lui e dell&#8217;uno per l\u2019altro, che \u00e8 fondata nel Battesimo e approfondita ogni volta di pi\u00f9 nell\u2019Eucaristia. &#8220;Io sono la vera vite&#8221;; questo, per\u00f2, in realt\u00e0 significa: &#8220;Io sono voi e voi siete me&#8221; \u2013 un\u2019inaudita identificazione del Signore con noi, la sua Chiesa.<\/p>\n<p>Cristo stesso, quella volta, vicino a Damasco, chiese a Saulo, il persecutore della Chiesa: &#8220;Perch\u00e9 mi perseguiti?&#8221; (At 9,4). In tal modo il Signore esprime la comunanza di destino che deriva dall\u2019intima comunione di vita della sua Chiesa con Lui, il Cristo risorto. Egli continua a vivere nella sua Chiesa in questo mondo. Egli \u00e8 con noi, e noi siamo con Lui. \u2013 &#8220;Perch\u00e9 mi perseguiti?&#8221; \u2013 Quindi \u00e8 Ges\u00f9 che colpiscono le persecuzioni contro la sua Chiesa. E, allo stesso tempo, noi non siamo soli quando siamo oppressi a causa della nostra fede. Ges\u00f9 \u00e8 con noi.<\/p>\n<p>Nella parabola, Ges\u00f9 continua: &#8220;Io sono la vite vera, e il Padre mio \u00e8 l\u2019agricoltore&#8221; (Gv 15,1), e spiega che il vignaiolo prende il coltello, taglia i tralci secchi e pota quelli che portano frutto perch\u00e9 portino pi\u00f9 frutto. Per dirlo con l&#8217;immagine del profeta Ezechiele, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, Dio vuole togliere dal nostro petto il cuore morto, di pietra, per darci un cuore vivente, di carne (cfr Ez36,26). Vuole donarci una vita nuova e piena di forza. Cristo \u00e8 venuto a chiamare i peccatori. Sono loro che hanno bisogno del medico, non i sani (cfr Lc 5,31s.). E cos\u00ec, come dice il Concilio Vaticano II, la Chiesa \u00e8 il &#8220;sacramento universale di salvezza&#8221; (Lumen gentium, 48) che esiste per i peccatori, per aprire loro la via della conversione, della guarigione e della vita. Questa \u00e8 la vera e grande missione della Chiesa, conferitale da Cristo.<\/p>\n<p>Alcuni guardano la Chiesa fermandosi al suo aspetto esteriore. Allora la Chiesa appare solo come una delle tante organizzazioni in una societ\u00e0 democratica, secondo le cui norme e leggi, poi, deve essere giudicata e trattata anche una figura cos\u00ec difficile da comprendere come la &#8220;Chiesa&#8221;. Se poi si aggiunge ancora l&#8217;esperienza dolorosa che nella Chiesa ci sono pesci buoni e cattivi, grano e zizzania, e se lo sguardo resta fisso sulle cose negative, allora non si schiude pi\u00f9 il mistero grande e profondo della Chiesa.<\/p>\n<p>Quindi, non sorge pi\u00f9 alcuna gioia per il fatto di appartenere a questa vite che \u00e8 la &#8220;Chiesa&#8221;. Insoddisfazione e malcontento vanno diffondendosi, se non si vedono realizzate le proprie idee superficiali ed erronee di &#8220;Chiesa&#8221; e i propri &#8220;sogni di Chiesa&#8221;! Allora cessa anche il lieto canto &#8220;Sono grato al Signore, che per grazia mi ha chiamato nella sua Chiesa&#8221;, che generazioni di cattolici hanno cantato con convinzione.<\/p>\n<p>Il Signore continua nel suo discorso: &#8220;Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec neanche voi se non rimanete in me, \u2026 perch\u00e9 senza di me \u2013 si potrebbe anche tradurre: fuori di me \u2013 non potete far nulla&#8221; (Gv 15,4).<\/p>\n<p>Ognuno di noi \u00e8 messo di fronte a tale decisione. Il Signore, nella sua parabola, ci dice di nuovo quanto essa sia seria: &#8220;Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano&#8221; (Gv 15,6). Al riguardo, osserva S. Agostino: &#8220;L\u2019uno o l\u2019altro spetta al tralcio, o la vite o il fuoco; se [il tralcio] non \u00e8 nella vite, sar\u00e0 nel fuoco; quindi affinch\u00e9 non sia nel fuoco, sia nella vite&#8221; (In Joan. Ev. tract. 81,3 [PL 35, 1842]).<\/p>\n<p>La scelta qui richiesta ci fa capire, in modo insistente, il significato esistenziale della nostra decisione di vita. Allo stesso tempo, l&#8217;immagine della vite \u00e8 un segno di speranza e di fiducia. Incarnandosi, Cristo stesso \u00e8 venuto in questo mondo per essere il nostro fondamento. In ogni necessit\u00e0 e aridit\u00e0, Egli \u00e8 la sorgente che dona l\u2019acqua della vita che ci nutre e ci fortifica. Egli stesso porta su di s\u00e9 ogni peccato, paura e sofferenza e, in fine, ci purifica e ci trasforma misteriosamente in vino buono. In questi momenti di bisogno, a volte ci sentiamo come finiti sotto un torchio, come i grappoli d\u2019uva che vengono pigiati completamente. Ma sappiamo che, uniti a Cristo, diventiamo vino maturo. Dio sa trasformare in amore anche le cose pesanti e opprimenti nella nostra vita. Importante \u00e8 che &#8220;rimaniamo&#8221; nella vite, in Cristo. In questa breve pericope, l\u2019evangelista usa la parola &#8220;rimanere&#8221; una dozzina di volte. Questo &#8220;rimanere-in-Cristo&#8221; segna l\u2019intero discorso. Nel nostro tempo di inquietudine e di qualunquismo, in cui cos\u00ec tanta gente perde l\u2019orientamento e il sostegno; in cui la fedelt\u00e0 dell\u2019amore nel matrimonio e nell\u2019amicizia \u00e8 diventata cos\u00ec fragile e di breve durata; in cui vogliamo gridare, nel nostro bisogno, come i discepoli di Emmaus: &#8220;Signore, resta con noi, perch\u00e9 si fa sera (cfr Lc 24,29), s\u00ec, \u00e8 buio intorno a noi!&#8221;; qui il Signore risorto ci offre un rifugio, un luogo di luce, di speranza e fiducia, di pace e sicurezza. Dove la siccit\u00e0 e la morte minacciano i tralci, l\u00e0 in Cristo c\u2019\u00e8 futuro, vita e gioia.<\/p>\n<p>Rimanere in Cristo significa, come abbiamo gi\u00e0 visto, rimanere anche nella Chiesa. L\u2019intera comunit\u00e0 dei credenti \u00e8 saldamente compaginata in Cristo, la vite. In Cristo, tutti noi siamo uniti insieme. In questa comunit\u00e0 Egli ci sostiene e, allo stesso tempo, tutti i membri si sostengono a vicenda. Essi resistono insieme alle tempeste e offrono protezione gli uni agli altri. Noi non crediamo da soli, ma crediamo con tutta la Chiesa.<\/p>\n<p>La Chiesa quale annunciatrice della Parola di Dio e dispensatrice dei sacramenti ci unisce con Cristo, la vera vite. La Chiesa come &#8220;la pienezza e il completamento del Redentore&#8221; (Pio XII, Mystici corporis,AAS 35 [1943] p. 230: &#8220;plenitudo et complementum Redemptoris&#8221;) \u00e8 per noi pegno della vita divina e mediatrice dei frutti di cui parla la parabola della vite. La Chiesa \u00e8 il dono pi\u00f9 bello di Dio. Pertanto, dice anche S. Agostino: &#8220;Ognuno possiede lo Spirito Santo nella misura in cui ama la Chiesa di Cristo&#8221; (In Ioan. Ev. tract. 32, 8 [PL 35, 1646]). Con la Chiesa e nella Chiesa possiamo annunciare a tutti gli uomini che Cristo \u00e8 la fonte della vita, che Egli \u00e8 presente, che Egli \u00e8 la grande realt\u00e0 a cui aneliamo. Egli dona se stesso. Chi crede in Cristo, ha un futuro. Perch\u00e9 Dio non vuole ci\u00f2 che \u00e8 arido, morto, artificiale, che alla fine \u00e8 gettato via, ma vuole le cose feconde e vive, la vita in abbondanza.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle! Auguro a tutti voi di scoprire sempre pi\u00f9 profondamente la gioia di essere uniti con Cristo nella Chiesa, di poter trovare nelle vostre necessit\u00e0 conforto e redenzione e di diventare sempre pi\u00f9 il vino delizioso della gioia e dell\u2019amore di Cristo per questo mondo. Amen.<\/p>\n<p>[\u00a9 Copyright 2011 &#8211; Libreria Editrice Vaticana] <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia del Papa all&#8217;Olympiastadion di Berlino BERLINO, gioved\u00ec, 22 settembre 2011 (ZENIT.org).- Riportiamo il testo dell&#8217;omelia pronunciata da Papa Benedetto XVI questo gioved\u00ec pomeriggio durante la Messa celebrata all&#8217;Olympiastadion di Berlino. * * * Cari confratelli nell\u2019Episcopato, cari fratelli e sorelle, lo sguardo all\u2019ampia circonferenza dello stadio olimpico che voi riempite oggi in cos\u00ec gran &#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/omelia-del-papa-allolympiastadion-di-berlino\/\">Leggi ancora<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=545"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/545\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}