{"id":747,"date":"2012-11-21T15:45:14","date_gmt":"2012-11-21T14:45:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/?p=747"},"modified":"2012-11-21T15:45:14","modified_gmt":"2012-11-21T14:45:14","slug":"usa-cina-crisi-economica%e2%80%a6-e-gesu%e2%80%99-redentore-dell%e2%80%99uomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circololarocca.it\/larocca\/usa-cina-crisi-economica%e2%80%a6-e-gesu%e2%80%99-redentore-dell%e2%80%99uomo\/","title":{"rendered":"USA, CINA, CRISI ECONOMICA\u2026. E GESU\u2019 REDENTORE DELL\u2019UOMO"},"content":{"rendered":"<p> Lo Straniero &#8211; Il blog di Antonio Socci<\/p>\n<p>USA, CINA, CRISI ECONOMICA\u2026. E GESU\u2019 REDENTORE DELL\u2019UOMO<\/p>\n<p>Posted: 18 Nov 2012 03:51 AM PST<\/p>\n<p>Mentre gli americani votavano il loro debito pubblico schizzava verso i 16,2 trilioni di dollari, che \u2013 sommato al debito degli stati e degli enti locali e all\u2019esposizione del governo federale verso Fannie Mae e Freddie Mac \u2013 raggiunge il 140 per cento del Pil.<\/p>\n<p>Se si considera che il 21 gennaio 2009, quando Obama ha assunto la presidenza, il debito era a 10,6 trilioni e che, quindi, in quattro anni lo ha aumentato di 5,4 trilioni (cio\u00e8 del 50 per cento), inquietano le parole con cui egli ha inaugurato il nuovo mandato: \u201cil meglio deve ancora venire\u201d.<\/p>\n<p>In effetti dal 1\u00b0 gennaio 2013 c\u2019\u00e8 il rischio Fiscal Cliff, il \u201cburrone fiscale\u201d e la possibilit\u00e0 di una recessione che darebbe la mazzata finale all\u2019economia occidentale.<\/p>\n<p>Ma i media italiani si sono entusiasmati per quella frase di Obama sul \u201cmeglio\u201d come se prospettasse la Terra promessa.<\/p>\n<p>I giornali hanno dedicato decine di pagine alle elezioni Usa, mentre \u00e8 passato quasi inosservato il XVIII Congresso del Partito comunista cinese.<\/p>\n<p>Si d\u00e0 il caso per\u00f2 che proprio la Cina si annuncia come nuova superpotenza mondiale. Basti pensare che \u00e8 la prima fra i detentori stranieri del debito americano (1,2 trilioni di dollari).<\/p>\n<p>Significa che oggi gli americani vivono indebitandosi con la Cina e probabilmente che la Cina potrebbe terremotare l\u2019economia americana quando vuole.<\/p>\n<p>Del resto la Cina, che ha un tasso di crescita quest\u2019anno del 7,5 per cento e detiene le maggiori riserve valutarie del mondo, pare che detenga circa il 10 per cento del debito dell\u2019eurozona (e sia il primo detentore straniero di titoli italiani).<\/p>\n<p>Quindi capire chi \u00e8 il \u201cnuovo imperatore\u201d uscito dalle lotte di fazione del Pc cinese \u00e8 importante almeno quanto le elezioni presidenziali americane: Xi Jinping governa la pi\u00f9 grande superpotenza demografica del pianeta (1 miliardo e 300 milioni di persone), la seconda economia mondiale e una forza militare che sta al terzo posto.<\/p>\n<p>Questo Congresso del Pcc si trovava davanti a un bivio. Alla sua vigilia il dissidente cinese Wei Jingsheng  sulla \u201cSueddeutsche Zeitung\u201d ha descritto cos\u00ec la situazione:<\/p>\n<p>\u201cL\u2019economia cinese di mercato libero-a-met\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 giunta ad uno sviluppo che non \u00e8 sostenibile. O essa cambia in una piena economia di mercato o rimarr\u00e0 un\u2019economia di capitalismo di Stato. In una situazione di mercato pieno, l\u2019economia potrebbe continuare a svilupparsi in modo tranquillo. In questo scenario, l\u2019ulteriore liberalizzazione dell\u2019economia porterebbe alla caduta della dittatura del partito unico\u201d.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra via.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019altra opzione\u201d spiega Wei \u201c\u00e8 di espandere la cosiddetta economia di propriet\u00e0 dello Stato [il capitalismo di Stato &#8211; ndr], che \u00e8 di fatto un\u2019economia di cui \u00e8 proprietario il Partito comunista. Questo secondo scenario coincide in modo esatto con quanto il regime comunista ha fatto nell\u2019ultimo decennio. Ed esso porter\u00e0 all\u2019inevitabile declino dell\u2019economia\u201d.<\/p>\n<p>Il Partito comunista, spiega padre Bernardo Cervellera, direttore di Asianews \u201ccontrolla il 50 per cento dell\u2019economia e gli oligarchi del partito in pratica sono dei ricchi magnati di una mega holding. Questa holding-partito ha tutta una serie di privilegi e monopoli rispetto agli imprenditori privati. Da qui vengono caste intoccabili, enormi diseguaglianze, esplosive ingiustizie e un insopportabile livello di spreco e corruzione\u201d.<\/p>\n<p>In effetti lo stesso governo ha riconosciuto che nel solo 2010 sono stati denunciati 640 mila casi di corruzione (\u201canche se\u201d osserva Cervellera \u201csono seguiti solo 24 mila processi, senza parlare delle poche condanne\u201d).<\/p>\n<p>Wei aggiunge: \u201cIl coefficiente Gini per la Cina ha gi\u00e0 superato il livello 0.4 di allarme internazionale per pericolosi livelli di disuguaglianze. Oltre a ci\u00f2 dalla base sta crescendo e sta per scoppiare una rivoluzione\u201d.<\/p>\n<p>Negli ultimi due millenni del resto in Cina i rovesciamenti dinastici sono sempre avvenuti per i gravi squilibri sociali. In effetti i segni di questa esplosione gi\u00e0 ci sono.<\/p>\n<p>\u201cScioperi e rivolte\u201d dice Cervellera \u201csono all\u2019ordine del giorno: se ne contano almeno 200 mila ogni anno. Per ora non hanno potuto coagularsi per la repressione poliziesca del regime, ma il malcontento dilaga, fra la gente a anche fra gli investitori\u201d.<\/p>\n<p>Fatte queste premesse diventa importante capire chi ha prevalso al Congresso. Dice Cervellera: \u201cIl numero 1 e il numero 2 che sono stati eletti, cio\u00e8 Xi Jinping, nuovo segretario generale del Pcc e Li Keqiang, erano noti come riformatori, ma da quando sono stati designati hanno \u2018dimenticato\u2019 le idee precedenti\u201d.<\/p>\n<p>Fra l\u2019altro Cervellera definisce questi nuovi timonieri come vittime e dittatori del Partito perch\u00e9 la famiglia di Xi Jinping, che faceva parte della fazione del Pcc combattuta da Mao durante la \u201crivoluzione culturale\u201d, sub\u00ec pesanti violenze e Yu Zhengsheng in quegli anni \u201cha visto morire sei membri della sua famiglia\u201d. Li Keqiang poi era fra gli studenti che manifestavano prima del massacro di Piazza Tien an men.<\/p>\n<p>Hanno studiato all\u2019estero e sanno benissimo cosa sarebbe necessario fare. Ma \u2013 dice Cervellera \u2013 \u201csono stati portati al potere dai conservatori del partito, in primis dal vecchio Jiang Zemin, e devono difendere questa oligarchia che porter\u00e0 l\u2019economia cinese al collasso. Il potere li ha omologati e cooptati e loro garantiranno gli enormi interessi di quella casta di dittatori\u201d.<\/p>\n<p>Dunque non c\u2019\u00e8 da aspettarsi un\u2019apertura? E\u2019 un sogno immaginare che nel 2013, a 1700 anni esatti dall\u2019Editto di Costantino, possa emergere a Pechino un imperatore che dia libert\u00e0?<\/p>\n<p>Cervellera ne dubita: \u201cci vorranno almeno dieci anni. Deve cambiare ancora una generazione per arrivare ai fisiologici 70 anni che hanno visto crollare anche l\u2019Urss.  Nei prossimi dieci anni la Cina diventer\u00e0 la prima economia mondiale, spodestando gli Stati Uniti, o esploder\u00e0 in una guerra civile\u201d.<\/p>\n<p>Di certo i germi della libert\u00e0 gi\u00e0 dilagano. Al punto che pure il vecchio leader Hu Jintao ha recentemente avvertito che il Partito si \u00e8 allontanato dal popolo, che dilaga la corruzione e si rischia il crollo.<\/p>\n<p>Alla vigilia del Congresso anche Hu Deping, il figlio del vecchio riformista Hu Yaobang, \u201cha chiesto che il Partito dia maggiore attenzione ai diritti umani, una maggiore liberalizzazione dell\u2019economia per dare fiato ai privati, l\u2019indipendenza del potere giudiziario. Non passa mese\u201d aggiunge Cervellera \u201cche qualche think tank del Partito non metta in guardia dall\u2019essere sordi alle richieste della popolazione, o chieda di ridurre l\u2019abisso fra ricchi e poveri e fare riforme politiche. Ma per tutto questo occorre ridurre gli interessi dell\u2019oligarchia e mettere in crisi il monopolio del potere del Partito\u201d.<\/p>\n<p>Proprio Asianews ha tradotto in Italia lo straordinario saggio di Liu Peng, membro dell\u2019Accademia delle scienza sociali di Pechino.<\/p>\n<p>Egli afferma che il Partito non ha pi\u00f9 alcun credito popolare e che \u2013 per evitare l\u2019implosione \u2013 occorrono nuovi fattori di coesione: per questo propone il riconoscimento delle libert\u00e0 religiose, la liberalizzazione dell\u2019economia e l\u2019affrancamento dello Stato dal controllo del Partito.<\/p>\n<p>Del resto la Cina, nei decenni scorsi, ha potuto conquistare enormi fette di mercato perch\u00e9 non aveva i costi dello stato sociale e di livelli di benessere e civilt\u00e0 che ha l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Ma il sapere, la tecnica e la scienza che sostengono questo suo boom sono tutti occidentali. Cos\u00ec pure i valori della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 umana che non rispetta.<\/p>\n<p>Dunque come pu\u00f2 andare avanti?<\/p>\n<p>Nel 2002 l\u2019Accademia delle scienze sociali di Pechino studi\u00f2 la causa di questa superiorit\u00e0 dell\u2019Occidente, sul piano della civilt\u00e0, del sapere, della scienza e della tecnica.<\/p>\n<p>E arriv\u00f2 alla conclusione che tale causa \u00e8 \u201cla vostra religione, il cristianesimo. Questa \u00e8 la ragione per cui l\u2019Occidente \u00e8 stato cos\u00ec potente\u201d.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Occidente ha rinnegato quella sorgente di civilt\u00e0 e perci\u00f2 declina. A Oriente come a Occidente quelle sono le radici della costruzione della civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Antonio Socci<\/p>\n<p>da \u201cLibero\u201d 18 novembre 2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Straniero &#8211; Il blog di Antonio Socci USA, CINA, CRISI ECONOMICA\u2026. 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